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La Campagna
Non solo soldi: ciascuna sigaretta fumata “costa” anche venti minuti di vita
Redazione
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L’aspettativa di vita complessiva può ridursi di venti minuti per ogni sigaretta fumata e le persone che fumano per tutta la vita perdono circa dieci anni. In Italia, si stimano 93 mila morti ogni anno per il consumo di tabacco.

È (anche) su questi numeri che si fonda la campagna “5 euro contro il fumo”, promossa dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, che ha ottenuto il supporto di 42 Società scientifiche e Istituzioni e di 22 Associazioni e fondazioni.

In un mese dal lancio è già a metà percorso l’iter di raccolta delle firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare che aumenti di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Sono state raggiunte infatti 25 mila delle 50 mila firme necessarie per presentare la proposta di legge che il Parlamento successivamente dovrebbe discutere.

Solo nel nostro Paese, le patologie provocate dal fumo generano circa 26 miliardi di euro di costi diretti e indiretti. «Ancora troppi cittadini fumano» lamentano i promotori della Campagna. «Il consumo di tabacco – sottolineano - è la principale causa di cancro prevenibile. Non si tratta solo del carcinoma del polmone, ma anche del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene. Il fumo rappresenta anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche, fra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, infezioni respiratorie ricorrenti, ed è uno delle cause più importanti delle patologie cardiovascolari».

In Italia il costo delle sigarette è tra i più bassi d’Europa. Nel nostro Paese, quasi un quarto degli adulti è tabagista ed è preoccupante anche la diffusione tra i più giovani. Il 10% degli under 19 fuma già regolarmente e il comportamento tende poi a proseguire per il resto della vita.

Secondo le stime, un aumento di cinque euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo può determinare nel medio periodo una riduzione del consumo complessivo del 37%, spiegano i promotori, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo. In secondo luogo, aggiungono, l’incremento delle entrate fiscali determinato da questa legge potrà contribuire a finanziare il Servizio sanitario nazionale perchè «sono necessarie più risorse per continuare a offrire la migliore assistenza ai cittadini».

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