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Emicrania: oggi l’85% dei pazienti può vivere senza dolore
Redazione
Corpo

Fino a pochi anni fa sembrava un traguardo irraggiungibile, ma oggi quasi nove persone su dieci che soffrono di emicrania possono dire addio agli attacchi di dolore. Merito dei farmaci di nuova generazione e delle terapie non farmacologiche che, combinate, garantiscono fino all’85% di successi terapeutici. È quanto emerso dal Congresso nazionale della Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc), concluso domenica 10 novembre a Parma.

In Italia l’emicrania colpisce oltre 6 milioni di persone, due su tre delle quali sono donne. Una condizione che non pesa solo sulla qualità della vita.

I nuovi farmaci antiemicranici hanno rivoluzionato la cura del mal di testa cronico, risultando efficaci nel 70% dei casi. 

«Stiamo assistendo ai risultati concreti del vero e proprio salto evolutivo fatto dalle terapie contro l’emicrania in questi anni - sottolinea Marina De Tommaso, presidente della Sisc - da quando sono stati chiariti i meccanismi del dolore e scoperti farmaci mirati capaci di intercettare o bloccare il CGRP, peptide chiave nel meccanismo del mal di testa: triptani, ditani, poi anticorpi monoclonali e gepanti».

Resta tuttavia un 30% di pazienti refrattari, per i quali la medicina offre oggi diverse alternative. 

Per esempio, la tossina botulinica che, se correttamente utilizzata, può dimezzare frequenza e intensità degli attacchi. In rapido sviluppo anche la neuromodulazione transcranica, che utilizza campi elettromagnetici per modulare l’attività cerebrale e può ridurre l’emicrania di circa il 50%. A queste si aggiungono terapie fisioterapiche mirate e tecniche di mindfulness, capaci di migliorare il controllo del dolore e la qualità di vita.

Peraltro, come osserva Innocenzo Rainero, presidente eletto Sisc, nuove linee di studio puntano a intervenire in altri punti del meccanismo del dolore e a perfezionare l’impiego dei farmaci esistenti. Interessanti indicazioni arrivano anche per le donne in gravidanza, dove monoclonali e gepanti non sono indicati: gli esperti consigliano in questi casi la combinazione di amitriptilina e betabloccanti.
 

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