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La terapia antibiotica sembra aver funzionato, ma il riconquistato benessere dura poco. Dopo qualche mese si ricomincia con i soliti sintomi: bruciori, dolore a urinare, malessere diffuso, febbre ecc.. Perché le infezioni delle vie urinarie sono spesso un disturbo ricorrente che somiglia a una condanna a vita. Ne soffrono soprattutto le donne e in molti casi il problema si ripresenta periodicamente nonostante le cure.
Ora, un nuovo studio su Proceedings of the National Academy of Sciences suggerisce la possibilità di un trattamento definitivo. Si tratterebbe addirittura di un vaccino capace non solo di curare ma anche di prevenire le future infezioni. Il farmaco da somministrare direttamente nella vescica riuscirebbe a liberarsi una volta per tutte dei batteri che provocano l’infezione insegnando al sistema immunitario come difendersi da nuovi attacchi.
Perché questa la sua peculiarità è di riuscire a riprogrammare l’organismo per combattere con successo i batteri di cui gli antibiotici non sempre riescono a liberarsi.
Prima di individuare la nuova strategia, i ricercatori si sono chiesti come mai l’organismo non riusca a liberarsi delle infezioni, qualcosa va storto, ma cosa?
Per scoprirlo hanno condotto una serie di esperimenti sui topi osservando un’anomalia nella risposta immunitaria all’origine dell’infezione. Gli animali infettati con Escherichia coli, il principale tipo di batterio responsabile delle infezioni urinarie, mettono in moto un processo di difesa inefficace: il sistema immunitario invia molte cellule a riparare i danni del tessuto, ma poche ad attaccare gli agenti patogeni. In questo modo i danni sono riparati, ma i batteri permangono nella vescica pronti ad attaccare di nuovo.
La nuova strategia vaccinale ha invece la capacità di insegnare al sistema imunitario della vescica una risposta più efficace per liberarsi dei batteri. Somministrato direttamente nella vescica, dove sono presenti i batteri residui, l’antigene del vaccino in combinazione con una adiuvante riesce a reclutare le cellule immunitarie che attaccano i batteri in quantità sufficienti per liberare definitivamente il campo dai microbi responsabili dell’infezione. Eliminando in questo modo la possibilità di recidive.
I topi immunizzati hanno superato efficacemente l'infezione di E. coli e hanno eliminato tutti i batteri della vescica residui.
«Il che suggerisce che il sito di somministrazione potrebbe essere una considerazione importante nel determinare l'efficacia di un vaccino. Siamo incoraggiati da questi risultati, e poiché i singoli componenti del vaccino hanno già dimostrato di essere sicuri per l'uso umano, intraprendere studi clinici per convalidare questi risultati potrebbe richiedere tempi relativamente brevi», dicono i ricercatori.
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