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Il documentario
Vivere con una malattia autoimmune: il racconto al Giffoni Film Festival
Redazione
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Le sfide invisibili della quotidianità, la solitudine della diagnosi e la forza di guardare oltre la malattia autoimmune cronica. Sono i tre principali temi al centro del documentario “Più forte io” presentato giovedì 24 luglio in anteprima al Giffoni Film Festival. La pellicola accende i riflettori sulle vite di cinque ragazzi che convivono con patologie molto impattanti: artrite reumatoide, malattia di Crohn, spondilite anchilosante, psoriasi e dermatite atopica. Attraverso le immagini e le parole si offre uno sguardo sul loro percorso di vita e di cura. La tenacia personale, l’appoggio delle reti di supporto e l’evoluzione medico-scientifica e delle terapie possono aiutare a gestire con successo la malattia cronica. Il documentario, prodotto da Telomero Produzioni, è realizzato con il patrocinio delle principali Associazioni di pazienti e con il contributo non condizionato di AbbVie.

«Troppo spesso di fronte alla comparsa di sintomi cronici i pazienti tendono a isolarsi, a nascondere il proprio malessere o ad accontentarsi di una qualità di vita fortemente limitata» ricordano i rappresentanti delle Associazione dei pazienti. Questo documentario «è un contributo prezioso alla conoscenza delle malattie autoimmuni - aggiungono - perché dimostra che chiedere aiuto è il primo vero passo verso la guarigione. Le Associazioni esistono per creare ponti fra i pazienti, le famiglie e i clinici. Sentire le storie di coetanei che hanno superato i propri limiti grazie alla terapia corretta dà la spinta decisiva per non arrendersi e per riprendere in mano i propri sogni».

«Con “Più forte io” volevamo dare voce a un silenzio che spesso isola i ragazzi nel momento più delicato della loro crescita» spiegano gli autori del documentario, Donatella Romani e Roberto Amato. «Il nostro obiettivo non era raccontare la malattia – precisano - ma la reazione e la rinascita grazie alla innovazione terapeutica».

Sostenere questo progetto «significa per noi andare oltre l’offerta di soluzioni terapeutiche – sottolinea Caterina Golotta, direttrice medica di AbbVie Italia - mettendo al centro la persona nella sua interezza. L’innovazione scientifica ha valore solo se accompagnata dalla capacità di ascoltare chi convive ogni giorno con la malattia».

«Supportare “Più forte io” è il nostro modo di confermare l’impegno a fianco dei pazienti, dei clinici e delle Associazioni» interviene Irma Cordella, Corporate Affairs Director di AbbVie Italia. «Crediamo in una forte cultura dell’informazione e del dialogo – assicura - perché solo costruendo consapevolezza condivisa si può guardare a un futuro libero dai limiti imposti dalla malattia».

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