Shingles Awareness Week
Il Fuoco di Sant’Antonio fa paura, ma si sa poco e si fa poca prevenzione
  • Immagine
    Didascalia
    Immagine: International Monetary Fund / Flickr [CC BY-NC-ND 2.0]
Redazione
Oltre il 90% degli adulti sopra i 50 anni ha già contratto il virus della varicella-zoster e 1 adulto su 3 svilupperà l'Herpes Zoster nel corso della sua vita

La gran parte degli italiani sa che il “Fuoco di Sant’Antonio” (Herpes Zoster) ha un impatto “estremamente negativo”, ma meno della metà è consapevole della serietà della patologia e che il dolore debilitante è uno dei sintomi principali. Sono i dati salienti di un sondaggio condotto da Ipsos in Italia su 300 persone tra i 40 e i 75 anni in occasione della “Shingles Awareness Week”, settimana globale di sensibilizzazione promossa in tutto il mondo da GlaxoSmithKline (Gsk), in collaborazione con l'International Federation on Ageing (IFA) dal 27 febbraio al 5 marzo. L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, in Italia si svolge con il patrocinio di Italia Longeva e quest’anno pone l’accento sul fatto che questa patologia, che colpisce gli anziani e le persone fragili, può compromettere la vita di tutti i giorni, perché è dolorosa e invalidante. 

Il virus che causa l'Herpes Zoster è il virus della varicella-zoster, lo stesso che causa la varicella. Oltre il 90 per cento degli adulti sopra i 50 anni ha già contratto il virus che causa il “Fuoco di Sant’Antonio”, e 1 adulto su 3 svilupperà l'Herpes Zoster nel corso della sua vita.

«L’Herpes Zoster, recrudescenza del virus della varicella avuta da bambini, quando si ripresenta in età adulta aggredisce i nervi, soprattutto in quei soggetti, come gli anziani, che hanno un’immunità deficitaria o un quadro di fragilità per la presenza di comorbidità», spiega il presidente di Italia Longeva Roberto Bernabei. «La malattia peggiora fortemente la qualità di vita di chi ne è colpito e può avere esiti molto pericolosi se intacca alcuni punti critici come il nervo trigemino, provocando addirittura la cecità. A preoccupare è soprattutto la nevralgia post-erpetica, una complicanza che può manifestarsi a distanza di tempo causando dolori lancinanti lungo il nervo colpito, spesso non trattabili con i farmaci. Un modo per far sì che il “Fuoco di Sant’Antonio” non si accenda ed evitare tutte queste temibili sequele c’è ed è la vaccinazione».

Vaccino raccomandato

Il vaccino c’è ed è efficace e sicuro, tanto che nelle settimane scorse la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società italiana di Diabetologia (SID) hanno raccomandato la «vaccinazione anti Herpes Zoster con vaccino ricombinante adiuvato a partire dai 18 anni di età in persone affette da diabete mellito di tipo 1 e 2, in aggiunta alle altre disponibili (anti-influenzale, anti-pneumococcica, anti-Sars-Cov2, anti-meningococcica B e ACWY, anti epatite B, anti difterite tetano pertosse e anti Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella)».

Tuttavia «non c’è consapevolezza, soprattutto tra gli anziani, di questa opportunità di prevenzione che aiuta ad invecchiare meglio», aggiunge Bernabei.

L’indagine Ipsos ha mostrato infatti come siano pochi coloro che si rivolgono al proprio medico di fiducia per approfondire la conoscenza dell’Herpes Zoster e conoscere quelli che possono essere gli strumenti di prevenzione disponibili. Secondo l’indagine solo il 26 per cento ne ha parlato col proprio clinico mentre, fra i pazienti che soffrono di altre comorbilità e che sono immunodepressi per altre condizioni, il dato sale al 30 per cento. Su una cosa concordano tutti gli intervistati: per il 65 per cento del campione dovrebbe essere lo stesso medico ad iniziare la discussione sul “Fuoco di Sant’Antonio” con il proprio paziente.

