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DidascaliaImmagine: J.N. Eskra, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
La protezione dei lavoratori europei contro l’esposizione a sostanze pericolose compie un passo avanti. La commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo ha adottato mercoledì la propria posizione su nuove disposizioni volte a rafforzare gli standard dell’Unione europea in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione ai rischi legati agli agenti chimici.
Il testo è stato approvato con 45 voti favorevoli, nessun contrario e 10 astensioni, segnando un ampio consenso politico su una materia che riguarda milioni di lavoratori nei settori industriali più esposti. Al centro dell’intervento vi è la sesta revisione della direttiva sulle sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, che introduce nuovi valori limite di esposizione per diverse sostanze pericolose, aggiornati sulla base delle più recenti evidenze scientifiche.
Tra le novità principali figurano limiti più stringenti per il cobalto e i suoi composti inorganici, utilizzati nella produzione di batterie, per gli idrocarburi policiclici aromatici impiegati nelle industrie dell’acciaio, del ferro e dell’alluminio, e per l’1,4-diossano, sostanza usata nei settori chimico e tessile. Viene inoltre inclusa tra le sostanze monitorate anche l’esposizione ai fumi di saldatura.
Particolare attenzione è stata riservata anche all’isoprene, una sostanza utilizzata nell’industria chimica e nella produzione della gomma. I deputati europei hanno introdotto un valore limite di esposizione professionale a lungo termine, ritenendo che la sostanza soddisfi i criteri per essere classificata come cancerogena. L’esposizione all’isoprene può causare irritazioni a naso, gola e polmoni, mentre livelli elevati e prolungati possono portare a patologie più gravi, tra cui tumori al fegato e anemia.
Oltre ai limiti sulle sostanze, il provvedimento rafforza anche gli obblighi per i datori di lavoro in materia di dispositivi di protezione individuale. In particolare, sarà necessario fornire attrezzature adeguate, come dispositivi di protezione delle vie respiratorie, quando non sia possibile ridurre l’esposizione al di sotto dei valori limite. Tali dispositivi dovranno essere adattati alla corporatura dei lavoratori e, durante il loro utilizzo, dovranno essere garantite pause regolari in aree prive di contaminazione.
Un capitolo specifico riguarda i vigili del fuoco e il personale dei servizi di emergenza, categorie particolarmente esposte a materiali pericolosi durante le operazioni. Il testo sottolinea la necessità di valutazioni dei rischi dedicate, misure di protezione adeguate e programmi mirati di sorveglianza sanitaria.
Non manca un riferimento al sostegno per le piccole e medie imprese. Gli Stati membri saranno chiamati a monitorare e riferire sugli effetti dell’attuazione della direttiva su queste realtà produttive, prevedendo anche misure specifiche di supporto finanziario e tecnico per facilitarne l’adeguamento.
Un altro elemento innovativo è l’introduzione della dimensione di genere nelle politiche di sicurezza e salute sul lavoro. Secondo la commissione, uomini e donne possono presentare vulnerabilità diverse rispetto all’esposizione a determinate sostanze, e questo aspetto dovrà essere integrato nello sviluppo delle future politiche.
«Nell’UE, ogni anno circa 120.000 lavoratori ricevono una diagnosi di cancro a seguito dell’esposizione a sostanze cancerogene sul luogo di lavoro. Non possiamo accettarlo; nessuno dovrebbe ammalarsi semplicemente andando a lavorare», ha dichiarato la relatrice del provvedimento, Liesbet Sommen, del gruppo del Partito Popolare Europeo. «I nuovi limiti di esposizione che stiamo proponendo garantiranno una migliore protezione per migliaia di lavoratori in tutta l’UE. Stiamo lavorando per migliorare la tutela dei lavoratori, ridurre i rischi per la salute e sostenere condizioni di lavoro dignitose».
Prima dell’avvio dei negoziati con il Consiglio dell’Unione europea, il mandato negoziale dovrà essere confermato dall’aula plenaria del Parlamento europeo. Solo allora potrà prendere forma definitiva la nuova normativa.
Secondo le stime della Commissione europea, le misure proposte potrebbero prevenire circa 1.700 casi di tumore ai polmoni e 19.000 altre malattie nei prossimi 40 anni, contribuendo in modo significativo alla riduzione dei rischi per la salute nei luoghi di lavoro e al miglioramento delle condizioni occupazionali nell’Unione.
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