Quando si parla di sostenibilità del sistema delle cure non ci si può limitare a quella economica ma bisogna considerare anche quella ambientare.
È su questa considerazione che si è concentrato il focus del Convegno nazionale dell'Associazione italiana ingegneri clinici (a Napoli dal 14 al 17 giugno).
Le tecnologie impiegate nella sanità sono sempre più avanzate e salvavita non possono impattare negativamente sull’ambiente. Ma se si approfondiscono le implicazioni di questa affermazione si scopre che l’impatto produttivo (quanto si inquina nelle factory produttive?), distributivo (quanto inquina la catena della logistica?) e dello smaltimento dei rifiuti sanitario-tecnologici e delle apparecchiature obsolete rappresenta una criticità. A tutto questo si aggiunge poi un tema inedito: quanta energia consumano l’intelligenza artificiale e le reti interconnesse?
«Come Associazione – spiega Lorenzo Leogrande, past-president Aiic e responsabile dell’Unità di valutazione delle tecnologie del Policlinico Gemelli di Roma - ci siamo posti l’obiettivo di analizzare e comprendere come le politiche green possano incidere sulle logiche di acquisizione, introduzione e gestione dell’innovazione tecnologica. Ci preme cioè capire se si può continuare a fare salute con le tecnologie più avanzate e innovative, non trascurando però l’impatto che le stesse hanno sull’ambiente durante tutto il loro ciclo di vita».
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