Lo studio

La sigaretta manda in fumo i batteri buoni

Il fumo di sigaretta, oltre a tutto il resto, altera la composizione del microbioma orale, danneggiando soprattutto i batteri che hanno effetti benefici sulla salute

L'indagine

Gli italiani e lo sport: la poltrona vince sulla palestra

L’apparenza inganna: la tuta e le scarpe da ginnastica vengono scelte per stare comodi in casa e non per fare jogging. I dati parlano di un’epidemia di sedentarietà che mette a rischio la salute di tutti, ma soprattutto di chi soffre di diabete

I dati

Fumo: è finito l’effetto Sirchia

Il numero di fumatori è ormai stabile. Forse per colpa della crisi, aumentano i consumatori di tabacco rollato a mano. Cresce anche il numero di quanti scelgono le ecig, ma in 4 casi su 5 non lasciano le sigarette

Il rapporto

Morire di parto in Italia. Può succedere, ma è un evento raro

Il rischio di complicanze in gravidanza non può essere azzerato, ma il nostro Paese presenta tassi di mortalità materna tra i più bassi del mondo. L'emorragia è la principale causa di morte nell'immediato post-partum. Nei mesi successivi preoccupa la depressione che porta in alcuni casi al suicidio

La sfida

Con un videogioco si scoprirà un nuovo test per la tubercolosi

La partita è cominciata. I giocatori di Eterna Medicine, il videogame della Stanford University ideato per inventare nuove molecole, hanno un compito ambizioso: trovare il modo di diagnosticare la tubercolosi in maniera rapida, efficace ed economica

L’indagine

Dalla “schiscia" all’happy hour. Vizi e virtù delle abitudini alimentari degli universitari fuori sede

Possono fare a meno del pesce ma non dell’happy hour, contano sulle scorte preparate dalla famiglia e quando il frigo è vuoto ricorrono ai take away. È la fotografia dei ragazzi che studiano lontano da casa

Il traguardo

Via libera in Europa alla terapia genica per la rara malattia ADA-SCID

Con l’inserimento del gene sano nelle staminali del midollo osseo si corregge all’origine il difetto che causa la malattia. Tutti i 18 bambini trattati con la procedura oggi sono vivi. Il trattamento frutto della ricerca italiana

Sleep training

Così si aiutano i bimbi a dormire di più

Piuttosto che correre a prendere in braccio il piccolo che si sveglia di notte al primo lamento, è utile accorrere con qualche minuto di ritardo, per abituarlo a trovare conforto da solo

L'indagine

Anche l'Antitrust spara sui vaccini: mercato con poca concorrenza

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato lamenta «forti carenze informative su costi e prezzi» e auspica «scelte mediche univoche e trasparenti». Ma rischia di essere un tipico esempio di eterogenesi dei fini

Scenari

In Italia è evitabile un terzo delle morti tra gli under 75

Nel senso che un intervento tempestivo potrebbe almeno rinviarle. Riusciamo comunque a fare meglio della media europea, anche se di poco. I dati dello studio Eurostat su 28 Paesi dell'Ue appena pubblicato

Cover stories

Scenari

Medici e industrie farmaceutiche: trasparenza vo cercando

Dal prossimo luglio le aziende dovranno pubblicare sui propri siti web, anno per anno, tutti i propri rapporti (anche economici) con i medici e le loro organizzazioni. Possibilmente con nome e cognome. Codice sulla privacy permettendo

Michele Musso
Scenari

Ricerca: una risorsa da mettere a sistema

Michele Musso

Alla loro terza edizione, gli “Stati generali” promossi dal ministero della Salute, quest'anno puntano i riflettori sulla ricerca nel settore medico-sanitario. Dove possiamo contare su molte eccellenze e riconoscimenti internazionali. Ma che non riusciamo a sfruttare a dovere

Rapporto Osservasalute

Servizio sanitario: cambiare la rotta prima che sia troppo tardi

redazione

Il servizio sanitario è stato in grado di avvicinarsi all’equilibrio economico ma le misure adottate, se protratte troppo a lungo, rischiano di soffocarlo. Ora c’è da guardare al futuro, alle sfide dei crescenti costi dell’innovazione e di una popolazione sempre più anziana

Il dopo Sharapova

Basta ipocrisie. Legalizziamo il doping

Giovanna Dall’Ongaro

Ha senso perpetrare ancora il gioco del gatto col topo tra autorità e atleti, con gli uni ad allungare la lista delle sostanze proibite e gli altri a scovare molecole ancora permesse? Forse è giunto il tempo di ammettere che l’idea di sport completamente naturale è ormai superata