L'editing genetico cura la sordità nei “topi Beethoven”

La speranza

L'editing genetico cura la sordità nei “topi Beethoven”

Crispr-Cas 9 ha funzionato sulla perdita dell’udito ereditaria, ma non ci sono ancora test sull'uomo
redazione

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Gli animali colpiti da sordità congenita possiedono una copia mutata del gene Tmc1 e una normale. Le due copie sono quasi indistinguibili, con una sola lettera a fare la differenza

L’oramai celebre strumento per l’editing genetico, Crispr-Cas 9, continua a far parlare di sé. Ora la tecnica del “taglia e cuci” capace di correggere gli errori del Dna promette di prevenire la sordità genetica mettendo fuori uso il gene mutato Tmc1 che ne è responsabile. La procedura ha funzionato per ora sui “topi Beethoven” affetti da perdita dell’udito ereditaria, ma gli autori della ricerca pubblicata su Nature sperano di poter ottenere presto gli stessi risultati sugli esseri umani. 

La sfida per David Liu, biologo chimico del Broad Institute del Mit e di Harvard, e principale autore dello studio, era particolarmente impegnativa: gli animali colpiti da sordità posseggono una copia mutata del gene Tmc1 e una normale. Le due copie sono quasi indistinguibili, con una sola lettera a fare la differenza. Bisognava quindi trovare un modo per colpire il bersaglio giusto, quello responsabile del danno uditivo, mantenendo invece intatto il gene sano. I ricercatori hanno sperimentato con successo una innovativa strategia in vivo per consegnare il “pacchetto” di Crispr Cas-9 alla esatta destinazione. 

Invece di ricorrere al consueto virus trasformato in cavallo di Troia, gli scienziati hanno introdotto il “pacchetto Crispr” nei lipidi, cellule di grasso capaci di penetrare la membrana cellulare, e poi hanno introdotto queste cellule direttamente nell’orecchio interno degli animali. Una volta giunti a destinazione i lipidi sono stati assorbiti dalle cellule ciliate, coinvolte nella trasmissione dei segnali sonori e messe fuori uso dalla mutazione genetica. 

A questo punto entra in azione il provvidenziale “taglia e cuci” . L’enzima Cas9, seguendo le indicazioni dell’Rna guida, taglia il Dna del gene mutato nel punto giusto, correggendo in questo modo l’errore all’origine della patologia.   

Rispetto alla strategia con i virus trasportatori, usati per esprimere la copia normale di un particolare gene il più a lungo possibile, la tecnica usata da Liu e colleghi presenta un vantaggio non trascurabile: l’enzima Cas9 agisce per un limitato periodo di tempo, quel che basta per effettuare i cambiamenti necessari e non rimane in circolo a lungo, limitando così il rischio di provocare modifiche indesiderate. 

L’udito dei topi è stato testato nelle otto settimane successive al trattamento. In presenza di un suono da 120 decibel, equivalente a quello di un concerto rock, gli animali sottoposti all’editing genetico si mostravano spaventati, mentre quelli che non avevano ricevuto alcun trattamento non si accorgevano del frastuono e proseguivano indisturbati la loro attività.  

È ancora presto per poter acclamare l’avvento di una nuova terapia per la sordità genetica negli esseri umani, ma Liu che è tra i fondatori di Editas Medicine, una società nata con lo scopo di sviluppare terapie geniche basate sul metodo Crispr-Cas 9, spera di poter passare presto alla sperimentazione sugli umani e di poter applicare i risultati della ricerca anche alla cura di altre patologie di origine genetica tra cui la cecità.