- Immagine
DidascaliaImmagine: Jan, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
In un mondo che si riscalda sempre di più, la stagione delle allergie si allunga e si intensifica, iniziando fino a 25 giorni prima in primavera e prolungandosi di circa venti giorni in autunno. Un aumento complessivo di oltre un mese e mezzo, dovuto a un maggior numero di giornate senza gelo, registrato nel 2023. Una cattiva notizia che peggiora e rende più duraturi i sintomi per chi soffre di allergie, in particolare i bambini affetti da asma (uno su cinque in Italia) e gli anziani con problemi respiratori, (il 17% degli over 65), tra i quali si registra un rischio più alto di decessi dovuti all’esposizione ai pollini.
A segnalarlo sono gli esperti della Società italiana di allergologia e immunologia clinica (Siaaic), al congresso “Libero Respiro” in corso a Cetara (SA), in occasione della 18ª edizione della Giornata nazionale del polline (21 maggio) promossa dalla Società italiana di aerobiologia, medicina e ambiente (Siama).
A evidenziare il numero sempre maggiore di giorni senza gelo è l’indicatore specifico monitorato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) attraverso la Banca dati degli Indicatori ambientali. Un aumento che dà alle piante più tempo per crescere e rilasciare il polline, con un aumento fino al 116% del rischio di decessi tra gli anziani con malattie respiratorie croniche. A dimostrarlo è uno studio pubblicato a metà gennaio sulla rivista BMC Public Health, che ha scoperto che l’esposizione ad alti livelli di vari tipi di polline, a una settimana, influisce sui tassi di mortalità degli anziani con problemi respiratori.
«Meno giorni con temperature sottozero – osserva Vincenzo Patella, presidente della Siaaic - danno più tempo alle piante di crescere e rilasciare i pollini che provocano allergie. Non solo anticipando la pollinazione primaverile di 25 giorni, ma anche prolungando quella autunnale di quasi tre settimane, con un aumento complessivo della durata della stagione dei pollini di oltre un mese e mezzo e un rilascio di carico pollinico sempre più abbondante. A causa del riscaldamento globale – precisa - la stagione critica per le allergie è dunque destinata a diventare sempre più lunga e massiccia, con il risultato che i sintomi sono peggiori e più duraturi per gli oltre 10 milioni di italiani che soffrono di allergie, costretti a protrarre le terapie nel tempo».
Il cambiamento climatico rende la stagione dei pollini non solo più lunga, ma anche più intensa a causa dell’inquinamento che intrappola il calore. «Livelli più elevati di CO2 nell’aria – spiega Patella - possono aumentare la produzione di pollini nelle piante, in particolare nelle graminacee e nell’ambrosia. A causa dei persistenti elevati tassi di inquinamento da CO2, secondo una ricerca americana del 2022, alla fine del secolo l’aumento della produzione di pollini potrebbe arrivare fino al 200%».
Per ridurre al minimo gli effetti dannosi delle allergie stagionali in un clima sempre più soggetto a cambiamenti estremi, gli esperti Siaaic hanno messo a punto un decalogo «con semplici soluzioni per avere un impatto minimo senza rinunciare al verde pubblico. Tra i punti chiave – sottolinea il presidente della Società scientifica - preferire piante che affidano agli insetti l'impollinazione e producono minori quantità di polline, ed evitare alberi come betulla, cipresso e ulivo; predisporre la falciatura e gestione del verde nelle ore notturne e nelle giornate poco ventilate; effettuare la potatura delle siepi prima della fioritura e prima del rilascio del polline».
Su argomenti simili
Una survey realizzata dall'Associazione italiana ambiente e sicurezza (Aias) tra marzo e aprile 2026 su un campione di 60 aziende italiane di diversi settori, oltre la metà delle quali di grandi dimensioni, evidenzia un paradosso: la consapevolezza che le allergie respiratorie sono un fattore di rischio esiste, ma non si è ancora trasformata in… Leggi tutto
Un gruppo del Consiglio nazionale delle ricerche di Palermo, composto da studiosi dell’Istituto di biofisica (Cnr-Ibf) e dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Cnr-Irib), ha sviluppato una metodologia innovativa che potrebbe fornire un’alternativa immunoterapica nella cura delle allergie. Lo studio, pubblicato sulla rivista ACS… Leggi tutto
Vincenzo Patella è il nuovo presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic), che associa circa 2 mila allergologi del mondo universitario, ospedaliero e delle strutture territoriali.
Direttore dell’Unità di Medicina interna a indirizzo immunitario e allergologico dell'Asl di Salerno,… Leggi tutto
Il 90% di chi è convito di essere allergico alla penicillina in realtà non lo è. A dirlo è un recente studio pubblicato su Antimicrobial Stewardship & Healthcare Epidemiology dall’Università di Cambridge, che ha dimostrato come la gran parte delle persone che si ritengono allergiche alla penicillina, in realtà non hanno una storia di… Leggi tutto
In Italia l’11% della popolazione soffre di rinosinusite cronica che nel 4% è associata a poliposi nasale, ossia 2 milioni di italiani adulti che possono durare tutta la vita causando danni alla mucosa nasale e all’olfatto, provocando un forte peggioramento della qualità della vita e del sonno delle persone affette.
È il dato… Leggi tutto
Tenebrio molitor, il verme giallo della farina, e Acheta domesticus, la farina di grillo fanno parte dei cosiddetti “novel foods”, gli alimenti derivati da insetti recentemente approvati dalla Commissione Europea. Hanno un alto contenuto proteico ma possono essere anche fonte di allergie. Evitarne il consumo non è semplice. Si stima che ogni… Leggi tutto
