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DidascaliaImmagine: Rick A. (rick), CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
Ancora troppo alcol per gli italiani. Circa 8 milioni nel 2022 hanno bevuto quantità di alcol tali da esporre la propria salute a rischio. Tre milioni e 700 mila persone hanno bevuto per ubriacarsi praticando il binge drinking, cioè il consumo di un numero elevato di unità alcoliche in un lasso breve di tempo. Ci sono poi 770 mila che hanno un consumo di alcol problematico e necessiterebbero di un supporto terapeutico. È la fotografia che emerge dal rapporto dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha rielaborato attraverso il Sistema di Monitoraggio Alcol i dati dell’Indagine Multiscopo Istat, in occasione dell’Alcohol Prevention Day.
«I consumi di alcol in Italia evidenziano una situazione consolidata e preoccupante di aumento del rischio che dilaga nelle fasce più vulnerabili della popolazione: minori, adolescenti, donne e anziani», dichiara in una nota il direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Iss Emanuele Scafato. «Al fine di delineare la roadmap di una rinnovata prevenzione nazionale e regionale, la più efficace possibile, è necessario intercettare precocemente tutti i consumatori a rischio e assicurare alle cure quelli con danno e alcoldipendenti, a sostegno delle persone, delle famiglie e degli obiettivi delle strategie europee e globali in cui siamo impegnati».
Nel dettaglio, secondo il rapporto, complessivamente sono 36 milioni i consumatori di alcol in Italia (il 77,4% dei maschi e il 57,5% delle femmine). Circa 10,2 milioni consuma alcol tutti i giorni. 5 milioni ha consumi di alcol che eccedono abitualmente le linee guida. Sono, invece, 3,7 milioni di binge drinker: poco meno di 1 su 3 è donna.
In aumento il dato sui consumatori dannosi di bevande alcoliche, che hanno raggiunto il numero di 770 mila. «Il consumo di quantità dannose di alcolici identifica clinicamente, secondo il manuale DSM-5, un Disturbo da uso di alcol (Dua) “in necessità di trattamento” assimilabile all’alcoldipendenza», spiega il rapporto. Tuttavia, «il 91,8% dei consumatori dannosi non è intercettato e non ha accesso ad alcuna forma, pur urgente, di intervento». Quindi, «i servizi accolgono solo la punta dell’iceberg».
Dati preoccupanti anche sui minori: questa platea “non dovrebbe ricevere in vendita o somministrazione bevande alcoliche dagli adulti competenti sia negli esercizi pubblici che in famiglia”, si legge. Ciononostante, 650 mila under-18 hanno consumato bevande alcoliche e 104 mila hanno praticato binge drinking.
Tra gli anziani, circa 2,5 milioni beve in maniera rischiosa. Mentre si diffonde il consumo fuori pasto proprio in quella fascia di età che aveva conservato «la connotazione di generazione ispirata allo stile del bere mediterraneo, oramai in estinzione», conclude il rapporto.
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