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Innovazioni
Un nuovo probiotico per proteggere il microbiota dagli antibiotici
Redazione
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Un integratore pensato per accompagnare l’uso degli antibiotici e proteggere il microbiota intestinale ha ottenuto il primo premio Innovation & Research a Cosmofarma 2026. Il riconoscimento è stato assegnato «per l’elevato valore scientifico e l’approccio innovativo nella gestione del microbiota durante terapia antibiotica, con un beneficio concreto per il paziente».

L'integratore alimentare, sviluppato dall'italiana Cemon, è progettato per sostenere l’equilibrio del microbiota nel momento di maggiore vulnerabilità, cioè durante l’assunzione di antibiotici. In questa fase, l’azione del farmaco può alterare la composizione della flora intestinale, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di batteri opportunisti e resistenti. La formulazione combina ceppi selezionati di Lactobacillus e Bifidobacterium con il lievito Saccharomyces boulardii. L’obiettivo è rinforzare le colonie batteriche più colpite dalla terapia antibiotica, contribuendo a evitare la proliferazione di patogeni resistenti e favorendo l’aderenza alle cure.

Il contesto in cui si inserisce questa innovazione è quello dell’antibiotico-resistenza, considerata una delle principali emergenze sanitarie globali. L’Italia risulta tra i Paesi europei più esposti: un consumo di antibiotici superiore del 10% rispetto alla media dell’Unione europea è associato a un aumento delle infezioni opportunistiche, con circa 11 mila-12 mila decessi ogni anno. Gli antibiotici, pur essendo strumenti essenziali, possono infatti provocare disbiosi, ovvero un’alterazione profonda del microbiota intestinale, con riduzione della biodiversità e perdita della cosiddetta colonization resistance, la capacità del microbiota sano di ostacolare l’insediamento di microrganismi nocivi.

Durante la terapia antibiotica si possono inoltre creare nicchie ecologiche favorevoli all’espansione di batteri portatori di geni di resistenza antibiotica. Il microbiota che ricresce dopo la terapia può trasformarsi in un serbatoio di resistenza, contribuendo alla diffusione del fenomeno sia a livello individuale sia collettivo. Proprio su questa fase critica si concentra l’azione dell’integratore, progettato per intervenire mentre la disbiosi è in atto e non solo al termine della terapia.

L’associazione di ceppi batterici selezionati con Saccharomyces boulardii attiva meccanismi complementari: occupazione delle nicchie intestinali, competizione con microrganismi opportunisti, produzione di sostanze antimicrobiche e modulazione della risposta immunitaria della mucosa.

«Grazie alla ricerca continua e alla collaborazione con Lab4 Probiotics – racconta Aurelio Rocco, amministratore delegato di Cemon - abbiamo trovato una formulazione innovativa che cambia il modo in cui si utilizzano i probiotici durante la terapia antibiotica. Non più un intervento ex post, ma una strategia integrata che accompagna la terapia nel suo momento più critico».

Secondo l’azienda, studi randomizzati controllati indicano che combinazioni probiotiche specifiche possono preservare la diversità del microbiota, ridurre la proliferazione di enterobatteri opportunisti e diminuire l’abbondanza dei geni di resistenza antibiotica rispetto al placebo. Meta-analisi su Saccharomyces boulardii evidenziano inoltre una riduzione significativa del rischio di diarrea associata agli antibiotici.

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