Anche l'operazione per l'ernia non è esente da rischi: negli uomini può provocare disfunzioni sessuali

I rischi

Anche l'operazione per l'ernia non è esente da rischi: negli uomini può provocare disfunzioni sessuali

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Il problema non sembra dipendere dal tipo di tecnica usata per effettuare l'intervento: circa il 7 per cento dei pazienti che sono operati in in laparoscopia, senza tagli chirurgici, ha sviluppato disfunzioni sessuali e dolore durante i rapporti sessuali
di redazione

Un’operazione di routine, in anestesia locale, non serve il ricovero, basta un day hospital. Pochi giorni di convalescenza per tornare alla normalità. Sulla carta l’intervento chirurgico per rimuovere un’ernia inguinale, uno dei più eseguiti al mondo,  è una procedura che non dovrebbe destare alcuna preoccupazione. Ma uno studio appena pubblicato sul Journal of the American College of Surgeons dimostra che il ricorso al bisturi può avere delle complicanze, non tanto frequenti da allarmare, ma neanche così rare da venire trascurate. 

Anche perché parliamo di complicanze invalidanti per gli uomini, colpiti dalle ernie inguinali da 7 a 10 volte di più rispetto alle donne, come disfunzioni sessuali e dolore durante i rapporti. 

I ricercatori hanno analizzato i dati di 12 studi con un totale di quasi 5mila pazienti sottoposti al trattamento chirurgico dell’ernia inguinale. 

Ebbene, è emerso che il 5,3 per cento degli uomini ha sviluppato disfunzioni sessuali dopo l’intervento e il 9 per cento ha riferito di provare dolore durante i rapporti sessuali. 

Entrando nel dettaglio delle tecniche chirurgiche adottate si è osservato che la chirurgia mininvasiva non garantisce ai pazienti migliori risultati da queto punto di vista: il 7,8 per cento dei pazienti operati in laparoscopia, senza tagli chirurgici, ha sviluppato disfunzioni sessuali e il 7,4 per cento ha sperimentato dolore durante i rapporti sessuali. 

Con la tecnica di chirurgia aperta, il tradizionale taglio con bisturi, il rischio di disfunzione sessuale si riduce al 3,7 per cento dei pazienti, ma le probabilità di soffrire sotto le lenzuola sale al 12,5 per cento. 

Sono differenze troppo sottili per poter escludere che siano dovute al caso e purtroppo non possono aiutare a scegliere un approccio chirurgico piuttosto che un altro, scrivono gli autori dello studio. 

Dall’analisi dei dati emerge anche che l’1,9 per cento dei pazienti sottoposti ad anestesia ha sviluppato disfunzione sessuale rispetto al 6,2 per cento degli uomini operati con anestesia locale.  

Questi risultati, ci tengono a sottolinearlo gli autori dello studio, non permettono di attribuire le problematiche sessuali post operatorie all’intervento chirurgico senza ombra di dubbio. Potrebbe darsi infatti che i disturbi siano provocati dall’ernia stessa che preme su strutture nervose chiave per la funzione sessuale piuttosto che dall’operazione, con o senza bisturi. Ma non si può neanche escludere che nel corso dell’intervento, in laparoscopia o a cielo aperto, vengano toccati i nervi che forniscono sensazioni alla pelle dell'inguine, dello scroto e del pene, interferendo così con le sensazioni che fanno parte dell'esperienza del rapporto sessuale. 

«Le disfunzioni sessuali temporanee e il dolore durante l'attività sessuale non sono molto comuni ma neanche molto rari come conseguenze della riparazione dell'ernia inguinale negli uomini. Chirurghi e i pazienti che si sottopongono all’intervento dovrebbero trovare il modo di discutere apertamente e francamente sulla salute sessuale, sia in fase di valutazione pre-operatoria sia nel follow-up post-operatorio» ha affermato David Soybel del Pennsylvania State University College of Medicine di Hershey, autore senior dello studio.