Il diabete è una delle principali sfide di salute pubblica: una condizione cronica ad alto impatto che richiede attenzione costante, percorsi di cura strutturati e strumenti in grado di aiutare le persone nella gestione quotidiana della malattia, riducendo al tempo stesso il rischio di complicanze e l’impatto sul “sistema salute”.
Nel nostro Paese si stimano in oltre 4,5 milioni le persone con diabete e, secondo gli ultimi Annali AMD, il carico assistenziale è legato in modo preponderante al diabete di tipo 2 che rappresenta circa il 90% delle persone visitate nei Centri di Diabetologia; di questi circa il 30% è in cura con insulina, da sola o in associazione con altri farmaci ipoglicemizzanti.
ll monitoraggio della glicemia «è fondamentale nella gestione del diabete – spiega Dario Pitocco, professore di Endocrinologia all’ Università Cattolica e direttore dell'Unità di Diabetologia al Gemelli di Roma – perché permette di conoscere e personalizzare le azioni da intraprendere quotidianamente con l'obiettivo di mantenere le glicemie vicine ai valori normali». I dispositivi medici per il monitoraggio in continuo del glucosio (CGM) nel tempo si sono evoluti e oggi «hanno un ruolo fondamentale nella gestione della malattia» precisa Pitocco poiché «aiutano la persona con diabete a gestire le problematiche di ogni giorno e favoriscono un approccio più proattivo per supportare la gestione e ridurre la frequenza di eventuali eventi critici. In particolare, i sistemi di ultima generazione presentano algoritmi predittivi integrati e AI based che possono aiutare a guardare oltre il valore istantaneo di glucosio, utilizzando ad esempio la funzione di predizione dell'andamento del glucosio nelle due ore successive».
Cioè quello che fa il nuovo sistema di monitoraggio messo a punto da Roche Diagnostics, presentato il 10 e 11 aprile a Roma alla comunità scientifica.
«Non è solo la disponibilità dei dati in tempo reale a segnare il progresso del monitoraggio continuo del glucosio - sottolinea Concetta Irace, professoressa all’Università della Magna Grᴂcia di Catanzaro - bensì l’integrazione del CGM con algoritmi di intelligenza artificiale capaci di interpretare i dati e anticipare ciò che accadrà. Oggi queste tecnologie non si limitano a mostrare i valori glicemici: li trasformano in previsioni, aiutando le persone con diabete a gestire la terapia in modo più semplice e consapevole. Un passo avanti importante – assicura Irace - soprattutto se si considera che l’ipoglicemia resta una delle principali paure, in particolare durante la notte, quando è più difficile da riconoscere. Proprio qui entra in gioco l’intelligenza artificiale: alcuni sistemi sono già in grado di prevedere il rischio di ipoglicemia, offrendo un supporto concreto per migliorare la qualità di vita e rendere la gestione della malattia più sicura ed efficace».
«In Roche Diagnostics poniamo da sempre le persone al primo posto – interviene Burcak Celik, General Manager di Roche Diagnostics Italia – e per questo vogliamo mettere a disposizione soluzioni sempre più innovative che siano in grado di trasformare la vita delle persone con diabete, dei loro caregiver e degli operatori sanitari coinvolti, così da offrire una sempre maggiore flessibilità e personalizzazione della cura, supportando l’engagement e l’adesione terapeutica nell’ottica di garantire una sempre maggior sostenibilità per il “sistema salute”».
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