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Arte e intelligenza artificiale accendono un faro sui giovani caregiver
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    Impressions of Humanity
Redazione
A Roma la mostra Impressions of Humanity con le opere realizzate dagli studenti della Rome University of Fine Arts

Sono impegnati da 7 a 35 ore la settimana, il 59% di loro assiste un familiare da oltre un anno e il 32% da più di tre: giovani in età di formazione e ingresso nel mondo del lavoro si assumono una responsabilità di cura quotidiana che ridefinisce progetti e priorità personali. Il 55% fa assistenza “per affetto”, ma otto su dieci chiedono con il riconoscimento sociale e istituzionale del loro ruolo per riappropriarsi della propria vita.

È questo, in sintesi, il quadro che emerge dalla prima indagine sul caregiving giovanile realizzata da Eikon Strategic Consulting per esplorare questo “iceberg sociale” che Fondazione MSD ha voluto includere nel progetto Impressions of Humanity, ideato per celebrare i primi venti anni di attività.

La ricerca, svolta in 17 regioni, ha coinvolto centinaia di giovani tra i 18 e i 30 anni che si prendono cura di persone care con malattia o disabilità, delineando un ritratto inedito dei giovani caregiver italiani: hanno un’età media di 25 anni, metà del campione è nella fascia d’età 26-30 anni, in gran parte già inseriti nel mondo del lavoro; l’altro 41% comprende i 21-25enni e i giovanissimi tra i 18 e i 20 anni rappresentano il 13% del campione.

I giovani caregiver si fanno carico principalmente dell’invecchiamento delle generazioni precedenti: nonni (42% delle risposte) e genitori (30%). Oltre metà del campione (66%) considera il ruolo di caregiver molto impegnativo, mentre otto su dieci giovani ascoltati ritengono urgente il riconoscimento sociale e istituzionale del loro ruolo.

Dell'indagine e del progetto Impressions of Humanity si è parlato in un incontro a Roma mercoledì 17 settembre.

«I giovani caregiver – conferma Cristina Cenci, antropologa e Senior Partner di Eikon, curatrice dell’indagine – si sentono socialmente invisibili. Si fanno carico principalmente dell’invecchiamento delle generazioni precedenti, in un’Italia sempre più anziana e chiedono soprattutto di essere riconosciuti e ascoltati come attori fondamentali. Solo il 36% ritiene adeguato il supporto sanitario e le priorità sono il sostegno emotivo, personale specializzato e informazioni chiare».

A partire dai risultati dell’indagine, giovani studenti della Rome University of Fine Arts (RUFA) hanno dato vita a opere d’arte originali, guidati dall’artista e performer Francesca Fini nella comprensione dell’uso dell’intelligenza artificiale nell’arte e delle sue potenzialità nel racconto della salute e del sociale.

«Fondazione MSD – dice Marina Panfilo, direttrice della Fondazione – è orgogliosa di celebrare il proprio ventennale con un progetto così innovativo. L’innovazione è da sempre la nostra stella polare; oggi con questo progetto vogliamo promuovere la health literacy e riconoscere il ruolo del caregiver attraverso l’arte e la tecnologia, coinvolgendo i giovani per preservare uno dei beni più preziosi: la salute. Ci impegniamo a farlo ripensando e reinventando costantemente metodologie, linguaggi e approcci comunicativi – aggiunge - per rendere le informazioni sulla salute sempre più accessibili, pertinenti ed efficaci. È l’impegno che ci ha guidato in questi venti anni e che continuerà a guidarci».

L'intelligenza artificiale «si è rivelata un vero e proprio alleato creativo nei processi artistici e pedagogici dei laboratori di Impressions of Humanity» racconta Marta Jovanovic, artista e docente della RUFA. «Le opere dei nostri studenti mostrano una qualità tecnica e una forza comunicativa notevoli – prosegue - confermando che l’arte è strumento essenziale per rappresentare salute, malattia e vissuti e che la sperimentazione di nuove tecniche e linguaggi, valore fondante per RUFA, è un importante amplificatore narrativo».

Cinque i lavori dei giovani finalisti selezionati da una Giuria composta da rappresentanti di tutti i partner del progetto, premiati in presenza del divulgatore Jacopo Veneziani e in esposizione alla Fondazione Pastificio Cerere. Dopo l’esposizione di mercoledì 17 settembre la mostra, in formato digitale, sarà inserita nel programma della Rome Art Week, manifestazione diffusa in tutta la Capitale dal 20 al 25 ottobre, dedicata all’arte contemporanea.

Le cinque opere finaliste

- Scheda madre di Lucrezia Della Balda (sound art); 

- Giulia’s room di Raquel Nache Lopez (installazione digitale);

- Forget Us Not di Jasmijn Doukje Plantinga (ritratto a tecnica mista); 

- Home, Sweet Home! di Leila Tanhaei (installazione);

- CARRY di Rūta Valantiejutė (installazione audiovisiva).

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