L’indagine
Sorpresa: la legalizzazione della marijuana non fa aumentare i consumi. Gli unici a cedere alla cannabis legale sono gli adulti
Redazione
Un’indagine negli 11 Stati degli Usa dove la cannabis è legale dimostra che tra gli adolescenti la legalizzazione non ha attratto nuovi consumatori. Al contrario, gli adulti, sembrano essere maggiormente influenzati dalla facilità di accesso alla sostanza

La marijuana diventa legale e tutti i ragazzini cominciano a farsi “le canne” dalla mattina alla sera. No, non è così. Lo scenario immaginato dai sostenitori del proibizionismo va ridimensionato. Negli 11 Stati degli Usa e nella città di Washington, dove la legge consente l’uso ricreativo della cannabis, gli adolescenti non hanno cambiato più di tanto le loro abitudini. In sostanza chi fumava prima della legalizzazione ha continuato a farlo anche dopo e chi non fumava quando era proibito non ha cominciato a farlo una volta scomparso il divieto.

Unico cambiamento, ma veramente di entità troppo lieve per suscitare allarme, è l'aumento dell'uso problematico: nella fascia di età tra i 12 e i 17 anni i disturbi psichici associati al consumo della sostanza (e dunque connessi a un uso problematico) sono passati dal 2,18 al 2,72 per cento. 

Ancora più indolore è stato il passaggio dal divieto al “via libera” tra i giovani adulti (18-25 anni): in questa fascia di età non si sono stati verificati cambiamenti nel consumo di marijuana, nè nella frequenza né nell'uso problematico della sostanza. 

Diverso e inaspettato è il caso degli adulti: dopo la liberalizzazione della cannabisi, tra le persone con un’età superiore ai 26 anni, la percentuale di chi aveva consumato marijuana nell’ultimo mese è cresciuta del 26 per cento rispetto a quella registrata negli Stati con leggi proibizioniste. Cresciuto (+23%) anche l'uso frequente, ciioè più di 20 giorni in un mese, e i disturbi legati al consumo di cannabis (+37%).

I dati, elaborati da ricercatori della Columbia University Mailman School of Public Health e della NYU School of Medicine, sono stati pubblicati sulla rivista Jama Psychiatry. Derivano dalla National Survey on Drug Use and Health (NSDUH) un’indagine condotta su un campione di 505.796 intervistati, e si sono concentrati soparttutto su Colorado, Washington, Alaska e Oregon, i primi quattro Stati a legalizzare la marijuana per uso ricreativo. Gli scienziati hanno messo a confrontato le tendenze in questi Stati con le tendenze in Stati che non avevano legalizzato l'uso della marijuana ricreativa. 

Contrariamente a quanto immaginato, quindi, la legalizzazione della marijuana sembra aver avuto un impatto quasi nullo sui cambiamenti delle abitudini degli adolescenti e dei giovani adulti. Al contrario, sugli adulti, la semplicità di accesso sembra aver fatto maggiore presa, tale da indurre un cambiamento nelle abitudini di consumo. 

«Vi sono, in effetti, importanti benefici sociali che la legalizzazione della marijuana può fornire, in particolare in tema di equità nella giustizia penale. I nostri risultati suggeriscono che, man mano che sempre più Stati si avvicinano alla legalizzazione della marijuana per uso ricreativo, dobbiamo anche pensare a investire nella prevenzione e nel trattamento dell'uso di sostanze per prevenire danni non intenzionali, in particolare tra gli adolescenti», ha dichiarato Magdalena Cerdá, a capo del Centro per l'epidemiologia e la politica sugli oppiacei presso il Dipartimento della salute della popolazione presso New York Langone Health e autore principale dello studio. 

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