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Una squadra di governo tutta al femminile per l'Associazione italiana dislessia
Redazione
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Per la prima volta nei suoi quasi trent'anni di storia, l'Associazione italiana dislessia (Aid) sarà guidata da una squadra composta interamente da donne. Con la nomina della nuova presidente si completa, infatti, il rinnovo degli organi sociali dell'Associazione deciso dall'Assemblea nazionale dei soci che si è svolta domenica 7 giugno a Bologna.

Alla guida di Aid per il triennio 2026-2029 sarà Lucia Iacopini, eletta dal nuovo Consiglio direttivo nazionale composto da Paola Cipolla, vicepresidente, Robeta Rota, tesoriere, Giovanna Fola, segretaria, Camilla Veneziani, Elodie Borney, Anna Perrone, Simona Visone e Christina Bachmann. 

Il nuovo gruppo dirigente raccoglie il testimone del Consiglio direttivo uscente guidato da Silvia Lanzafame, che nel corso dell'Assemblea ha ricevuto una targa di riconoscimento da parte dei soci.

Tra le priorità del nuovo mandato figurano il potenziamento delle attività di formazione e sensibilizzazione, il rafforzamento dell'azione di advocacy e del dialogo con le istituzioni sui temi dei diritti e dell'inclusione, lo sviluppo della comunicazione associativa e il consolidamento della rete territoriale delle sezioni locali.

«Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità – assicura Iacopini - e con la consapevolezza del valore del lavoro svolto da chi ci ha preceduto. Il nuovo Consiglio direttivo opererà nel segno della continuità, proseguendo il percorso di crescita e rinnovamento che ha caratterizzato gli ultimi anni di Aid, Continueremo a investire nella formazione, a rafforzare la nostra azione di rappresentanza e interlocuzione istituzionale, a sviluppare una comunicazione sempre più efficace e a sostenere la crescita delle sezioni territoriali. Vogliamo essere sempre più vicini alle persone con Dsa e alle loro famiglie – conclude la presidente - contribuendo a costruire una scuola, un mondo del lavoro e una società più inclusivi, attenti ai bisogni di ciascuno e capaci di valorizzare le differenze come una risorsa».

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