Le iniziative

Intanto, nei prossimi giorni, ci saranno molte le iniziative pubbliche che offriranno  opportunità di prevenzione gratuita sia alla popolazione con più di 65 anni sia alle persone fragili, attraverso progetti e campagne di vaccinazione su e giù per il Paese. 

Giovedì 2 marzo ci sarà un open day organizzato dal Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS che consentirà a tutte le persone affette da varie patologie o condizioni di fragilità di vaccinarsi contro il “Fuoco di Sant’Antonio”. L’open day vaccinale è rivolto a coloro che soffrono di patologie oncologiche, oncoematologiche, reumatologiche; autoimmuni e croniche infiammatorie intestinali, così come a quanti sono affetti da Hiv o hanno subito un trapianto o una splenectomia oppure, ancora, che hanno un pregresso episodio di Herpes Zoster o delle recidive e anche per chi soffre di un’insufficienza renale cronica o è in dialisi.

Dal 27 febbraio al 3 marzo, al Polo Vaccinale dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino per gli over 65 e per le persone fragili con più di 18 anni; poi ci sarà una giornata di vaccinazione dedicata alla protezione anti pneumococco e anti Herpes Zoster per i nati tra il 1952 e il 1958 e residenti nel Municipio 9 di Milano prevista per sabato 4 marzo presso il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.

A questi appuntamenti, si aggiungono le iniziative di chiamate attive alla vaccinazione anti Herpes Zoster promossa da diverse aziende sanitarie a livello locale per coloro che hanno più di 65 anni come, come quelle promosse in Lombardia dalla ASST Valle Olona e, in Veneto, dell’Azienda ULSS 8 Berica.

Identikit del Fuoco di Sant’Antonio

L'Herpes Zoster, più comunemente noto come “Fuoco di Sant'Antonio”, è la riattivazione del virus varicella Zoster (VZV) che colpisce le strutture nervose. Alla riattivazione, di solito, si associa una dolorosa eruzione cutanea che, nonostante possa manifestarsi in qualsiasi parte del corpo, compare più frequentemente su un solo lato del torace o dell'addome sotto forma di una singola striscia di vescicole.

Circa 1 individuo adulto su 3 svilupperà un episodio di Herpes Zoster nel corso della propria vita. L’incidenza e la gravità aumentano con l’età con un incremento dopo i 50 anni, arrivando ad 1 individuo su 2 nelle persone con più di 85 anni. 

L’Herpes Zoster compare prevalentemente a livello toracico, anche se ci possono essere altre localizzazioni, e interessa tipicamente un solo lato del corpo. 

La malattia ha inizio con una fase iniziale pruriginosa e dolorosa, seguita dalla comparsa di vescicole piene di liquido. Le lesioni possono continuare per circa 7 giorni, al termine dei quali si formano le croste, che spariscono in 3 settimane. Le vescicole dell’Herpes Zoster possono comparire anche sul viso, interessando l’occhio e il nervo ottico.

Altri sintomi comprendono: febbre, mal di testa, bruciore, disturbi di stomaco

La malattia può avere complicanze, anche molto serie: la più comune è la nevralgia post-erpetica causa un dolore molto forte a livello del nervo coinvolto, che perdura per almeno 90 giorni dopo l’eruzione cutanea; la durata della nevralgia post-erpetica è variabile da pochi mesi ad anni o, addirittura, per tutta la vita con impatto negativo e disabilitante sulla qualità della vita stessa del paziente. Meno frequenti sono una forma di paralisi facciale e perdita dell’udito nota come sindrome di Ramsay Hunt; l’infezione degli occhi e la perdita della vista - temporanea o permanente - nei casi in cui l’infezione coinvolge il nervo trigemino; infezioni batteriche delle vescicole; cicatrici permanenti, infezione di polmoni, fegato, meningi, encefalo.

