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La survey
Dottor Google non basta: per le donne il punto di riferimento resta il medico di famiglia
Redazione
Corpo

Più informate, più attente, più abituate a cercare risposte online. Ma anche più esposte al rischio di confondere, sovrapporre o trasformare troppo in fretta un’informazione in una decisione. È il ritratto che emerge da una nuova survey di VediamociChiara su oltre 3 mila donne che racconta una popolazione femminile sempre più attiva nella gestione della propria salute, ma anche alla ricerca di un confronto autorevole per orientarsi tra temi diversi: metabolismo, intestino, stress, ossa, pelle, menopausa, cuore, salute intima e memoria.

«Dopo i 40 anni – osserva Maria Luisa Barbarulo, ideatrice del portale VediamociChiara.it – cambiano il corpo, le energie, il sonno, il metabolismo, la pelle, la sessualità, il rapporto con lo stress e con la prevenzione. Le donne fanno più domande su di sé, ma chiedono anche di non perdersi tra troppe informazioni. Per questo il nostro obiettivo è trasformare dubbi, bisogni e vissuti quotidiani in informazione chiara, affidabile e capace di accompagnarle verso il confronto corretto con gli esperti».

Con il 71% delle utenti, il medico di famiglia è la figura più richiesta nella rubrica “Chiedi all’Esperto”. La richiesta più forte riguarda nutrizione, metabolismo e salute dell’intestino, indicati dall’80,6% delle utenti. Subito dopo arrivano benessere psicologico e gestione dello stress (54,8%) e longevità, salute delle ossa e pelle over 40/50 (51,6%). A confermare una domanda di salute sempre più ampia ci sono anche menopausa e pre-menopausa (38,7%), cuore e salute cardiovascolare (36,2%) e salute intima (35,5%). 

«Il dato sul medico di medicina generale è particolarmente significativo – rileva Irene Giannotto, Project Coordinator Community sulla salute delle donne di Teha Group - perché arriva da una community che mostra interessi molto trasversali. Non c’è una sola domanda di salute, ma tanti bisogni che spesso si presentano insieme». Il rischio, però, è di «passare troppo rapidamente dall’informazione alla decisione, magari dopo aver raccolto contenuti diversi e non sempre facili da ordinare. Il medico di famiglia può tornare ad avere un ruolo importante proprio perché aiuta a leggere il quadro complessivo, capire le priorità e orientare la donna verso il percorso più adatto».

La survey mostra anche che le donne non cercano un solo modo per informarsi. Gli eventi dal vivo, le dirette e i social live con i medici sono il formato più indicato (29%) ma restano molto vicini anche i video brevi e i reel (26,1%), gli articoli di approfondimento (22,6%), e i podcast (22,3%). «Il fatto che eventi dal vivo, dirette e social live siano il formato più richiesto dice che le donne vogliono informarsi, ma anche poter dialogare. È un dato importante – sottolinea Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda – soprattutto se lo leggiamo insieme alla richiesta di medico di medicina generale, che supera anche quella del ginecologo/sessuologo. Nelle fasi in cui il corpo cambia e aumentano le domande su salute, prevenzione, energia, sessualità, pelle, peso o benessere emotivo, non basta accumulare contenuti. Serve uno spazio in cui fare domande, confrontarsi e trovare un orientamento affidabile».

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