Il caso
«Grazie a tutti, ma non abbiamo trovato la cura contro il cancro»
Redazione
Alcune molecole derivate dal maltolo, un composto naturalmente presente in alcune piante, sono in grado di far “suicidare” le cellule tumorali. Ma è ancora troppo poco per parlare di cura contro il cancro

«Mi sento di esternare un ringraziamento a tutti coloro che hanno condiviso con noi i risultati della nostra attività di ricerca. Come spesso capita in queste situazioni, e toccando certi argomenti, si rischia di far trapelare messaggi non corretti. Ci tengo a precisare che le molecole che abbiamo brevettato non devono essere considerate la soluzione nella lotta contro il cancro. Siamo in una fase sperimentale che sta dando ottimi risultati ma ancora lontana dalla sperimentazione clinica. Mi duole dover disilludere le persone che mi chiamano chiedendomi se possiamo sperimentare le nostre molecole sulle persone a loro vicine affette da tumore. Mi duole che, con gli articoli di questi giorni, si sia alimentato un clima di false speranze. Siamo ricercatori e non è nelle nostre intenzioni vendere fumo. Le nostre molecole ad oggi sono promettenti. La futura attività di ricerca dimostrerà se sarà possibile utilizzarle nell'uomo e con quali benefici. Vi ringrazio moltissimo, ci state fornendo una grossa motivazione. Grazie a tutti».

Mirco Fanelli, ricercatore del Centro di Biotecnologie di Fano, afferente all’Università di Urbino, ha dovuto intervenire direttamente e provare a sedare subito il dibattito scaturito dalla pubblicazione di uno studio sul Journal of Organic Chemistry. 

La ricerca è di quelle che rischiano di passare di bocca in bocca, di diventare depositarie di speranze eccessive e complottismi. 

I ricercatori dell’Università di Urbino hanno infatti scoperto che molecole derivate dal maltolo, una sostanza naturale contenuta nel malto, nella cicoria, nel cocco, nel caffè e in moltissimi altri prodotti naturali, ha attività antitumorale. Scoperta che ha consentito loro di brevettare la molecola.

Quanto basta per attizzare il fuoco. 

Quello della speranza: «Se potete vorrei saperne di più, ho mio padre con delle metastasi in vari organi e ricoverato in oncologia, se davvero c’è una cura sbrigatevi a farla funzionare. Noi popolo italiano saremo con voi, contattatemi se potete, grazie», scrive un utente sul sito dell’università urbinate». 

E quello dei complotti: «Occhio, se quello che avete scoperto è vero, allora preparatevi a essere denunciati e radiati dall’ordine. La fine che hanno fatto tutti quei medici che hanno trovato una valida cura per i tumori (Simoncini, Di Bella ecc.)», aggiunge un altro. 

Qual è in realtà la scoperta? — «Il maltolo - spiega uno dei ricercatori coinvolti, Vieri Fusi del Laboratorio di Chimica Supramolecolare -  per se' è una molecola innocua, utilizzata talvolta come additivo alimentare per il suo aroma e le sue proprietà antiossidanti, ma, se opportunamente modificata, può dare origine a nuove molecole con interessanti proprietà biologiche. Due molecole rappresentative di questa classe di composti sono state al momento sintetizzate e caratterizzate nella loro capacità di indurre alterazioni della cromatina e, quindi, di condurre le cellule a rispondere in termini biologici. Questa classe di composti è caratterizzata da interessanti proprietà chimico/fisiche che li rende capaci sia di raggiungere l’interno della cellula che di esplicare le loro funzioni nel nucleo, dove risiede il nostro genoma (e dunque la cromatina)».

Il passo successivo, illustra Fanelli è stato monitorare su colture di cellule tumorali, se queste «fossero sensibili ai trattamenti con le due molecole (denominate malten e maltonis): le cellule, in risposta ai trattamenti, alterano dapprima la loro capacità di replicare e, successivamente, inducono un importante processo biologico che le conduce a un vero e proprio suicidio, chiamato morte cellulare programmata». Inoltre, aggiunge il ricercatore, «la somministrazione delle due nuove molecole altera enormemente l’espressione genica in funzione di una risposta atta a eliminare quelle micro modificazioni che sia malten che maltonis sono capaci d’indurre all’interno della cellula».

Questa la scoperta: un composto che, seppur promettente, finora ha soltanto dimostrato di uccidere alcune cellule tumorali “coltivate” al di fuori dell’organismo. Non è il primo, né probabilmente sarà l’ultimo. Bisognerà attendere ancora molto tempo ed esperimenti prima di sapere se potrà essere impiegato realmente nella lotta contro il cancro.

