La dislessia dipende dal mese del concepimento

Epidemiologia

La dislessia dipende dal mese del concepimento

Iniziare una gravidanza in inverno, quando si produce meno vitamina D, comporta maggiori rischi per i nascituri: i bambini concepiti tra gennaio e marzo hanno più probabilità di soffrire di disturbi dell’apprendimento rispetto a chi è stato concepito in periodi più assolati

di redazione

I disturbi dell’apprendimento potrebbero dipendere dal periodo in cui i bambini vengono concepiti. I mesi tra gennaio e marzo sono più a rischio: iniziare una gravidanza in inverno aumenta le probabilità di avere bambini con dislessia o altre difficoltà cognitive che emergono già nei primi anni di asilo. È quanto sostengono i ricercatori dell’Università di Glasgow e di Cambridge, che, sull’American Journal of Epidemiology, forniscono una plausibile spiegazione del curioso legame: tutto dipenderebbe dalla vitamina D. Nel periodo dell’anno in cui la luce solare scarseggia, i livelli di vitamina D delle donne in gravidanza sono più bassi con possibili conseguenze sullo sviluppo cerebrale del nascituro.

Gli scienziati inglesi hanno raccolto dettagliate informazioni su più di 800 mila bambini in età scolastica tra il 2006 e il 2011. Analizzando i dati è saltata ai loro occhi l’interessante differenza stagionale: l’8,9 per cento dei bambini concepiti tra gennaio e marzo mostravano disturbi dell’apprendimento contro il 7,6 dei loro coetanei concepiti tra luglio e settembre. «Se noi potessimo liberarci di questa variazione stagionale - sostiene commentando lo studio  Jill Pell, direttore dell’ Institute of Health and Wellbeing di Glasgow - potremmo prevenire l’11 per cento di casi di disturbi dell’apprendimento». Lo si può fare incentivando il ricorso alla vitamina D, il cui ruolo però nell’andamento stagionale dei disturbi dell’apprendimento, va detto,  è stato dimostrato solo in modo indiretto. I ricercatori non hanno infatti esaminati i valori nel sangue delle donne incinta, ma hanno ritenuto che la loro fosse la migliore spiegazione all’inaspettato trend emerso dall’analisi statistica.

A risentire delle stagioni sono però solo alcuni tipi di disturbi: la dislessia, i disturbi dello spettro autistico e le lievi disabilità intellettive,  difficoltà di concentrazione ed espressione. Non sembrano invece avere nulla a che fare con il calendario della gravidanza i problemi di udito o di vista e le malattie fisiche che comportano difficoltà scolastiche.

Livelli adeguati di vitamina D nei primi tre mesi di gravidanza sono importanti per lo sviluppo cerebrale del feto. E, soprattutto in paesi come il Regno Unito dove la luce del sole è scarsa, alle donne incinta viene consigliato di ricorrere agli integratori. «È importante - avverte Pell - che le donne seguano il consiglio di assumere integratori di vitamina D e che comincino a prenderli prima possibile in gravidanza. Anzi meglio ancora, mentre stanno pianificando una gravidanza».

Si deve tenere presente che i bambini coinvolti nello studio sono tutti nati prima del 2012, anno di pubblicazione delle nuove linee guida che prevedono l’assunzione di vitamina D per tutte le donne incinta. 

Si può ipotizzare quindi che, se le donne nel frattempo hanno seguito i consigli dei loro medici,  il gap stagionale possa risultare in futuro inferiore e le disparità dovute ai livelli di vitamina D nei primi mesi di gravidanza possano scomparire nei prossimi anni.