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DidascaliaCAREmotions
I giovani si informano sempre più spesso sui temi della salute, ma lo fanno con modalità rapide, visive e prevalentemente digitali. È il quadro che emerge da un’indagine condotta da Fondazione MSD su oltre 2000 studenti NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, tra i 19 e i 25 anni, che fotografa abitudini, canali e linguaggi preferiti dalle nuove generazioni quando si parla di prevenzione e benessere.
Otto giovani su dieci dichiarano di informarsi su temi sanitari almeno una volta alla settimana e oltre il 70% cerca attivamente contenuti legati alla prevenzione. Tuttavia, l’attenzione si concentra su informazioni brevi, immediate e facilmente fruibili. I motori di ricerca, in particolare Google, rappresentano il primo punto di accesso, ma i social media giocano un ruolo centrale: Instagram, TikTok e YouTube raccolgono complessivamente oltre il 50% delle occasioni di contatto con contenuti informativi.
Per oltre l’80% del campione, un contenuto sulla salute deve essere breve, semplice e ancorato alla realtà per risultare davvero utile. Video brevi e immagini si confermano i formati più efficaci anche nella comprensione di temi complessi, a dimostrazione di quanto il linguaggio visivo sia oggi uno strumento privilegiato di comunicazione.
In questo contesto nasce CAREmotions, il progetto presentato a Roma dalla collaborazione tra Fondazione MSD e NABA. L’iniziativa esplora il potere delle immagini e dei linguaggi audiovisivi nel raccontare la salute ai giovani, coinvolgendoli direttamente nella produzione dei contenuti.
Gli studenti del Triennio in Cinema e Animazione hanno realizzato tre cortometraggi inediti dedicati a salute mentale, corretti stili di vita e prevenzione. Un racconto peer-to-peer, costruito dal punto di vista dei ragazzi e con i loro codici espressivi. Affiancati dai docenti e dal professor Andrea Grignolio, supervisore scientifico del progetto, gli studenti hanno seguito l’intero processo creativo, dalla scrittura alla regia fino alla produzione.
I tre corti affrontano temi differenti ma complementari. “Lo Scontrino” riflette sulle conseguenze di una cattiva alimentazione e sul costo delle scelte quotidiane per la salute. “Dope Game” si concentra sul loop dopaminico e sulla necessità di interrompere meccanismi ripetitivi per recuperare stimoli autentici. “The Stranger” racconta il disagio mentale, mostrando come possa alterare la percezione della realtà e sottolineando l’importanza di chiedere aiuto.
«Con CAREmotions, Fondazione MSD rafforza il proprio impegno nella promozione della health literacy, sperimentando nuovi strumenti di comunicazione capaci di rendere i temi della salute più accessibili, comprensibili e rilevanti per i giovani», ha dichiarato Marina Panfilo, direttrice di Fondazione MSD. «Ascoltare e capire come i giovani si informano, e coinvolgerli nella creazione di contenuti sui temi di salute che li riguardano, significa per noi credere in una comunicazione innovativa, sperimentale e più vicina ai loro bisogni, ma anche renderli preziosi ambasciatori della prevenzione e protagonisti del proprio futuro in salute».
«Il progetto ha rappresentato per gli studenti un’esperienza di grande valore, sia da un punto di vista formativo che creativo», ha commentato Fabio Capalbo, Course Leader del Triennio in Cinema e Animazione di NABA, campus di Roma. «Con CAREmotions i ragazzi hanno potuto approfondire e confrontarsi con temi complessi e di forte impatto sociale, esercitando la propria creatività e raffinando le proprie competenze tecniche e professionali nel tradurre queste tematiche in un linguaggio audiovisivo efficace e di impatto per altri ragazzi come loro».
La presentazione del progetto si è svolta nell’ambito di una tavola rotonda dedicata alla comunicazione tra generazioni e alle sfide della divulgazione sanitaria, moderata da Daniela Collu. Un confronto che ha riunito esperti di medicina, psicologia e comunicazione per riflettere su come rendere l’informazione sulla salute più efficace in un ecosistema dominato da immagini, velocità e piattaforme digitali.
Nel dialogo tra creatività e scienza, CAREmotions propone così un modello di comunicazione che parte dall’ascolto e punta sul coinvolgimento diretto dei giovani, trasformandoli da destinatari passivi a protagonisti attivi del racconto della salute.
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