I numeri
Covid-19. In Italia quasi 180 mila morti dall’inizio della pandemia
  • Immagine
    Didascalia
    Immagine:Gustavo Basso, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Pubblicato il settimo rapporto sull’impatto dell’epidemia sulla mortalità totale in Italia. Oltre 20 mila in più rispetto ai dati ufficiali

178.000. È questo, con buone probabilità, il numero di decessi dovuto a Covid in Italia. Oltre 20 mila in più rispetto alle stime precedenti.

Lo afferma il settimo rapporto congiunto sull’impatto dell’epidemia sulla mortalità totale dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che periodicamente dall'inizio della pandemia calcola l'eccesso di mortalità, vale a dire il numero di decessi inaspettati, quelli che non rientrano nelle previsioni effettuate sulla base delle tendenze degli anni precedenti. 

I dati elaborati da Istat e Iss vanno dall’inizio pandemia (marzo 2020) a gennaio 2022 e si basano sul confronto con il periodo  2015-2019.

Casi e decessi

Dall’inizio dell’epidemia sono stati segnalati al Sistema di Sorveglianza Integrato 10.953.342 casi confermati di COVID-19 (dati estratti il 9/2/2022), di questi, oltre 4,5 milioni di casi sono stati diagnosticati nel mese di gennaio 2022 (il 42% del totale dei casi riportati alla Sorveglianza da inizio pandemia) a causa della predominanza della variante omicron caratterizzata da una elevatissima trasmissibilità.

Fino al 31 gennaio 2022 il numero dei decessi associati alla diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 era pari a 145.334. Il 53 per cento dei decessi è avvenuto nel 2020, il 41 per cento nel 2021 (59.136 decessi di cui circa 8.000 sono riferiti a diagnosi del 2020) e il 5,8 per cento a gennaio 2022. 

I vaccini

La campagna di vaccinazione, iniziata il 27 dicembre 2020, a partire da maggio 2021 ha raggiunto elevati livelli di copertura, soprattutto nelle fasce di età più avanzate (60+). Con il progredire della campagna di vaccinazione, la mortalità è significativamente diminuita a partire dalla 20esima settimana del 2021: l’82 per cento circa dei decessi nel 2021 è avvenuto nel primo quadrimestre. In particolare, sì è molto ridotta la mortalità Covid-19 correlata nella fascia di età 80 anni e più, per la quale, a fine 2021, è stata raggiunta una copertura vaccinale con il ciclo primario pari a circa il 95 per cento.

L’eccesso di mortalità per fasce di età

Considerando le classi di età, il contributo più rilevante all’eccesso di mortalità del 2021, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è dovuto all’incremento delle morti della popolazione con 80 anni e più che spiega il 72 per cento dell’eccesso di mortalità complessivo. In totale sono decedute 455.170 persone di 80 anni e oltre (circa 46 mila in più rispetto alla media del quinquennio 15-19). L’incremento della mortalità nella classe di età 65-79 anni spiega un ulteriore 21 per cento dell’eccesso di decessi. In termini assoluti l’incremento per questa classe di età, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è di oltre 13 mila decessi (per un totale di 177.937 morti nel 2021).

I decessi sono in calo

Malgrado si confermi che anche nel 2021 le persone di 65 anni e oltre siano quelle maggiormente colpite in termini di eccesso di mortalità, nel 2021 si osserva un grosso calo dei decessi in questa fascia di età: 37 mila in meno rispetto al 2020. 

Il confronto tra ondate epidemiche di COVID-19 in termini di eccesso di mortalità evidenzia che nell’ondata in corso l’impatto sulla mortalità è più contenuto rispetto alle ondate precedenti. Nonostante la diffusione di nuove varianti più trasmissibili, durante il periodo 1° ottobre 2021 - 31 gennaio 2022 si registrano circa 250 mila decessi, 40 mila in meno rispetto a 12 mesi prima, con un calo di oltre il 13 per cento.