Prevenire si può

Fin dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (PNPV) è stato introdotto nel calendario vaccinale, oltre che nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la vaccinazione anti Herpes Zoster per gli over-65 e per le persone con più di 50 anni affetti da alcune patologie (il diabete o la Bpco, per esempio) o in trattamento con specifici farmaci che aumentano il rischio di sviluppare Herpes Zoster. Fino a poco tempo fa era disponibile in Italia un vaccino vivo attenuato, in grado di ridurre di circa il 65 per cento i casi di nevralgia post erpetica e circa il 50 per cento di tutti i casi clinici di Herpes Zoster. L’efficacia decresce con l'età, passando dal 70 per cento nei cinquantenni al 41 per cento nei settantenni. Da qualche anno è invece disponibile un nuovo vaccino ricombinante adiuvato, la cui efficacia, valutata in persone a cui sono state somministrate due dosi a distanza di 2 mesi, è invece intorno al 97 per cento nei cinquantenni e del 91 per cento nelle persone ultrasettantenni. Tra i vantaggi anche la possibilità di usarlo in soggetti precedentemente vaccinati con il vaccino vivo attenuato, di co-somministrarlo con alcuni altri vaccini, la persistenza della protezione per diversi anni e l’efficacia contro la nevralgia post-erpetica.

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Oltre 100 milioni di dosi somministrate e più di 18 milioni di bambini raggiunti in tre anni. Sono i numeri principali del programma «Big Catch-Up», la più ampia campagna globale di recupero vaccinale mai realizzata, avviata per contrastare il calo delle immunizzazioni causato dalla pandemia di COVID-19. L’iniziativa, promossa da Gavi, l’… Leggi tutto

Quasi 20 milioni di morti legati al morbillo sono stati evitati in Africa dal Duemila grazie all’aumento della copertura vaccinale. È quanto emerge dalla prima analisi dettagliata sugli obiettivi di immunizzazione nel continente, realizzata dall’Organizzazione mondiale della sanità per la regione africana (Oms) e da Gavi, The Vaccine Alliance.… Leggi tutto

In occasione della 16a giornata della Serie A Women di calcio del 14-16 marzo, tutte le squadre del massimo campionato femminile italiano sono scese in campo con un adesivo speciale sulle proprie maglie. Il messaggio “Blocca l’Hpv con la vaccinazione”, promosso da MSD Italia e Serie A Women, diventa protagonista, trasformando ogni… Leggi tutto

La stagione influenzale si avvia pigramente alla conclusione e, nonostante gli allarmi autunnali sull’inizio anticipato dei contagi e, più tardi, sull’emergere di un nuovo ceppo (denominato K), si è rivelata un’annata senza sorprese, completamente in linea con quelle dei due anni precedenti, se non più debole. I numeri continuano a scendere… Leggi tutto

In Italia ogni anno circa 5 mila tumori sono riconducibili al papillomavirus umano. Un’infezione estremamente diffusa — si stima che l’80 per cento delle persone sessualmente attive la contragga almeno una volta nella vita — che nella quasi totalità dei casi è responsabile del tumore della cervice uterina e che è associata anche a neoplasie… Leggi tutto

MSD Italia, azienda biofarmaceutica multinazionale, sarà presente nel glassbox all’esterno di Casa Kiss Kiss a Sanremo, durante la kermesse musicale, portando a diretto contatto con i visitatori i messaggi della campagna vaccinale anti-Papillomavirus “Scrivi oggi il tuo domani”. Allo stand sarà possibile ricevere gadget e leaflet informativi… Leggi tutto

A pochi giorni dalla fine della campagna vaccinale contro l’influenza 2025/2026 si può già delineare un andamento in crescita rispetto alla stagione 2024/2025. Risultato raggiunto, secondo i dati raccolti da Federfarma, l'Associazione delle farmacie private, soprattutto grazie al contributo delle farmacie sul territorio.