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Sono oltre 72 mila i decessi ogni anno potenzialmente evitabili con stili di vita corretti e programmi periodici di controllo. Per puntare a questo obiettivo, l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Tennis & Friends – Salute e Sport hanno siglato un nuovo protocollo di collaborazione: per i prossimi due anni promuoveranno… Leggi tutto

Dare spazio alle parole non dette e portare l’attenzione sulla qualità della vita delle donne con tumore al seno metastatico. È questo l’obiettivo della campagna “La Voce oltre la Cura. Qualità di vita e tumore al seno metastatico”, presentata da Pfizer in occasione della 27ª edizione della Race for the Cure, la manifestazione dedicata alla… Leggi tutto

Maggiore presa in carico nelle strutture specializzate, percorsi di prevenzione più strutturati, Centri di riferimento regionali e standard minimi nazionali per l’accesso alle cure. Sono alcuni punti cardine della prima Agenda nazionale dedicata al tumore ovarico, presentata a Roma venerdì 8 maggio in occasione della Giornata mondiale della… Leggi tutto

Uno studio pubblicato su Nature Materials propone una prospettiva nuova e complementare rispetto alle ragioni per cui un tumore diventa invasivo: considerare il tumore anche in quanto materiale fisico, la cui “consistenza” può influenzarne direttamente la capacità di diffondersi.

Finora, le cause della disseminazione tumorale sono state… Leggi tutto

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di pirtobrutinib per il trattamento di pazienti adulti affetti da leucemia linfatica cronica (Llc) recidivante o refrattaria. La decisione rende il farmaco disponibile per i pazienti che sono stati precedentemente trattati con un inibitore covalente della tirosina chinasi di… Leggi tutto

Disponibile sulle principali piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da mercoledì 6 maggio, “End Of Silence” è il nuovo singolo di Silvia Salemi, nato da una vicenda personale che ha profondamente segnato l’artista: la diagnosi di tumore ricevuta da una persona cara. Un’esperienza che ha portato la cantautrice siciliana a riflettere su… Leggi tutto

Le terapie con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) rappresentano una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni nella cura di alcuni tumori del sangue. Nonostante i risultati già ottenuti, però, la risposta clinica non è sempre duratura: in diversi pazienti le cellule infuse non si espandono a sufficienza o perdono efficacia… Leggi tutto

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni di nuova generazione, più terapia di deprivazione androgenica per il trattamento dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico.

Il tumore della prostata è il più frequente tra gli… Leggi tutto

Le terapie con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) rappresentano una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni nella cura di alcuni tumori del sangue. Nonostante i risultati già ottenuti, però, la risposta clinica non è sempre duratura: in diversi pazienti le cellule infuse non si espandono a sufficienza o perdono efficacia… Leggi tutto

L’idea che l’alimentazione influenzi la salute non è nuova. Molto più recente, e ancora poco esplorata, è invece la possibilità che un singolo pasto possa modificare anche la funzionalità del sistema immunitario. A suggerirlo è uno studio pubblicato su Nature… Leggi tutto

La prima linea di difesa contro il melanoma è l'abbigliamento, non solo la crema solare. In vista di maggio, il mese della prevenzione del melanoma, e della Giornata nazionale del 2 maggio, la Fondazione Melanoma lancia la nuova campagna di sensibilizzazione “Vestiti di prevenzione”, con l'intento di scardinare i falsi miti sull’esposizione… Leggi tutto

Il battito del cuore contribuisce a frenare la crescita dei tumori nel tessuto cardiaco. A dirlo è uno studio internazionale pubblicato su Science, coordinato dall’Università di Trieste in collaborazione con l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) e il Centro Cardiologico Monzino.
Il lavoro (Mechanical load… Leggi tutto

Riattivare un processo fondamentale delle cellule potrebbe proteggere il cuore dagli effetti collaterali della doxorubicina senza ridurne l’efficacia contro i tumori. È quanto emerge da uno studio coordinato dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Neuromed, in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Università Europea… Leggi tutto

Trasformare i tumori “freddi”, cioè invisibili al sistema immunitario, in tumori “caldi” e quindi riconoscibili e attaccabili dalle difese dell’organismo. È questa la prospettiva aperta da un nuovo studio pubblicato sulla rivista… Leggi tutto

La medicina sta attraversando una trasformazione profonda: dall’approccio standardizzato, basato sul “paziente medio”, si sta passando a un modello centrato sulla persona, capace di adattare diagnosi e terapie alle caratteristiche genetiche, cliniche e ambientali di ciascuna persona. È il paradigma della medicina di precisione, al centro di un… Leggi tutto

A dieci anni dalla diagnosi di melanoma con metastasi cerebrali asintomatiche, una condizione che in passato era associata a una sopravvivenza di pochi mesi, oggi il 32% dei pazienti è ancora vivo grazie alla combinazione di due farmaci immunoterapici, ipilimumab e nivolumab. È il risultato dell’analisi finale dello studio di fase III NIBIT-M2… Leggi tutto

Per allargare le possibilità di prevenzione di tumori del seno per pazienti e famigliari è necessario ampliare gli attuali criteri per sottoporre le donne ai test genetici.

A confermarlo è uno studio dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) appena pubblicato sullo European Journal of Cancer.

Lo studio dell’Istituto determina per la… Leggi tutto

Il 13% di tutte le persone colpite da un cancro è potenzialmente eleggibile a una terapia mirata. Solo in Italia più di 50 mila neoplasie l’anno potrebbero essere trattate con un farmaco “su misura”. Nei tumori più frequenti oltre il 40% dei casi richiede una profilazione molecolare per la scelta delle cure più appropriate. La medicina… Leggi tutto