In Italia il 35% della popolazione non pratica mai alcuna forma di sport o di attività fisica. In totale, i sedentari ammontano a oltre 20 milioni e 600 mila uomini e donne d’ogni fascia d’età. Dati che preoccupano gli oncologi italiani visto il peso rilevante dello scarso movimento nei tumori. Fare regolarmente attività fisica regolare infatti riduce del 31% il rischio di morte da cancro e diminuisce fino al 20% l’insorgenza di un carcinoma rispetto a chi è più sedentario. Le neoplasie più influenzate dallo scarso movimento sono quelle al seno, vescica, colon, endometrio, adenocarcinoma esofageo, rene e stomaco.
È uno egli argomenti al centro della seconda giornata del Congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom; a Roma del 7 al 9 novembre).
«Lo sport interviene positivamente su diversi meccanismi di patogenesi di molte tra le più diffuse neoplasie» ricorda Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom.
Oltre alla pratica regolare dell’attività fisica , ribadisce Saverio Cinieri, presidente della Fondazione Aiom, «è fondamentale non fumare, limitare il consumo di alcol, tenere sotto controllo il peso corporeo e seguire una dieta sana ed equilibrata. La promozione della salute pubblica è una delle priorità della nostra Società scientifica. Intendiamo proseguire con altre iniziative simili cercando il sostegno delle istituzioni locali e nazionali. Vanno incentivati anche i programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon-retto e della cervice uterina».
Attualmente però solo il 4% dei malati è sufficientemente attivo e segue le raccomandazioni degli specialisti. «La ricerca scientifica negli ultimi anni ha fatto emergere quanto il movimento sia importante non solo nella prevenzione primaria ma anche in quella terziaria» interviene Andrea Antonuzzo, responsabile dell’Oncologia Medica 4 all’ Istituto Tumori di Milano. «Per i nostri pazienti i benefici vanno dal potenziamento del sistema-cardiovascolare a un miglioramento generale della forza muscolare e della densità ossea. Un po’ di sport può anche contrastare alcuni degli effetti collaterali legati alle terapie anti-tumorali e migliorare la qualità di vita intervenendo sul benessere psicologico» conclude Antonuzzo.
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