Il 13% di tutte le persone colpite da un cancro è potenzialmente eleggibile a una terapia mirata. Solo in Italia più di 50 mila neoplasie l’anno potrebbero essere trattate con un farmaco “su misura”. Nei tumori più frequenti oltre il 40% dei casi richiede una profilazione molecolare per la scelta delle cure più appropriate. La medicina personalizzata è una realtà anche in oncologia e contribuisce a selezionare le terapie ottimali e a rendere più efficace l’assistenza sanitaria.
Al nuovo paradigma nella lotta al cancro è dedicato il convegno internazionale Italian Summit on Precision Medicine promosso dalla Fondazione per la medicina personalizzata (Fmp) a Roma il 13 e 14 aprile con la partecipazione di 150 ricercatori e clinici che si confrontano sui progressi, le sfide e le prospettive future.
«La medicina personalizzata applicata al cancro è una conquista scientifica che ormai appartiene ai pazienti» sostiene Paolo Marchetti, presidente della Fmp. «Presenta dei grandi vantaggi – prosegue - che ricadono anche sul Servizio sanitario nazionale e la collettività in quanto può contenere le spese d’assistenza e cura per i tumori che ogni anno in Italia ammontano a 6,5 miliardi di euro. È ora più che mai necessario accelerare nella traduzione dei principi della medicina personalizzata nella pratica medica. Potremmo non solo limitare l’uso di farmaci non necessari ma anche monitorare la progressione e la remissione delle neoplasie oltre che garantire una migliore prevenzione e interventi terapeutici più precoci».
Per Marchetti si tratta di «un approccio terapeutico che sta rivoluzionando le cure e ridefinendo le aspettative di vita dei pazienti. Solo in Italia sono più di 3,7 milioni gli uomini e le donne che vivono con una neoplasia e il loro numero è in costante crescita. La sfida ora è aumentare l’esecuzione di test in grado di assicurare la medicina personalizzata».
Nelle due giornate del summit gli esperti provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Australia, Canada e Svizzera hanno presentato le ultime novità dalla ricerca.
«È un campo in rapida evoluzione che fonde genomica, biologia molecolare, intelligenza artificiale e farmacologia avanzata per personalizzare i trattamenti oncologici» precisa Giuseppe Curigliano, presidente eletto della Società europea di oncologia medica (Esmo) e professore dell’Università Statale di Milano. «Sono molte alte le aspettative che la comunità scientifica e i pazienti ripongono nell’oncologia di precisione – prosegue - ma vi sono delle questioni pratiche irrisolte. Si tratta di problematiche tecnico-scientifiche, ma anche etiche, giuridiche ed economiche che non sempre assicurano la piena realizzazione della ricerca clinica in questo ambito».
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