Leggi tutto

“Blocca l’Hpv con la vaccinazione”: è questo lo slogan della nuova Campagna di prevenzione del papillomavirus presentata martedì 17 febbraio a Roma da Serie A Women e MSD.

Quella da papillomavirus (Hpv) è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa in entrambi i sessi. Nella maggior parte dei casi, regredisce spontaneamente; tuttavia,… Leggi tutto

I giovani si informano sempre più spesso sui temi della salute, ma lo fanno con modalità rapide, visive e prevalentemente digitali. È il quadro che emerge da un’indagine condotta da Fondazione MSD su oltre 2000 studenti NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, tra i 19 e i 25 anni, che fotografa abitudini, canali e linguaggi preferiti dalle nuove… Leggi tutto

Quasi un adulto su due manifesta forme di esitazione nei confronti delle vaccinazioni: è il principale risultato di un’indagine nazionale che ha coinvolto un campione di oltre 50 mila adulti residenti in tutta Italia, pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe.

Lo studio, coordinato dal Dipartimento di Scienze della sanità… Leggi tutto

GSK ha annunciato che il suo vaccino ricombinante adiuvato contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), è stato approvato dalla Commissione europea (CE) per l'uso negli adulti dai 18 anni in su. È stato il primo vaccino contro l’RSV autorizzato nell'Area economica europea per la prevenzione delle malattie delle basse vie respiratorie (LRTD)… Leggi tutto

Negli Stati Uniti è in corso una revisione delle raccomandazioni sul calendario vaccinale infantile che sta facendo discutere anche fuori dai confini americani. Negli ultimi giorni, infatti, da oltre oceano giunge la notizia che diverse vaccinazioni non sono più raccomandate di routine per tutti i bambini, ma vengono proposte in modo selettivo… Leggi tutto

Negli Stati Uniti il morbillo è tornato. Alla fine di dicembre, i dati ufficiali dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno registrato 2.065 infezioni confermate in 44 giurisdizioni, il numero annuale più alto dal 1992. È la prima volta in oltre trent’anni che il totale supera la soglia dei 2.000 casi, in netto aumento rispetto… Leggi tutto

Non esiste alcuna relazione tra vaccini e autismo. A dirlo, ancora una volta con chiarezza, è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha pubblicato una nuova analisi del suo Comitato Globale Consultivo sulla Sicurezza dei Vaccini (Gacvs). L’esito è netto: alla luce di tutte le prove disponibili, i vaccini non causano disturbi dello spettro… Leggi tutto

Promuovere la salute e il benessere degli ultra65enni attraverso l’invecchiamento attivo e il rafforzamento del ruolo del medico di medicina generale: nasce con questi obiettivi InForma65, il nuovo progetto della Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg), presentato martedì 11 novembre a Roma alla Camera su… Leggi tutto

Le farmacie della Lombardia hanno raggiunto volumi di somministrazione superiori a molte strutture sanitarie tradizionali: 64.549 dosi di vaccino anti-Covid-19 contro 39.884 erogate dai medici di medicina generale; oltre 257 mila quelle antinfluenzali, un numero secondo solo a quello dei medici di famiglia e più alto di quello registrato dalle… Leggi tutto

Febbre, malessere generale, sintomi respiratori e, in alcuni casi, complicanze come otiti e polmoniti: sono i sintomi più evidenti dell'influenza, che ogni anno in Italia colpisce un bambino su quattro. 

I bambini però non sono solo i più esposti al contagio, sono anche potenziali “amplificatori” del virus: dal banco di scuola l’… Leggi tutto

Viviamo a lungo, ma  per molto tempo viviamo da malati. Con una e più spesso più malattie croniche, vulnerabili agli incidenti e agli agenti infettivi; a rischio che gli acciacchi si trasformino velocemente in perdita di autonomia. È il ritratto dell’Italia che emerge da “Investing for Healthy Ageing”, evento promosso da MSD, che si è… Leggi tutto