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Il Congresso
Firenze capitale mondiale della terapia del dolore
Redazione
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Nel capoluogo toscano il 12 e 13 settembre si incontrano i principali esperti esperti internazionali in occasione del Congresso “Pain Medicine, a long journey” per discutere delle ultime novità in quest'area della Medicina.

Il dolore, spiega Pierangelo Geppetti, presidente del Comitato scientifico di “Pain Medicine” e professore emerito di Farmacologia clinica dell’Università di Firenze, è «un fenomeno fisiologico fondamentale per la difesa dell’organismo, Può sembrare un paradosso, ma la vita non sarebbe possibile senza il dolore, perché è un prezioso segnale d’allarme che ci impedisce, ad esempio, di ustionarci una mano sul fuoco».

Le conoscenze oggi a nostra disposizione nella materia «sono infinitamente superiori a quelle che avevamo cinquanta anni fa», sottolinea Giustino Varrassi, presidente della Fondazione Paolo Procacci e del Comitato organizzatore di “Pain Medicine”, e nei prossimi anni «avremo a disposizione soluzioni terapeutiche sempre più innovative, anche grazie all'introduzione delle nuove tecnologie».

Le novità farmacologiche

La terapia farmacologica del dolore si avvale ancora di alcuni farmaci “scoperti” nell’Ottocento come la morfina, il paracetamolo o l’aspirina. A questi, nel corso degli anni se ne sono aggiunti molti altri, sempre più sofisticati, tra i quali alcuni arrivati nelle ultime settimane.

Nell’ambito del dolore acuto l’ultima novità è rappresentata dalla suzetrigina, il primo analgesico non oppiode approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense negli ultimi vent’anni per questo tipo di dolore. Oltre a essere molto efficace, questo farmaco non espone al rischio di dipendenza, invece tipico degli oppiodi. Sempre per il dolore acuto, un’altra novità è rappresentata dal cebranopadol, attualmente oggetto di uno studio di fase 3, nel dolore cronico; l’FDA ha da poco concesso la designazione fast track per il trattamento della lombalgia.

Nel campo della fibromialgia, la novità è rappresentata dal riposizionamento di un vecchio farmaco miorilassante, la ciclobenzadrina sublinguale, di recente approvata dall’FDA per il trattamento di questa condizione. Si tratta della prima terapia approvata per la fibromialgia, resa disponibile negli Usa negli ultimi quindici anni. 

Infine, una delle ultime novità sul fronte della ricerca è rappresentata dalla scoperta del gene SCL45A4, associato al dolore cronico: le persone che sono portatrici di una particolare variante hanno una percezione maggiore del dolore. La modulazione dell’attività di questo gene potrebbe aprire la strada a nuove terapie contro il dolore cronico.

Non solo farmaci

Oltre agli stimolatori midollari già utilizzati per la terapia del dolore cronico che non risponde ad altri trattamenti, anche l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e alcuni dispositivi digitali si stanno imponendo sempre più nella lotta contro il dolore. L’intelligenza artificiale, per esempio, consente di elaborare un gran numero di dati derivanti dalle cartelle cliniche o da tecnologie indossabili (sensori di vario tipo), permettendo di formulare diagnosi sempre più precise, monitorare l’andamento clinico ed elaborare percorsi terapeutici personalizzati. Inoltre, sono in corso studi sull’impiego della realtà virtuale e sulla modulazione neuromotoria digitale per il trattamento del dolore oncologico. Anche la bioingegneria sembra trovare sempre maggiore spazio nel trattamento delle sindromi dolorose dell’apparato locomotore, come quelle a carico dell’anca e del ginocchio.

“Pain Medicine”, co-organizzato da Fondazione Menarini e Fondazione Paolo Procacci, celebra anche il 50° anniversario del primo Congresso della International Association Study of Pain (IASP), la più importante organizzazione mondiale nel campo della Medicina del dolore, tenutosi proprio a Firenze nel 1975.

«Fondazione Menarini è orgogliosa di poter condividere l’organizzazione di questo evento – dice Stefano Del Prato, presidente della Fondazione Menarini – sia per il suo elevatissimo contenuto scientifico ma anche perché segna la storica tappa di 50 anni di attività congressuale della IASP e il degno avvio delle celebrazioni dei 50 anni di attività della Fondazione, iniziate nel 1976».


 

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