Tumori. Identificata una rete di corruzione che favorisce il cancro

Lo studio

Tumori. Identificata una rete di corruzione che favorisce il cancro

Individuato il meccanismo attraverso il quale il tumore recluta i “guardiani corrotti”. Il bersaglio identificato nella ricerca apre la strada allo studio di nuovi farmaci e a strategie terapeutiche che combineranno inibitori dell’infiammazione e immunoterapici

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Immagine: Julio C. Valencia, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione

I tumori sfuggono alle difese immunitarie anche grazie alla capacità di creare attorno a sé un microambiente favorevole. E nel mettere a punto questa strategia sono aiutati da alcune cellule infiammatorie presenti al loro interno che si trasformano in “guardiani corrotti”. Queste cellule non solo non bloccano il tumore, ma collaborano alla sua crescita. Qual è il meccanismo all’origine di questo processo? A ricostruirlo ci hanno pensato i ricercatori di Humanitas in uno studio pre-clinico sui sarcomi condottocon il sostegno di AIRC, Ministero della Salute e Fondazione Cariplo, i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Cancer

I ricercatori hanno scoperto il ruolo chiave del sistema del complemento, una cascata enzimatica che partecipa al processo di difesa contro le infezioni.

«Siamo partiti studiando il complemento, una vera e propria cascata di molecole dell’immunità e dell’infiammazione che si attiva nei tumori quando vengono riconosciute cellule anomale. Il complemento è una componente dell’infiammazione promotrice del tumore. Abbiamo scoperto che una molecola del complemento, C3a, e il suo recettore, C3aR, svolgono un ruolo cruciale nel reclutare guardiani e nel corromperli. In particolare, abbiamo visto che l'attivazione del complemento contribuisce alla progressione di diversi tipi di sarcomi e si associa a immunosoppressione», spiega Cecilia Garlanda, ricercatrice e docente di Humanitas University.

Lo studio si è concentrato sulla evoluzione dei sarcomi, tumori che colpiscono il tessuto connettivo, ma si pensa possa valere anche per altri tipi di tumore. «Il lavoro è stato fatto sui sarcomi ma pensiamo che apra implicazioni più vaste, perché il meccanismo di corruzione dei macrofagi che si attiva tramite le molecole C3a e C3aR del sistema del complemento potrebbe essere presente anche in altre patologie tumorali», sottolinea Garlanda.

Gli scienziati hanno dimostrato che il complemento, questo antico sistema di difesa e infiammazione, si attiva nei sarcomi influenzando l’attività funzionale dei macrofagi, attori centrali dell'immunità innata responsabili della regolazione delle risposte immunitarie adattive, e limitando le proprietà anti-tumorali dei linfociti T e, in generale, compromettendo la riuscita dell’immunoterapia.

A livello terapeutico, la scoperta potrebbe aprire la strada alla creazione di nuovi farmaci mirati a frenare l’infiammazione attivata da C3a e C3aR.

La strategia a cui si pensa è quella di combinare l’uso di farmaci immunoterapici e di inibitori del complemento per bloccare l’attività dei “poliziotti corrotti” e quindi la crescita tumorale e le metastasi.

Nello studio, inoltre, il gruppo ha individuato una firma molecolare con significato prognostico, un biomarker indicativo della gravità del tumore: nei tessuti in cui si accendono particolari allarmi, il decorso del sarcoma è peggiore.