Una survey realizzata dall'Associazione italiana ambiente e sicurezza (Aias) tra marzo e aprile 2026 su un campione di 60 aziende italiane di diversi settori, oltre la metà delle quali di grandi dimensioni, evidenzia un paradosso: la consapevolezza che le allergie respiratorie sono un fattore di rischio esiste, ma non si è ancora trasformata in misure concrete di prevenzione. Solo il 18% delle aziende, infatti, ha inserito il tema nella valutazione dei rischi (Dvr), mentre il 32% prevede una sorveglianza sanitaria sistematica. Ancora più limitata è l’attenzione agli effetti dei trattamenti: appena il 2% ha procedure formalizzate per la gestione dei farmaci sedativi e circa l’80% non ha attivato alcuna iniziativa di sensibilizzazione sul tema.
In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, le allergie respiratorie emergono insomma come un fattore di rischio ancora ampiamente sottovalutato nei contesti professionali.
Se ne è parlato martedì 28 aprile nel convegno “Allergie respiratorie e attenzione: strategie per ridurre i rischi invisibili” organizzato a Roma da Consumers’ Forum.
A livello europeo l’impatto economico complessivo della sola rinite allergica è stimato tra i 30 e i 50 miliardi di euro annui, anche a causa di fenomeni di assenteismo, presenteismo e ridotta produttività scolastica e lavorativa. I sintomi possono ridurre l’efficienza lavorativa fino al 40%, mentre il 61% dei pazienti presenta disturbi del sonno, con effetti diretti sulla capacità di mantenere adeguati livelli di attenzione durante l’attività lavorativa.
«Il tema delle allergie respiratorie è stato finora affrontato quasi esclusivamente in chiave clinica, mentre oggi emerge con forza la necessità di considerarlo anche come un fattore di rischio lavoro-correlato» sostiene Pietro Antonio Patanè, presidente dell’Associazione nazionale medici d’azienda e competenti.
«Nei contesti lavorativi più esposti - sottolinea Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva - il tema della vigilanza assume un valore centrale in termini di sicurezza. È importante che, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, il medico competente consideri anche le allergie respiratorie nella valutazione complessiva dello stato di salute del lavoratore e lo orienti verso percorsi di gestione della patologia che non compromettano la vigilanza e la capacità di reazione, soprattutto nelle mansioni a maggiore rischio. Allo stesso tempo – aggiunge - è fondamentale che il lavoratore abbia accesso alle informazioni e agli strumenti necessari per essere correttamente orientato ed esercitare un ruolo attivo e consapevole nella gestione della propria patologia».
Secondo Francesco Santi, presidente dell'Aias, «le aziende oggi sono sempre più attente ai temi della sicurezza, ma il legame tra allergie respiratorie e rischio operativo è ancora poco esplorato. In questo scenario diventa centrale sviluppare una vera cultura della “sicurezza consapevole”, che riconosca come anche condizioni apparentemente non critiche, come le allergie respiratorie, possano incidere sui livelli di attenzione e quindi sulla sicurezza».
Con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza su questo tema è stato presentato il documento “Allergie respiratorie e attenzione: strategie per ridurre i rischi invisibili” che raccoglie un insieme articolato di proposte per rafforzare la consapevolezza, migliorare l’appropriatezza terapeutica e integrare il tema delle allergie respiratorie nei sistemi di prevenzione e sicurezza. Le raccomandazioni spaziano dal rafforzamento dell’alfabetizzazione sanitaria dei cittadini e dei lavoratori, al ruolo del medico competente nella valutazione dei rischi legati alla riduzione dell’attenzione, fino a un maggiore coinvolgimento delle aziende nell’adozione di misure preventive e informative.
«Con questo progetto vogliamo contribuire a rafforzare la consapevolezza sul legame tra gestione della salute e sicurezza nei contesti di vita e di lavoro» spiega Raka Sinha, General Manager Opella Italia. «La nostra ambizione è supportare le persone nell’essere sempre più protagoniste delle proprie scelte di salute – conclude - promuovendo un approccio informato e responsabile, in linea con la nostra mission Health. In your hands».
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