Decalogo WAidid
Gastroenteriti, ecco come prevenirle e curarle
Redazione
Ogni anno si ammalano 400 mila bambini eppure in Italia si ricorre poco al vaccino contro le gastroenteriti. Gli esperti WAidid spiegano come prevenire e gestire le infezioni gastroenteriche evitando brutte sorprese, soprattutto in vacanza

Ogni anno 400 mila tra neonati e bambini al di sotto dei 5 anni è colpito da gastroenterite. Nonostante dal 2006 sia disponibile un vacino orlae, il nostro Paese appare ancora indietro nella prevenzione delle gastroenteriti.

Il tema è stato al centro del 33° Congresso della Società europea di infettivologia pediatrica (Espid) a Lipsia e dell'Europaediatrics Congress a Firenze, che si sono svolti entrambi la scorsa settimana.

La gastroenterite è un'infezione molto comune che riguarda lo stomaco e l'intestino ed è causata per lo più da virus come rotavirus, che colpisce soprattutto i bambini più piccoli, e norovirus, che colpisce anche gli adolescenti e gli adulti, o da batteri tra cui Salmonella e Clostridium difficile. Siano esse virali o batteriche, le gastroenteriti sono caratterizzate da sintomi quali nausea, vomito, diarrea o dolori addominali.

Come spiegano gli esperti, la vaccinazione resta la forma più efficace di prevenzione.

In Italia, dal 2006, è disponibile un vaccino orale contro il rotavirus che permette di immunizzare i bambini a partire dalla quarta settimana di vita. Riguardo, invece, il norovirus al momento sono in fase di sviluppo due vaccini, indicati anche per adolescenti e adulti: uno contro il norovirus ed un altro combinato contro norovirus e rotavirus. Entrambi potranno essere disponibili nel giro di 2-3 anni.

«Il vaccino contro il rotavirus dovrebbe essere raccomandato a tutti, e soprattutto per quei bambini che vanno all'asilo molto presto, per le categorie a rischio come nel caso dei bambini prematuri o per chi, per esempio, è costretto a dover fare molte visite in ospedale», commenta Susanna Esposito, presidente WAidid, Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici. «E invece, in Italia il vaccino c'è e non si fa e questo accade per vari motivi: perché non è previsto nel calendario nazionale delle vaccinazioni e quindi non viene indicato dagli stessi pediatri di famiglia, perché dovrebbe essere fatto precocemente, già dalla 6° settimana di vita e il ciclo vaccinale andrebbe completato entro l'8° mese e, non da ultimo, perché non è gratuito».

Come si trasmette il virus

Nei casi di gastroenteriti virali, la principale via di trasmissione del virus è quella oro-fecale, attraverso l'ingestione di acqua o cibo contaminato o a causa del contatto con superfici contaminate.

La diffusione da persona a persona attraverso la contaminazione delle mani è probabilmente la più diffusa negli ambienti comunitari, per esempio negli asili nido o, in situazioni particolari, come i viaggi in crociera.

Come affrontare le infezioni

La malattia ha un periodo di incubazione di circa due giorni, dopo i quali insorgono febbre, disturbi gastrici, vomito e diarrea per 3-8 giorni. Nella maggior parte dei casi, quando si sviluppa una forma blanda di diarrea, i malati guariscono senza alcun trattamento, anche se si consiglia di assumere probiotici per migliorare l'equilibrio della microflora endogena.

Nei casi di diarrea acuta, la principale problematica è la disidratazione comune soprattutto nei bambini con meno di 2 anni di età: in questo caso, l'organismo perde quantità eccessive di acqua e di sali e non riesce a ristabilirle. I segni della disidratazione sono chiari: ridotta produzione di urina, sete eccessiva, secchezza della bocca e sonnolenza insolita. Non vanno utilizzati né antibiotici né farmaci antiemetici.

Secondo fonti ISS, in media, circa un bambino con diarrea acuta su 40 necessita del ricovero in ospedale per la somministrazione di fluidi per via endovenosa, ma di solito il trattamento è aspecifico e consiste nella reidratazione per via orale per compensare la perdita di liquidi. Vanno, però, evitate le bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati che potrebbero aggravare la diarrea. È raccomandabile, inoltre, non smettere di mangiare, meglio se leggero, in pasti piccoli e frazionati.

Tra le gastroenteriti batteriche, oltre alle salmonellosi associate al consumo di uova e prodotti a base di uova crude o carni poco cotte di pollo e maiale, sempre più diffuse sono le infezioni da Clostridium difficile: il fattore di rischio più comune per quest'infezione è l'uso degli antibiotici, specialmente quelli ad ampio spettro, anche protratto nel tempo, che sono in grado di sconvolgere il normale equilibrio della flora batterica intestinale.

Al momento, è in fase di sperimentazione anche nel bambino un nuovo farmaco, la fidaxomicina che si sta rivelando efficace nel trattamento delle infezioni da Clostridium difficile.

Come prevenire le gastroenteriti

La prevenzione si basa prevalentemente su misure igieniche e comportamentali, che gli esperti di WAidid hanno riassunto in un decalogo con alcune semplici regole da seguire a casa e quando si è in vacanza:

- Lavare sempre bene le mani con acqua e sapone o un disinfettante a base di clorexidina dopo essere stati alla toilette e prima di mangiare o manipolare del cibo

- Porre attenzione alla conservazione dei cibi: non è consigliabile consumare carne, insalate, salse, che siano state tenute a temperatura ambiente per più di 2 ore

- Mantenere la temperatura del frigorifero tra 1 e 4°C

- Se non si è certi della provenienza, consumare la carne ben cotta ed evitare uova o salse fatte con uova crude

- Evitare cibi contaminati potenzialmente a rischio come ad esempio molluschi e mitili crudi

- Consumare solo latte pastorizzato

- Evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti

- Proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori

- Non condividere tovaglioli, bicchieri, posate e stoviglie

- Quando si viaggia in zone con scarse condizioni igieniche, bere solo acqua in bottiglia, non consumare verdure crude e frutta sbucciata, evitare sempre il ghiaccio.

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