Covid-Organics, la terapia africana contro il coronavirus che potrebbe favorire la malaria

Il sospetto

Covid-Organics, la terapia africana contro il coronavirus che potrebbe favorire la malaria

Una bevanda a base di artemisina, lo stesso principio attivo dei farmaci antiamalarici, viene proposta in Madagascar come cura anti-Covid. L’efficacia è ancora tutta da dimostrare e i rischi potrebbero essere superiori ai benefici. Gli scienziati temono la farmaco-resistenza

di redazione

Lanciato sul mercato un mese fa, il Covid-Organics viene proposto alla popolazione del Madagascar, dove sono stati registrati 151 casi e nessun decesso, come una nuova promettente cura per l’infezione da nuovo coronavirus. In realtà, come viene suggerito da un articolo su Science, lo sciroppo a base di erbe no solo non ha mai dimostrato la sua efficacia, ma anzi potrebbe rivelarsi più dannoso che utile. Il suo ingrediente principale è infatti l’artemisina annua, lo stesso utilizzato nei farmaci antimalarici. Il timore degli esperti è che l’uso improprio dell’estratto vegetale possa alimentare la resistenza ai farmaci del Plamsdium falciparum, il parassita responsabile della malaria. 

Messo a punto nei laboratori del Malagasy Institute of Applied Research, il sedicente farmaco anti- Covid è stato già prenotato da altri Paesi africani, tra cui Tanzania e Congo, in previsione di un aumento dei contagi. 

Le proprietà terapeutiche della bevanda si desumono, secondo i produttori, dal fatto che due pazienti sono guariti dopo averla assunta.  Un po’ debole come prova di efficacia. C’è inoltre una parte della comunità scientifica particolarmente preoccupata di vedere compromessi in poco tempo i risultati ottenuti in decenni di lotta alla malaria. «È un farmaco le cui prove scientifiche non sono ancora state stabilite e che rischia di danneggiare la salute della popolazione, in particolare quella dei bambini», ha avvertito l'Accademia Nazionale di Medicina del Madagascar il mese scorso.

L’artemisina è il principale ingrediente delle terapie farmacologiche combinate che hanno contribuito a ridurre il numero di decessi per malaria da 1 milione a 400mila all’anno. 

«Dipendiamo totalmente dall'artemisinina per la malaria in ogni Paese del mondo, quindi siamo molto preoccupati per lo sviluppo della resistenza,  specialmente in Africa, dove si verificano il 90 per cento delle morti per malaria nel mondo», ha dichiarato a Science Kevin Marsh dell’Università di Oxford. 

Va detto però che l’idea di ricorrere all’artemisina contro Sars-Cov-2 non è del tutto infondata. Nel 2005 alcuni scienziati cinesi avevano dimostrato che l’estratto alcolico di A.annua era in grado di uccidere in laboratorio il virus della Sars (simile a quello che scatena Covid). Non sono però mai state effettuate sperimentazioni su animali ed esseri umani. Sulla base di quello studio, gli scienziati del Max Planck Institute of Colloids stanno testando gli estratti di A.annua su SARS-CoV-2 in vitro. 

Comuque sia, anche se Covid-Organics si rivelasse efficace, sostiene Marsh, si presenterebbe un dilemma etico non di facile soluzione: permettere agli africani di utilizzare un farmaco anti-Covid fatto in casa senza però minare l’efficacia dei trattamenti antimalarici. 

Per ridurre il rischio di resistenza, su suggerimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’artemisina non viene mai utilizzata in monoterapia ma sempre accompagnata da un altro farmaco. Nel 2019 l’Oms è andata oltre invitando con una nota a non usare per prevenire o curare la malaria neanche la pianta da cui viene estratto il principio attivo. La diffusione del Covid-Organics rischierebbe di mandare a monte gli sforzi fatti finora per contenere la resistenza. Almeno così la pensano i ricercatori di Oxford. Meno timoroso è Philip Bejon, direttore del KEMRI-Wellcome Trust Research Programme, con sede in Kenya: l’uso dell’artemisina anche in monoterapia non ha finora provocato mutazioni nel P.falciparum e non si vede perché dovrebbe farlo adesso, dice Bejon. Secondo lui il rischio della resistenza all’artemisina in Africa è piuttosto basso.