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La ricerca come motore di sviluppo: al via la nuova campagna promossa da Roche
Redazione
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Valorizzare il ruolo della ricerca scientifica nel nostro Paese e rafforzarne il riconoscimento come bene comune e leva strategica per l’innovazione: questo si propone “Ricerca Circolare”, campagna promossa da Roche, presentata martedì 10 febbraio a Monza, nella sede dell'Azienda. 

Il progetto parte dal presupposto che quello della ricerca sia un motore di sviluppo in grado di generare valore non solo per la salute ma anche sul piano sociale ed economico, a beneficio dell’intero Sistema Paese. L’iniziativa nasce da una considerazione: l’Italia, pur forte di eccellenze riconosciute a livello internazionale, sta perdendo terreno nell’attrattività degli investimenti in ricerca, scivolando dietro a Paesi come la Spagna, la Francia e la Germania. Una tendenza che va oltre i numeri: meno studi clinici si traducono in meno opportunità per i pazienti di accedere a terapie innovative e, di conseguenza, in un possibile impatto sugli esiti di salute. Al tempo stesso, la ricerca clinica genera benefici concreti per il Sistema nel suo complesso, contribuendo a rafforzare competenze, attrarre investimenti sul territorio e produrre ricadute economiche, occupazionali e organizzative positive per Centri di ricerca e strutture sanitarie.

Tutti temi, questi, che sono stati al centro del primo appuntamento di “Ricerca Circolare Lab” del 10 febbraio, in cui si è ribadita la necessità di un confronto continuo e strutturato tra comunità scientifica, Istituzioni, Associazioni di pazienti e cittadini per affrontare insieme le sfide presenti e future legate alla salute e alla sostenibilità della ricerca nel nostro Paese.

“Ricerca Circolare” si sviluppa attraverso un percorso di approfondimento ed elaborazione partecipativa su più livelli. Cuore dell’iniziativa è Ricerca Circolare Magazine, rivista semestrale edita da Economy Group, presentata nel corso dell'incontro dalla direttrice Marina Marinetti insieme a Benedetta Nicastro, Head of Communication di Roche Italia, e dedicata all’analisi delle nuove frontiere della ricerca scientifica, con un focus sulle ricadute sociali, economiche e industriali degli investimenti in ricerca. Il primo numero è disponibile in digitale e in edicola, allegato al mensile Economy, dal 10 febbraio, e sarà possibile abbonarsi gratuitamente alla rivista attraverso il sito www.ricercacircolare.it.

Accanto al magazine prende il via il ciclo di incontri “Ricerca Circolare Lab”, pensati come spazi di confronto multidisciplinare. Con il contributo di esperti, Istituzioni, Associazioni di pazienti e cittadini, i “Lab” metteranno in relazione ricerca, società e industria, approfondendo l’impatto della ricerca lungo tutta la filiera e il suo valore per il Paese.

Nel corso dell’evento sono stati inoltre presentati i vincitori dell’ultima edizione del Bando Fondazione Roche per la Ricerca indipendente, presieduta da Maria Pia Garavaglia, che ha premiato i progetti di sette giovani ricercatori italiani under 40, che riceveranno 50 mila euro ciascuno a sostegno delle proprie attività scientifiche. L’incontro ha visto anche la partecipazione di Silvia Bencivelli e Dario Vergassola che porteranno nei teatri italiani “Medicina Spericolata”, uno spettacolo dedicato alla storia della ricerca e delle sperimentazioni in medicina, che avrà il supporto di Roche nell’ambito della campagna Ricerca Circolare.

«Per Roche – sostiene Stefanos Tsamousis, General Manager Roche Italia - la ricerca non è solo un investimento. È una responsabilità. È una promessa per un futuro migliore. Realizziamo ora ciò di cui i pazienti avranno bisogno domani. Lavoriamo con rigore per sviluppare soluzioni terapeutiche innovative e renderle disponibili a tutti coloro che ne hanno bisogno». Il progetto Ricerca Circolare, conclude Tsamousis, «nasce con questa ambizione: ci auguriamo che possa fornire una piattaforma di collaborazione, networking e condivisione delle conoscenze e, in definitiva, aiutarci a costruire un sistema sanitario migliore per tutti i pazienti italiani».

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