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L’indagine
Fibrillazione atriale: i pazienti non vengono informati sulle alternative terapeutiche
Redazione
Corpo

Ricordarsi il farmaco giusto da prendere al momento giusto non è facile quando la terapia prevede dalle 5 alle 15 compresse al giorno. Per il 52 per cento dei pazienti con fibrillazione atriale che si trovano in questa condizione, sbagliarsi è umano.  Per il trattamento anticoagulante di questi pazienti esistono alternative alla terapia standard ma a più della metà dei pazienti non vengono presentate  e solo al 15 per cento di essi viene proposto il trattamento con i nuovi anticoagulanti orali. Sono alcuni dei dati italiani di una survey europea condotta dall’agenzia internazionale OpinionHealth su richiesta di Daiichi Sankyo.

I risultati sono stati presentati in occasione del lancio in Italia di Lixiana (edoxaban), il nuovo anticoagulante orale (Nao) in monosomministrazione giornaliera che sarà disponibile nelle prossime settimane anche in fascia rimborsabile. 

Dall’indagine è emerso che la popolazione europea non è molto preparata sulla fibrallazione atriale. 

Nonostante ne soffrano 6 milioni di europei e nei prossimi 50 anni si stima che il numero raddoppierà, la fibrillazione atriale risulta ancora quasi sconosciuta. Il 45 per cento degli italiani intervistati, infatti, prima della diagnosi non ne aveva mai sentito parlare e tra quelli che la conoscevano la metà non era però a conoscenza dei sintomi ad essa legati. La fibrillazione atriale è una malattia subdola: il 34 per cento dei pazienti non aveva riscontrato alcun sintomo precedente. E il 38 per cento di essi non è consapevole del legame con l’ ictus, eppure un ictus su cinque è causato da fibrillazione atriale, proporzione che aumenta significativamente con l’età.   Il rischio di sviluppare ictus è tra le 3 e le 5 volte superiore in  chi soffre di questa patologia. 

La carenza di informazione si riscontra anche nella richiesta, da parte del 48 per cento degli intervistati, di consigli utili per la gestione quotidiana della patologia; come comportarsi, ad esempio, in merito alla dieta e all’esercizio fisico. 

Chi soffre di fibrillaziona atriale spesso deve ricordarsi di assumere più farmaci, più volte al giorno, anche perché la popolazione dei pazienti è per la maggior parte anziana, e quindi di solito presenta comorbilità che richiedono l’assunzione quotidiana di diverse pillole contemporaneamente. E infatti il 16 per cento assume fino a 4 pillole e ben il 52 per cento dei pazienti assume da 5 a 15 compresse al giorno. Ciò causa un evidente disagio, tanto che la maggior parte degli intervistati (53%) preferirebbe assumerne meno, dimostrando la necessità di semplificare il trattamento. Ma in molti casi lìesigenza rimane inascoltata. 

La metà degli intervistati  non modifica la terapia, nonostante pensino che la cura non sia efficacia (32 %), abbia degli effetti collaterali (30%) e necessiti frequenti monitoraggi rappresentati dai numerosi appuntamenti dal medico (18%).

 

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