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Il progetto
Niente più cibi ultraformulati dalle mense scolastiche: alleanza tra agricoltori, medici e Istituzioni
Redazione
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Per la prima volta una capitale dell'Unione europea decide di escludere i cibi ultraformulati dalle mense scolastiche, valorizzando i prodotti del territorio, la stagionalità e la qualità delle filiere agricole.

È questo uno dei risultati della "Campagna amica per la salute", l'iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini, a partire dai più piccoli, promuovendo i corretti stili alimentari anche all’intero delle scuole.

Un'alleanza senza precedenti che il 10 luglio ha portato i mercati contadini in 71 ospedali italiani, con l'obiettivo di riportare il cibo al centro della prevenzione, promuovendo un'alimentazione sana, naturale e di qualità come primo strumento per migliorare la salute e la qualità della vita, contrastando al tempo stesso la diffusione degli alimenti ultraformulati e di tutti quei prodotti che aumentano il rischio di malattie croniche.

Il progetto, unico nel suo genere in Europa, è nato dalla collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma, dove è stata avviata la prima esperienza, per poi coinvolgere decine di strutture sanitarie. È proprio in questa occasione che il sindaco Roberto Gualtieri aveva annunciato l'impegno a tradurre quei principi in un atto amministrativo concreto. Ora quell'impegno trova attuazione nel nuovo bando delle mense scolastiche di Roma Capitale.

Il bando interesserà ogni anno quasi 24 milioni di pasti destinati agli alunni di 816 scuole e servizi educativi, con circa 150 mila pasti serviti ogni giorno. Numeri che fanno di Roma un riferimento nazionale ed europeo per una ristorazione scolastica capace di coniugare salute, qualità, filiere locali e sostenibilità.

«La scelta di Roma Capitale di escludere i cibi ultraformulati dalle mense scolastiche e, nello stesso tempo, di archiviare la stagione delle gare al massimo ribasso rappresenta una decisione di straordinaria portata politica e sociale» commenta il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo. «In una fase storica come quella che stiamo vivendo, è un atto di autentica ingegneria politico-sociale – prosegue - capace di incidere sui modelli di consumo, sulla salute pubblica e sul futuro delle nuove generazioni. E a compierlo non è una piccola realtà locale, ma Roma, la Capitale d'Italia e, per molti aspetti, la capitale mondiale del cibo, oltre che il più grande Comune agricolo d'Italia e d'Europa. È una scelta coraggiosa e lungimirante, destinata, ne sono convinto, a cambiare il paradigma alimentare nel nostro Paese e a diventare un riferimento anche oltre i confini nazionali».

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