Trapianti a picco durante la prima ondata della pandemia

-30%

Trapianti a picco durante la prima ondata della pandemia

di redazione
Un’indagine su Lancet Public Health quantifica l’impatto di Covid-19 sulla chirurgia trapiantologica. In media nel mondo c’è stato un calo del 30% degli interventi rispetto all’anno precedente. In alcuni Paesi si è sfiorato il 90%. Il danno si traduce in 48mila anni di vita persi nei pazienti

Durante la prima ondata della pandemia il numero dei trapianti d’organo nel mondo è diminuito di un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È il risultato di un’indagine condotta in 22 Paesi di quattro continenti presentata al Congresso dell’European Society for Organ Transplantation e pubblicata sulla rivista Lancet Public Health. Questo è il dato della media complessiva, ma in alcuni Paesi i reparti di chirurgia dei trapianti si sono fermati del tutto o quasi registrando un calo degli interventi del 90 per cento. Si calcola che il posticipo delle procedure salvavita abbia causato una perdita totale di 48mila anni di vita nei pazienti. I trapianti di rene hanno registrato il calo maggiore in ognuno dei Paesi analizzati: circa il 40 per cento degli interventi previsti con donatore vivente non è stato eseguito (prendendo sempre come riferimento l’anno precedente). I trapianti di fegato da donatore vivente sono diminuiti del 33 per cento. Un calo di gran lunga inferiore è stato registrato nei trapianti di organo da donatori deceduti, la cui gestione è meno complessa rispetto a quella dei trapianti tra viventi: quelli di rene sono diminuiti del 12 per cento, quelli di fegato del 9 per cento, quelli di polmone del 17 per cento e quelli di cuore del 5 per cento. 

«Il trapianto da donatore vivente, che si è ridotto in modo più consistente, richiede maggiori risorse e una più accurata pianificazione rispetto al trapianto da donatore deceduto. Questo è estremamente difficile durante una pandemia quando le risorse sono ridotte e il personale dirottato altrove», ha spiegato Alexandre Loupy che dirige il Paris Translational Research Center for Organ Transplantation. 

Ad ogni trapianto corrisponde un pezzo di vita tolto ai pazienti. I ricercatori sono riusciti a calcolare gli anni di vita persi in seguito agli interventi non eseguiti: i pazienti in lista d'attesa per un rene hanno perso in tutto circa 38mila anni di vita, quelli per un fegato 7mila, quelli per un polmone  1.800, quelli per un cuore 1.406. In tutto, l’interruzione o il rallentamento di questo tipo di procedure durante i primi mesi della pandemia ha provocato una perdita di 48.239 anni di vita.

In alcuni Paesi l’impatto della pandemia sui reparti di chirurgia trapiantologica è stato più forte che in altri. L’Argentina ha dovuto rinunciare al 60 per cento dei trapianti, mentre la Norvegia ha sospeso solo il 7 per cento degli interventi. 

Gli autori dello studio hanno inserito su una piattaforma accessibile on line tutti i dati sui tassi di trapianti durante la pandemia di Covid consultabili per tipo di organo, per tipologia del donatore (vivente o deceduto) e per Paese. 

«Capire come diversi Paesi e sistemi sanitari hanno risposto alle sfide legate al Covid-19 può aiutare a migliorare la preparazione alla pandemia e a salvaguardare i programmi di trapianto per continuare ad offrire procedure salvavita ai pazienti», conclude Olivier Aubert, del Paris Translational Research Centre for Organ Transplantation e principale autore dello studio. 

Change in the overall observed solid organ transplant counts between 2020 from the date of the first 100 reported cumulative COVID-19 cases until the end of follow-up (latest date of available data through December 31st 2020) and the same period of time in 2019, by country and organ

Nation

Overall

Kidney

Liver

Lung

Heart

Argentina, N. (%)*

-564 (-60,91%)

-429 (-64,32%)

-107 (-56,61%)

-8 (-47,06%)

-20 (-37,74%)

Austria, N. (%)

-56 (-10,22%)

-53 (-17,91%)

6 (5,08%)

0 (0%)

-9 (-16,36%)

Belgium, N. (%)

-166 (-22,46%)

-78 (-22,67%)

-49 (-20,68%)

-16 (-17,39%)

-23 (-34,85%)

Brazil, N. (%)

-2174 (-28,9%)

-1735 (-32,89%)

-307 (-16,51%)

-50 (-56,82%)

-82 (-27,42%)

Canada, N. (%)

-227 (-9,86%)

-229 (-16,29%)

5 (1,09%)

4 (1,47%)

-7 (-4,24%)

Chile, N. (%)*

-47 (-54,02%)

-23 (-46,94%)

-10 (-45,45%)

-6 (-85,71%)

-8 (-88,89%)

Croatia, N. (%)

-85 (-37,28%)

-35 (-36,84%)

-34 (-33,01%)

0 (NaN%)

-16 (-53,33%)

Finland, N. (%)

-48 (-13,68%)

-38 (-15,38%)

5 (9,26%)

-5 (-20,83%)

-10 (-38,46%)

France, N. (%)

-1410 (-28,96%)

-1041 (-34,28%)

-219 (-19,04%)

-101 (-31,27%)

-49 (-13,65%)

Germany, N. (%)

-328 (-10,53%)

-236 (-13,15%)

-46 (-6,5%)

-36 (-11,32%)

-10 (-3,4%)

Greece, N. (%)*

-11 (-12,22%)

-6 (-8,7%)

-2 (-14,29%)

1 (Inf%)†

-4 (-57,14%)

Hungary, N. (%)

-132 (-37,29%)

-79 (-37,26%)

-27 (-39,71%)

0 (0%)

-26 (-43,33%)

Italy, N. (%)

-525 (-16,18%)

-296 (-16,17%)

-162 (-15,25%)

-40 (-30,08%)

-27 (-12,27%)

Japan, N. (%)

-1413 (-66,71%)

-1112 (-69,63%)

-257 (-67,45%)

-18 (-26,47%)

-26 (-36,11%)

Netherlands, N. (%)

-187 (-17,64%)

-166 (-21,15%)

-7 (-4,46%)

-19 (-21,35%)

5 (17,24%)

Norway, N. (%)

-24 (-7,12%)

-6 (-2,99%)

3 (4,11%)

-6 (-22,22%)

-15 (-41,67%)

Portugal, N. (%)

-156 (-24,19%)

-67 (-19,76%)

-75 (-33,63%)

-10 (-15,62%)

-4 (-21,05%)

Slovenia, N. (%)

7 (8,43%)

7 (21,21%)

-2 (-9,52%)

6 (66,67%)

-4 (-20%)

Spain, N. (%)

-1033 (-24,02%)

-745 (-26,89%)

-176 (-18,6%)

-88 (-26,19%)

-24 (-9,68%)

Switzerland, N. (%)

-6 (-1,34%)

-7 (-2,69%)

-15 (-11,63%)

6 (20%)

10 (34,48%)

United Kingdom, N. (%)

-1298 (-31,31%)

-1076 (-35,54%)

-147 (-17,95%)

-69 (-47,92%)

-6 (-3,87%)

United States, N. (%)

-1370 (-4,13%)

-1110 (-5,44%)

-91 (-1,23%)

-237 (-10,18%)

68 (2,25%)

Overall, N. (%)

-11253 (-15,92%)

-8560 (-19,14%)

-1714 (-10,57%)

-692 (-15,51%)

-287 (-5,44%)