Tumori: test genomici sottoutilizzati e con gravi disparità regionali

Cipomo Day

Tumori: test genomici sottoutilizzati e con gravi disparità regionali

di redazione

Solo nella metà dei casi ai pazienti oncologici vengono offerti test di profilazione genomica basati sulle tecniche NGS (Next Generation sequencing) e i Molecular Tumor Board (MBT) sono presenti soltanto in 13 Regioni, con una grande variabilità di modelli organizzativi.

Questi dati, emersi in una ricerca condotta dal Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo) con il contributo di Cergas SDA Bocconi, hanno spinto le quattro principali Società scientifiche di oncologia (Cipomo, appunto, con Aiom, Comu, e Siapec) a formulare 14 statement di indirizzo per rendere omogenea la disponibilità dell'oncologia di precisione su tutto il territorio nazionale. Il documento è stato anche pubblicato di recente sulla rivista dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) JCO Precision Oncology, ed è uno dei temi al centro della terza edizione del Cipomo Day dal titolo “Il Tempo dell’Umanizzazione” del 24 novembre.

«Coniugare oncologia di precisone, accesso alle cure innovative e umanizzazione rappresenta oggi la sfida degli oncologi italiani per i propri pazienti» dice Luisa Fioretto, presidente Cipomo. «Il rapido sviluppo tecnologico della diagnostica molecolare e la disponibilità di nuovi farmaci – aggiunge - richiedono sempre più frequenti adeguamenti dei percorsi clinici e delle attività in oncologia. Se non governate, dinamiche come l’iper-specializzazione e la frammentazione del percorso, possono interferire con l’integrazione e la continuità della cura, minando la relazione paziente-medico e la percezione sociale della rilevanza dell’assistenza sanitaria».

Cipomo Day offre allora «l’opportunità di un confronto diretto tra le esperienze di tutte le realtà regionali su un tema chiave, come quello dell’umanizzazione, nel quale non possono mancare riferimenti all’oncologia di precisione, all’accesso ai test genomici e alle cure innovative» spiegano i tre presidenti del convegno, Alessandro Follador, Andrea Mambrini e Clementina Savastano.

Nel corso dell'incontro gli esperti si confrontano sui 14 statement, linee di indirizzo utili per appianare le disparita di accesso all’oncologia di precisione e le differenze regionali. «Questo è infatti un obiettivo che non può prescindere dalla possibilità di accedere alle tecnologie NGS e alle competente di un MBT, indipendentemente dalla posizione geografica» sostiene Gianpiero Fasola, primo autore del paper. «Nel lavoro appena pubblicato, infatti, si evidenzia l'esigenza, non solo di aumentare il numero e la distribuzione omogenea dei MBT – precisa - ma anche di standardizzare le procedure, la composizione, le competenze e le prerogative di questi gruppi multidisciplinari».

Oltre ad ampliare l’accesso ai test genomici, gli esperti raccomandano di affidarsi a test che analizzano pannelli di geni (tra i 20 e i 50) sufficienti a soddisfare le esigenze diagnostiche di primo livello, come stabilito dalle linee guida.

Nel documento si specifica inoltre che, nei casi in cui si ravvisi la necessità di effettuare analisi avanzate, che richiedono pannelli di grandi dimensioni (superiori a 50 biomarcatori), queste dovrebbero essere eseguite da un numero limitato di operatori qualificati e da laboratori ad alto volume individuati dalle autorità sanitarie nazionali.

«È anche importante, e citata in uno dei 14 statement, la creazione di un gruppo nazionale di coordinamento per le attività relative all'oncologia di precisione allo scopo di analizzare il funzionamento dei diversi modelli adottati e sostenendo le Istituzioni nella definizione delle linee guida» sottolinea Fioretto. «Dobbiamo fare in modo che l'oncologia di precisione e l'equita di accesso alle migliori cure non rimangano un concetti astratti – conclude - ma che diventino una realtà nella pratica clinica quotidiana».