La fertilità è anche una questione di fiuto. Molecole olfattive presenti sugli spermatozoi

Studio italiano

La fertilità è anche una questione di fiuto. Molecole olfattive presenti sugli spermatozoi

redazione

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I ricercatori hanno identificato otto differenti recettori olfattori presenti come frammenti nel liquido seminale ed espressi sulla superficie dello spermatozoo, nei tubuli seminiferi del testicolo e nell’epididimo

Gli spermatozoi sono capaci di “odorare” poiché possiedono numerosi recettori olfattori simili a quelli contenuti nella mucosa olfattiva del naso che servono a riconoscere e distinguere gli odori. Presenti sulla superficie dello spermatozoo, questi recettori svolgono un importante ruolo sia nella maturazione, sia nell’attivazione spermatica e nel processo di fecondazione dell’ovocita.

È questo il risultato di uno studio condotto da ricercatori del Policlinico A. Gemelli di Roma pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Endocrinology.

«Nel nostro studio l’applicazione di moderne piattaforme di proteomica (per studiare le proteine umane) ha consentito di identificare ben otto differenti recettori olfattori presenti come frammenti nel liquido seminale ed espressi sulla superficie dello spermatozoo, nei tubuli seminiferi del testicolo e nell’epididimo», ha spiegato Alfredo Pontecorvi, Direttore dell’Istituto Scientifico Internazionale “Paolo VI” - ISI e dell’Area di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo del Policlinico A. Gemelli di Roma. «I nostri dati evidenziano inoltre un ruolo importante per questi recettori poiché essi consentirebbero allo spermatozoo di fiutare le sostanze chimiche rilasciate dall’ovocita e di dirigersi verso di esso allo scopo di fecondarlo». 

«Si tratta di un lavoro con una notevole rilevanza clinica», ha aggiunto Domenico Milardi, andrologo presso l’ambulatorio ISI presso la Fondazione Policlinico A. Gemelli. «In pazienti con infertilità dovuta all’arresto della maturazione degli spermatozoi abbiamo dimostrato l’assenza di questi recettori. Riteniamo quindi che tale assenza possa svolgere un ruolo causale nella compromissione della spermatogenesi in questi pazienti. Il nostro studio, dunque, oltre ad aprire nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi molecolari coinvolti nella spermatogenesi e nel processo di fecondazione dell’ovocita, lascia intravedere anche importanti risvolti clinici per i pazienti affetti da sterilità da arresto maturativo degli spermatozoi».