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DidascaliaImmagine: Mike Weber from San Diego, United States, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
Ogni volta che usciamo di casa, prendiamo un mezzo di trasporto pubblico, andiamo al lavoro, sediamo in un cinema o allo stadio possiamo stare praticamente certi di incrociare almeno una persona - ma probabilmente molto di più - che nel corso della propria vita ha ricevuto una diagnosi di cancro. In Italia, infatti, vivono 3,7 milioni le persone che hanno incontrato il cancro, poco meno di 1 su 15. Quasi certamente, in futuro il loro numero è destinato a crescere: la metà dei cittadini che oggi si ammalano è infatti destinata a guarire e ad avere un’attesa di vita comparabile a quella di chi non ha sviluppato il cancro. È questa la novità più attesa che arriva dalla presentazione del volume “I numeri del cancro in Italia 2024”, presentato oggi in una conferenza stampa a Roma. Il volume, giunto alla quattordicesima edizione, descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio Nazionale Screening, Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), Passi d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica.
Mortalità in calo
Nel 2024, in Italia, sono stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore: 214.500 negli uomini e 175.600 nelle donne. Si tratta di numeri sostanzialmente stabili rispetto al biennio precedente (erano 391.700 nel 2022 e 395.900 nel 2023).
Il tumore più frequentemente diagnosticato in Italia, nel 2024, è il carcinoma della mammella (53.686 casi), seguito dal colon-retto (48.706), polmone (44.831), prostata (40.192) e vescica (31.016).
La mortalità per cancro nei giovani adulti 20-49enni, in 15 anni (2006-2021), è diminuita del 21,4% nelle donne e del 28% negli uomini. È significativa, in particolare, la riduzione dei decessi per carcinoma polmonare in entrambi i sessi: -46,4% nelle donne e -35,5% nei maschi. Il cancro resta però un big killer. Nel 2022, in Italia, sono stati stimati 35.700 decessi per cancro del polmone, 24.200 per il colon-retto, 15.500 per la mammella, 14.900 per il pancreas e 9.900 per lo stomaco.
«Anche se la stima del numero di nuovi casi di cancro è di poco inferiore a quelle del 2022 e del 2023, non si può essere particolarmente ottimisti in un quadro più generale di prevalenza ancora alta di fattori di rischio comportamentali e ambientali, che contribuiscono significativamente a causare il cancro», afferma il presidente Aiom Francesco Perrone. «Si tratta di una materia in cui è necessario investire di più e a molteplici livelli, incluse, ad esempio, le riforme che Aiom sta promuovendo per rendere più efficace la lotta al tabagismo».
Screening in affanno, stili di vita da rivedere
Se i dati positivi non mancano, restano però aree su cui è necessario più impegno, a partire dai tre programmi di screening. Nel 2023, rispetto agli anni precedenti, si registra una maggiore copertura della popolazione, che raggiunge il 49% per lo screening mammografico, il 47% per quello cervicale e il 32% per quello colorettale. Ciononostante, restano ancora notevoli differenze territoriali, con le Regioni meridionali che fanno registrare livelli di adesione inferiori rispetto alle altre aree in tutti e tre i programmi di screening. Serve più attenzione anche agli stili di vita: il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 18% consuma alcol in quantità a rischio per la salute. E si registra un boom di sedentari, aumentati dal 23% nel 2008 al 28% nel 2023.
«La sfida deve essere quella di investire in prevenzione, promuovendo stili di vita sani, a partire da un’alimentazione corretta, associata all’attività fisica», spiega il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nella prefazione del libro. «Oggi sappiamo che l’errata alimentazione incide per circa il 35% sull’insorgenza dei tumori e che la dieta mediterranea riduce del 10% la mortalità complessiva, prevenendo lo sviluppo di numerosi tipi di cancro. Allo stesso tempo occorre promuovere una maggiore partecipazione ai programmi di screening, fondamentali per diagnosticare precocemente una patologia e aumentare notevolmente le possibilità di guarigione, perché soprattutto in alcune Regioni non si registrano le adesioni auspicate», prosegue Schillaci. «Eppure, anche in questo campo, abbiamo nuove opportunità diagnostiche che dobbiamo utilizzare fino in fondo, come l’ampliamento della fascia d’età dai 45 ai 74 anni per lo screening del tumore alla mammella, già partito in molte aree territoriali, a dimostrazione della capacità del nostro servizio sanitario nazionale di saper rispondere rapidamente alle nuove conoscenze e raccomandazioni adottate a livello internazionale. L’ambizione oggi è quella di garantire in un futuro non troppo lontano lo screening per il tumore al polmone, che a oggi è tra le patologie tumorali più diffuse tra gli uomini», conclude il ministro.
Progressi nei giovani
Proprio il cancro del polmone è uno dei tumori in cui si sono osservati maggiori progressi negli ultimi anni: “del 46,4% tra le donne e del 35,5% tra gli uomini under 50. Sono dati estremamente incoraggianti, se si considera che questa neoplasia rappresenta la prima causa di morte oncologica negli uomini giovani adulti e la seconda nelle donne dopo il tumore della mammella”, dice il presidente eletto Aiom Massimo Di Maio.
Il dato, inoltre conferma un trend positivo nella fascia compresa tra i 20 e 49 anni, fetta della popolazione in cui si concentra il 10,5% delle morti oncologiche. “In 15 anni, sono state 786 le vite salvate tra le donne e 939 tra gli uomini in questa fascia d’età rispetto al numero atteso”, conclude Maio.
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