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Lo studio
Un sistema bio-fotovoltaico per il controllo “wireless” delle cellule
Redazione
Corpo

Un team di ricerca dell’Istituto di Scienze applicate e sistemi intelligenti “Eduardo Caianiello” del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Isasi) ha sviluppato una piattaforma innovativa in grado di manipolare la morfologia e il movimento cellulare senza elettrodi, grazie all'impiego di cristalli di niobato di litio.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Advanced Functional Materials, apre nuove frontiere nella medicina rigenerativa

Controllare il comportamento delle cellule è una delle sfide cruciali della biotecnologia moderna. Fino a oggi, questo controllo richiedeva complessi processi di micro-fabbricazione per integrare elettrodi fissi su supporti biocompatibili, limitando drasticamente la flessibilità spaziale e temporale degli esperimenti.

La ricerca, del Cnr-Isasi dimostra come sia possibile manipolare le cellule e influenzarne le funzioni in modalità wireless e non invasiva sfruttando i campi elettrici generati dall'effetto fotovoltaico in cristalli di niobato di litio drogati con ferro.

Il cuore della tecnologia risiede nelle proprietà ferroelettriche del cristallo: quando è colpito da una sorgente luminosa strutturata, il materiale genera "micro-pattern" di carica elettrica sulla superficie che agiscono come elettrodi virtuali.

«Questo approccio rappresenta un cambio di paradigma nel bio-handling» sottolinea Lisa Miccio ricercatrice del Cnr-Isasi che ha condotto lo studio. «Sfruttando l'effetto fotovoltaico dei cristalli ferroelettrici – racconta - abbiamo eliminato la necessità di fili, elettrodi e processi litografici costosi. È una tecnologia “all-optical” che trasforma il materiale di supporto in un attuatore intelligente. In futuro – aggiunge - questo sistema wireless potrebbe rivoluzionare lo studio della rigenerazione dei tessuti e della guarigione delle ferite, offrendo uno strumento senza precedenti per guidare il destino cellulare».

Una prima sperimentazione è stata condotta su fibroblasti NIH-3T3, cellule modello riprodotte in vitro normalmente utilizzate nel campo della biologia molecolare. I risultati confermano l'efficacia del sistema, con l'80% delle cellule che si è allineato seguendo la geometria del campo elettrico indotto, mentre il 50% ha mostrato uno schiacciamento del nucleo in risposta agli stimoli. La piattaforma permette inoltre un monitoraggio dinamico senza precedenti grazie alla microscopia olografica digitale.

«La peculiarità di questa piattaforma – spiega Pietro Ferraro (Cnr-Isasi) - risiede nella sua natura dinamica e reversibile. A differenza dei substrati tradizionali, dove le geometrie di stimolazione sono fisse, qui possiamo “scrivere” e “cancellare” i segnali elettrici per le cellule in tempo reale. Questo ci ha permesso di osservare per la prima volta come una cellula viva adatta la propria traiettoria e morfologia a un ambiente elettrico che cambia sotto i nostri occhi, monitorando il tutto attraverso mappe di fase quantitativa».

Manipolare le cellule senza contatto fisico e con una risoluzione spaziale elevatissima apre la strada ad applicazioni avanzate nell'ingegneria dei tessuti, nella stimolazione neuronale e nello studio dei segnali elettrici intercellulari. Evitando i limiti della litografia tradizionale e l'uso di alimentatori esterni, la piattaforma si propone come uno strumento di ricerca fondamentale per la biologia cellulare del futuro, permettendo di comprendere come gli organismi viventi si adattino a modifiche controllate e dinamiche del loro microambiente.

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