Un tratto di penna e il farmaco da 400€ a confezione passa a carico del paziente

La denuncia

Un tratto di penna e il farmaco da 400€ a confezione passa a carico del paziente

di redazione

Si chiama Myleran (busulfano) ed è un farmaco utilizzato per la cura di gravi patologie quali la policitemia vera, la mielofibrosi, la leucemia granulocitica cronica e la trombocitemia essenziale.

Fino a qualche mese fa, il medicinale era in fascia A e quindi a carico del SSN; successivamente è stato riclassificato dall’AIFA,  anche su richiesta del produttore, che lo ha incluso tra quelli di fascia C, quindi a carico dei cittadini, perché esistono alternative terapeutiche.  

Risultato: si è passati da un costo per il SSN di 15,79 euro a 387,84 euro per il paziente e la valida alternativa terapeutica individuata, di fatto, non va bene per tutti, come certificano gli specialisti. La denuncia arriva dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva che nelle scorse settimane si è vista sommergere da segnalazioni per l’accaduto. 

«Nel passaggio dalla fascia A alla fascia C di alcuni farmaci, soprattutto se indispensabili e insostituibili per patologie gravi, a rimetterci non possono essere i pazienti che, a causa del vertiginoso aumento dei costi scaricati sulle loro tasche (oltre 300 euro a confezione)», ha commentato il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva Tonino Aceti. «Ci dicono che potrebbero rinunciare persino a curarsi. Tutto questo non è compatibile con i principi del Servizio Sanitario Nazionale. Forse qualcosa nella riclassificazione non ha funzionato come avrebbe dovuto. Attendiamo urgenti risposte concrete da parte delle Istituzioni».