ICAR 2025
Hiv e prevenzione: cresce l’uso della PrEP, ma restano difformità tra le Regioni
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    Immagine: NIAID, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
A due anni dall'ok dell'Aifa, nel 2024 16.220 persone hanno fatto uso della profilassi pre-esposizione (PrEP) contro l’Hiv in Italia

A due anni dall’autorizzazione al rimborso Aifa, la profilassi pre-esposizione (PrEP) contro l’Hiv in Italia ha registrato un incremento del 43,2%, con 16.220 utenti nel 2024 rispetto ai circa 11.330 dell’anno precedente. I dati, presentati nella 17a edizione dell'Italian Conference on Aids and Antiviral Research (ICAR) a Padova, sono però accompagnati anche da alcuni problemi ancora da risolvere, come la difformità dei servizi sul territorio oltre alla crescita delle infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) e dell’uso di sostanze nelle attività sessuali (chemsex).

L’uso di PrEP e la distanza tra Nord e Sud. Secondo il report congiunto del network ICONA e dell’Istituto superiore di sanità, nel 2024 gli utenti PrEP sono saliti a 16.220, con un incremento del 43,2% rispetto al 2023. Ma la crescita non è uniforme: se l’Emilia-Romagna ha registrato un balzo del 54,7% e il Friuli-Venezia Giulia addirittura del 65,4%, Regioni come la Campania (+10%) e la Puglia (0%) restano fanalini di coda, mettendo in evidenza gravi disparità territoriali. La concentrazione dei servizi nei Centri Hiv ospedalieri, inoltre, continua a rappresentare un ostacolo all’accesso per le fasce più vulnerabili della popolazione.

L’aumento delle Ist. I dati raccolti dagli studi “HIV PrEP and STI Surveillance: insights from a Tertiary HIV Unit” (Padova) e “The need and frequency of STI testing depends on the lifestyle of the people on PrEP. Data from the PrEP Point Plus (PPP) in Bologna” sul monitoraggio delle Ist tra gli utenti PrEP indicano che circa un quarto dei partecipanti (25 e 26%) ha contratto almeno un’infezione sessualmente trasmessa nel corso del follow up. Questo suggerisce l’opportunità di sviluppare un approccio basato non su controlli trimestrali, ma sulla frequenza dei rapporti e sull’uso del profilattico, per personalizzare i controlli e migliorare sia la qualità dell’assistenza che l’uso delle risorse sanitarie.

Sale la prevalenza del chemsex. Lo studio “Rising chemsex trends among PrEP users in Milan: a 2024-2025 study” di inizio 2025 ha messo in luce un aumento del chemsex. La pratica, che prevede l’uso di sostanze per prolungare o intensificare i rapporti sessuali, ha interessato il 22% degli intervistati, in aumento rispetto al 14% del 2024. Le sostanze maggiormente impiegate includono mephedrone (38%), GHB/GBL (22%) e MDPV (13%).

«I dati proposti a ICAR 2025 – sottolinea Annamaria Cattelan, copresidente ICAR – mostrano come un’offerta differenziata dei servizi di erogazione della PrEP, per esempio le sedi dei check-point o le sedi di Associazioni locali, possa contribuire alla diffusione della PrEP specie nelle popolazioni difficili da raggiungere. È altresì strategico adottare un approccio integrato che comprenda programmi di formazione del personale dedicato mirati alle conoscenze del chemsex, di eventuali altre pratiche sessuali e del counseling motivazionale al fine di riconoscere e gestire tempestivamente i comportamenti a rischio. Parallelamente – aggiunge - altro passaggio essenziale affrontato a ICAR è la discussione sull’adozione di un modello di screening delle Ist che sia flessibile e modulato in base al profilo di rischio di ciascun utente».

Le infezioni sessualmente trasmesse, infatti, «restano temibili e sono in forte crescita – avverte Saverio Parisi, copresidente ICAR – sia nella popolazione generale che tra le persone con Hiv. È dunque fondamentale ricordare l’importanza di tutti gli strumenti preventivi, a partire dal preservativo. In questo discorso deve rientrare anche una rinnovata attenzione alla prevenzione del Papilloma virus: il vaccino è raccomandato non solo nella popolazione generale in età preadolescenziale, ma anche nelle persone con Hiv per ridurre l’incidenza di lesioni e tumori correlati».

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