Le morti attribuibili direttamente a Covid

In un campione di 6.530 schede di morte relative a casi deceduti nel 2021 e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19 è stata valutata la presenza del COVID-19 come causa iniziale, le sue complicanze e la presenza di altre concause. Nel 90 per cento delle schede COVID-19 è stata riportata come causa direttamente responsabile del decesso, similmente a quanto già osservato nel 2020 (89%). Nel 90 per cento delle schede si riscontrano come complicanze condizioni tipicamente associate al COVID-19, quali polmonite, insufficienza respiratoria, distress respiratorio acuto (ARDS) o altri sintomi respiratori. Il COVID-19 è l’unica causa responsabile del decesso nel 23 per cento dei casi, mentre nel 29 per cento dei casi è presente una concausa oltre a COVID-19 e nel 48 per cento si riscontra più di una causa.

Il confronto con il resto d’Europa

Analizzando il contesto europeo, nel 2021 l’andamento dell'eccesso di mortalità nell'Ue ha raggiunto un picco ad aprile (21%), quindi è sceso al 10,6 per cento a maggio e ha raggiunto il minimo del 5,6 per cento a luglio. In autunno si è osservato un nuovo rialzo e l’eccesso di mortalità ha raggiunto il 17,7 per cento a ottobre e il 26,5 per cento a novembre 2021 (dati Eurostat). Rispetto alla media europea, l’Italia ha registrato un eccesso di mortalità più elevato nel mese di novembre 2020 e marzo 2021. A partire da luglio 2021 l’eccesso di mortalità nel nostro Paese scende ben al di sotto della media Ue.

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Il cammino verso un mondo più sano sembra aver perso il passo. Nonostante i significativi passi avanti compiuti nell'ultimo decennio, la salute globale si trova oggi davanti a un nuove sfide: soprattutto le disuguaglianze crescenti e una ripresa post-pandemica che fatica a consolidarsi. È questo il quadro che emerge dal… Leggi tutto

Una terapia con anticorpi ha ripristinato il corretto funzionamento del sistema immunitario di un paziente adulto con Long-Covid severo, dimostrandosi efficace nel trattamento di questa condizione ancora priva di cure riconosciute. Il caso, al centro di uno studio congiunto tra l’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani… Leggi tutto

A oltre sei anni dall’inizio della pandemia, la questione dell’origine del virus responsabile del Covid-19 continua a suscitare interrogativi scientifici e tensioni politiche. Ventitré dei ventisette membri originari del Gruppo consultivo scientifico sulle origini dei nuovi patogeni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno ora… Leggi tutto

Una recente pubblicazione su Nature Reviews Disease Primers ha riconosciuto il ruolo dell’infezione da Covid-19 su diverse manifestazioni dell’attività del sistema nervoso (neurocovid).

Si stima che il Long-Covid, sindrome cronica che può manifestarsi anche mesi dopo la guarigione dal Covid-19, colpisca tra 80 e 400 milioni di persone a… Leggi tutto

L’esposizione al virus Sars-CoV-2 durante la gravidanza non sembrerebbe associata a problemi precoci di neurosviluppo nei bambini. È quanto emerge da un ampio studio statunitense pubblicato su The Journal of Pediatrics, che ha analizzato lo sviluppo… Leggi tutto

Nel mondo, nella settimana conclusasi il 23 novembre continua a crescere l’attività influenzale. Complessivamente il 20% dei campioni analizzati dalle reti di sorveglianza è risultato positivo a visus influenzali, mentre Covid-19 rimane stabile con una positività che si aggira intorno al 10%. Si conferma la prevalenza dei virus influenzali di… Leggi tutto

Un ampio studio internazionale ha identificato nuove varianti genetiche associate al rischio di sviluppare il “long Covid”, una condizione che colpisce milioni di persone nel mondo anche mesi dopo la guarigione dall’infezione acuta da SARS-CoV-2, caratterizzata da sintomi come stanchezza cronica, difficoltà cognitive e respiratorie e dolore… Leggi tutto

