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Sedentarietà pericolosa abitudine per un adolescente su cinque
Redazione
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Il 20% dei teenager italiani d’età compresa tra i 15 e i 19 anni non pratica mai alcuna forma di attività fisica o sport; un comportamento scorretto che supera il 25% complessivo nei giovani, con il risultato che il 19% dei bambini è sovrappeso e il 9% è addirittura obeso. Purtroppo non è l'unico comportamento scorretto: il 10% dei giovani fuma e il 21% consuma alcol in modo eccessivo. Eppure, se tutti facessero almeno 150 minuti di attività fisica alla settimana si potrebbero risparmiare, solo nel nostro Paese, 1,3 miliardi l’anno sulla spesa sanitaria. 

Per sostenere lo sport e più in generale la “medicina dei sani” tra i giovani, da oltre un anno è attivo “InFormaTeen”, campagna nazionale promossa dalla Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (Foce) insieme al Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), la Federazione italiana giuoco calcio (Figc) e le Poste italiane, su cui si è fatto il punto lunedì 22 dicembre in una conferenza stampa on line. 

Cancro, tumori del sangue e patologie cardio-vascolari sono tutte malattie la cui incidenza è in aumento. «Il principale motivo – spiega Francesco Cognetti, presidente Foce - è l’età anagrafica media sempre più avanzata della popolazione italiana oltre che gli stili di vita scorretti. Le principali regole della prevenzione primaria sono note, ma non vengono sempre seguite dalla popolazione. Bisogna non fumare, limitare il più possibile il consumo di alcol, tenere sotto controllo il peso e praticare regolarmente un po’ di attività fisica. In particolare, la sedentarietà risulta ancora sottovalutata come fattore di rischio e, infatti, i dati nazionali sono preoccupanti. Strettamente collegato alla scarsa attività fisica vi è anche l’eccesso di peso, un altro fenomeno purtroppo in crescita in Italia. Si calcola che tre bambini su dieci siano già in eccesso ponderale, prima di aver compiuto dieci anni. È evidente che se vogliamo invertire tendenze nefaste per la salute pubblica dobbiamo puntare anche sull’educazione. Con la prevenzione primaria, e cioè l’abbandono di stili di vita scorretti, il 40% dei casi di cancro può essere prevenuto».

La campagna ha previsto un portale web e un profilo TikTok su cui sono veicolati messaggi sui corretti stili di vita e i ragazzi hanno potuto trovare tante informazioni utili e certificate. Sono stati poi organizzati webinar, attività sui social media ed eventi nelle piazze italiane in cui è stato distribuito materiale informativo. «Ho deciso con entusiasmo di partecipare a questa importante iniziativa» come testimonial, assicura Gianluigi Buffon, ex portiere, campione del mondo con la Nazionale, ora capo Delegazione della Nazionale di calcio. «Credo fortemente nello sport e nella sua capacità di essere davvero un prezioso aiuto per i giovani perché insegna valori fondamentali e universali come il rispetto, la lealtà, l’autodisciplina e la solidarietà».

Se in Italia i tumori interessano più di tre milioni di persone, le malattie cardio-cerebro-vascolari ne colpiscono oltre 9 milioni. I principali fattori di rischio, come sottolinea Ciro Indolfi, presidente della Federazione italiana di cardiologia, sono ipertensione, ipercolesterolemia e diabete. «Sono poi corresponsabili – aggiunge - il fumo di sigaretta, l’obesità, un’alimentazione poco equilibrata e anche la sedentarietà. Gli stili di vita sono perciò fondamentali per contrastare alla base patologie che rappresentano la prima causa di morte sia negli uomini che nelle donne in Italia». Negli ultimi anni «abbiamo assistito a grandi innovazioni nel trattamento delle più diffuse malattie non trasmissibili» osserva Giovanni Rezza, professore straordinario all'Università Vita-Salute San Raffaele. Tuttavia, prosegue, «queste continuano a causare troppi morti nei Paesi Occidentali. Solo il cancro in Italia è responsabile ogni anno di oltre 180 mila decessi nonostante molte neoplasie siano oggi più curabili rispetto a pochi anni fa».

Per molte patologie oncologiche «non siamo ancora in grado ottenere diagnosi precoci attraverso esami più o meno regolari» spiega Cognetti. «Rimane quindi la prevenzione primaria – avverte infine il presidente Foce - che deve essere incentivata il più possibile tra l’intera popolazione». 

Nelle prossime settimane la campagna proseguirà ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Saranno organizzate nuove iniziative che vedranno ancora il coinvolgimento del mondo dello sport.

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