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Melanoma: in tre casi su quattro nasce da nei nuovi
Redazione
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La stragrande maggioranza dei melanomi non nasce da nei preesistenti, ma da lesioni e macchie nuove. Durante l’estate ci si scopre, motivo per cui in questo periodo dell’anno, più di ogni altro, è importante fare attenzione ai cambiamenti della pelle, la propria e quella di amici e familiari. 

L'invito al “gioco di squadra” è di Paolo Ascierto, presidente della Fondazione melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, in occasione della settima edizione di “We in Action”, che si è aperta lunedì 8 settembre nel capoluogo partenopeo. Si tratta di un evento multidisciplinare dedicato alla prevenzione e alle nuove frontiere nella lotta contro i tumori cutanei che anche quest’anno vanta come testimonial d'eccezione il campione Giuseppe Bergomi e lo chef stellato Gennarino Esposito. “We in Action” è stato oraganizzato con il contributo non condizionante di Pierre Fabre Innovative Oncology e Regeneron. 

«La prevenzione funziona meglio se la si considera un “gioco di squadra”» conferma Ascierto. «Le periodiche ‘ispezioni’ cutanee – precisa - specialmente in questo periodo dell’anno, con l’aiuto di un amico o un familiare consentono di controllare anche zone difficili da raggiungere da soli, come ad esempio il dorso e il cuoio capelluto. In quest’ultimo caso possono essere d’aiuto anche i barbieri e i parrucchieri». 

Sono proprio i nei nuovi, infatti, i più pericolosi rispetto a quelli preesistenti. Uno studio pubblicato sul Journal of American Academy of Dermatology ha dimostrato che il 70% dei casi di melanoma insorge come una nuova lesione sulla pelle sana e non da nei già presenti. I ricercatori hanno preso in esame i risultati di 38 studi clinici e oltre 20 mila casi di melanoma. «Ne è risultato che meno di un terzo dei melanomi insorge da nei preesistenti – spiega Ascierto -  mentre la grande maggioranza di essi si manifesta come nuova lesione pigmentata su pelle sana. La ricerca ha inoltre mostrato come i melanomi originati dai nei preesistenti siano mediamente più sottili e pertanto meno aggressivi».

Individuare il melanoma in tempo significa avere più chances di guarigione: «Nonostante i numerosi progressi nel trattamento del melanoma – ricorda l'esperto - anche nei casi avanzati grazie all’immunoterapia, una diagnosi precoce raddoppia le probabilità di sopravvivenza».

Attenzione, però: il gioco di squadra non si fa solo in famiglia. «Anche se l'occhio di un amico o di un familiare può essere d’aiuto – avverte Ascierto - è fondamentale rivolgersi a un dermatologo, l'unico che può discriminare un neo innocuo da uno che non lo è. Come nel calcio – conclude - ognuno deve giocare la sua partita, scienziati, medici e pazienti. Solo così possiamo mettere KO il melanoma».

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