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Il Congresso
Tumore del seno: mastectomia nel 40% delle donne operabili. Ma ci sono tecniche più conservative
Redazione
Corpo

Mastectomia, trattamento dell’ascella, innovazione e ricerca sono gli argomenti trattati nel Congresso dell'Associazione nazionale italiana senologi chirurghi (Anisc), che si è concluso martedì 17 giugno a San Giuliano Terme (Pisa).

Attualmente la mastectomia costituisce circa il 30-40% degli interventi che vengono eseguiti nei Centri certificati di senologia.

«L’incidenza di questo intervento è in leggero aumento – osserva Secondo Folli, presidente di Anisc – per le migliori performance diagnostiche radiologiche, la maggior consapevolezza dei rischi legati alla predisposizione genetica ed è resa meno mutilante grazie alle tecniche di chirurgia plastica ricostruttiva che sempre più sono rispettose dell’immagine corporea della donna. Tuttavia – aggiunge – la richiesta di mastectomia da parte delle pazienti è aumentata nell’erronea convinzione che l’asportazione della mammella malata e anche di quella sana possa aumentare le chance di guarigione».

Rispetto al passato, quando la chirurgia era la prima istanza di trattamento del tumore della mammella, oggi «nel 30% dei casi il primo approccio risiede nella chemioterapia–immunoterapia neoadiuvante – spiega Manuela Roncella, presidente del Congresso, coordinatrice delle Breast Unit della Regione Toscana - la cui efficacia consente al chirurgo di eseguire interventi meno invasivi. Inoltre oggi, per casi selezionati, la chirurgia senologica moderna offre alternative efficaci e sicure, in grado di preservare il seno e di impattare in modo minore sulla qualità di vita, con tempi di ripresa molto più rapidi».

Uno dei temi che ha ricevuto più attenzione durante la tre giorni è la metodica della biopsia del linfonodo sentinella, grazie alla quale è stato possibile ridurre il ricorso allo svuotamento ascellare, riducendo dal 30-40% al 2% le probabilità delle pazienti di sviluppare linfedema del braccio.

Oggi una caratteristica dell’oncologia senologica è la condivisione con le pazienti: «Le donne che seguiamo sono sempre più coinvolte nelle decisioni terapeutiche – conclude Roncella – per questa ragione è nostro compito mantenerle informate e aggiornate riguardo le innovazioni e gli studi clinici».


 

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