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L'accordo
COVID-19. Al via il primo progetto di volontariato di competenza per fronteggiare l’emergenza
Redazione
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Dal 29 febbraio alla fine di marzo sono state oltre 400 le telefonate numero verde di pubblica utilità 1500, gestite dagli operatori di primo e secondo livello, grazie a un servizio attivo 24 ore, sette giorni su sette con una media di 23 mila chiamate quotidiane.

Continuare a fornire questo servizio fondamentale richiede un investimento sempre crescente in termini di personale dedicato.

Per contribuire a sostenere questo sforzo, Roche Italia ha messo a disposizione del ministero della Salute una parte del proprio personale altamente specializzato per affiancare gli operatori di primo livello del numero 1500.

Da questa offerta nasce il protocollo di intesa siglato dal ministero e da Roche Italia per dare avvio al primo progetto di volontariato di competenza in tempi di COVID-19.

Alla campagna lanciata da Roche Italia hanno risposto 250 persone, il 25% di tutto il personale dell’affiliata italiana del Gruppo nelle sue tre divisioni (Roche Pharma, Roche Diagnostics, Roche Diabetes Care). I professionisti dell'azienda affiancano gli operatori di primo livello del numero 1500 a partire dall'1 di aprile, aumentando così la capacità di risposta del centralino.

«250 persone di Roche Italia hanno aderito al progetto su base volontaria – osserva Amelia Parente, responsabile HR & Communications di Roche Pharma – presentando la propria candidatura e disponibilità in sole 24 ore, termometro del senso di appartenenza e della cultura di responsabilità sociale distintiva del gruppo Roche. In pochi giorni, anche con la collaborazione dei nostri Team di Information Technology globali, abbiamo progettato una piattaforma tecnologica che consentirà ai nostri volontari di operare da casa. Siamo felici che si concretizzi una forma di collaborazione pubblico-privato così innovativa a servizio del Paese in un momento di difficoltà senza precedenti nella sua storia.  Lo abbiamo pensato e proposto alle Istituzioni - precisa Parente - partendo dal presupposto che una situazione eccezionale richieda sforzi ideativi e collaborativi eccezionali. Ringraziamo dunque il ministero della Salute per la fiducia e l’opportunità».

L’attività di “volontariato di competenza” dei propri dipendenti fa parte dell’operazione “Roche si fa in 4”, il programma varato dall'azienda, che prevede quattro iniziative per supportare Istituzioni, operatori sanitari e cittadini nel fronteggiare e superare l’emergenza Coronavirus.

 

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