Sono 383 i medici che hanno perso la vita la vita per il Covid, soprattutto nella prima fase della pandemia, quando ancora non erano disponibili i vaccini e mancavano anche i più elementari dispositivi di protezione: «Del loro operato, della loro abnegazione deve rimanere memoria, perché solo attraverso la memoria di ciò che è accaduto può… Leggi tutto

La causa dei danni polmonari, responsabili dei maggiori disturbi nella sindrome Long Covid, è un’infiammazione di basso grado con la conseguente attivazione piastrinica.

A questo risultato è giunto lo studio di un gruppo di ricercatori del Centro Cardiologico Monzino e dell’Università di Milano.

I dati della ricerca, pubblicati… Leggi tutto

«Come rappresentanti del mondo medico-scientifico assolutamente non condividiamo la scelta di sanatoria delle multe ai no-vax». È netto il giudizio di Francesco Cognetti, presidente della Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (Foce) e del Forum delle società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari italiani (Fossc)… Leggi tutto

Contrastare le future pandemie attraverso l’analisi dei dati dei genomi ricombinanti dei virus: nella prospettiva di valutare questa possibilità, uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communication presenta i promettenti risultati di RecombinHunt, un nuovo metodo data-driven sviluppato dal Dipartimento di Elettronica, informazione e… Leggi tutto

Proporre un modello organizzativo condiviso a livello nazionale che possa facilitare la selezione e l’identificazione dei pazienti immunocompromessi potenzialmente eleggibili alla profilassi pre-esposizione (Prep).

È questo, in sintesi, l'obiettivo del progetto Prevention Management LAboratory (PMLAb), ideato da Dephaforum con il… Leggi tutto

È dall’inizio della pandemia che la gran parte degli scienziati lo ripetono:  Bene gli antivirali che blocchino Sars-Cov-2, il virus responsabile del Covid-19, ma serve un farmaco a più ampio spettro. Magari non efficacissimo, ma che possa evitare i danni più gravi proteggendoci dalle nuove varianti e anche da nuovi agenti patogeni che… Leggi tutto

L’impatto del Long-Covid sullo stato di salute si sta mostrando rilevante dal punto di vista del Servizio Sanitario Nazionale, con il rischio di nuovo ricovero o di visite mediche che raddoppia in chi ha avuto l’infezione e oltre 4.700 morti stimate proprio a causa degli effetti a distanza di mesi dell’infezione acuta.

Leggi tutto

Lo immaginavamo, ma adesso abbiamo la conferma: la pandemia ha avuto un pessimo effetto sugli stili di vita dei bambini in età scolare e ha portato un aumento dell’obesità. È quanto emerge da un rapporto dell’ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità condotto in 17 Paesi.

Leggi tutto

Apparentemente non è una novità. La vaccinazione contro Covid non ha in tutti la stessa efficacia. Ma perché ciò avviene, nel dettaglio, non è ancora chiaro. A fornire una spiegazione è ora uno studio coordinato dall’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Segrate (Cnr-Itb) pubblicato sulla rivista… Leggi tutto

I bambini che hanno trascorso la loro prima infanzia nel periodo iniziale della pandemia non hanno subito significativi ritardi nel raggiungimento delle convenzionali tappe dello sviluppo. È il risultato di uno studio coordinato dalla Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics.

Leggi tutto

«Assistiamo alle morti improvvise di tutti quelli sierati». «Continuano i malori e le morti improvvise». «Un’ecatombe: in 48 ore tanti (troppi) giovani morti in Italia per “malori improvvisi». Sono titoli che rispecchiano una delle bufale più dure a morire sui vaccini a mRNA contro Covid-19: che siano la causa di morte improvvisa in giovani… Leggi tutto