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DidascaliaImmagine: Ed Uthman, MD, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
Testare il sangue mestruale per il Papillomavirus umano (HPV) potrebbe essere una "robusta alternativa" all'attuale screening del cancro della cervice uterina. È quanto sostiene uno studio pubblicato sul British Medical Journal, secondo cui l’utilizzo del sangue mestruale per il test Hpv è «conveniente e non invasivo», consente alle donne di raccogliere il campione a casa e potrebbe rappresentare «un percorso pratico per ampliare l’accesso allo screening». Un aspetto cruciale, considerando che molte donne non partecipano ai programmi di screening per timore del dolore, problemi di privacy, stigma o semplice mancanza di informazione.
Alcuni tipi di infezione da Hpv possono evolvere in cancro cervicale e il test per il virus è un elemento chiave della prevenzione. Finora, tuttavia, le evidenze sull’uso del sangue mestruale come alternativa ai prelievi cervicali erano limitate. Per colmare questa lacuna, i ricercatori hanno confrontato l’accuratezza diagnostica del sangue mestruale con quella dei campioni cervicali prelevati da personale sanitario nell’individuazione di lesioni cervicali di alto grado (CIN2+ e CIN3+), che richiedono in genere un trattamento.
Lo studio ha coinvolto 3.068 donne tra i 20 e i 54 anni, con cicli mestruali regolari, arruolate tra settembre 2021 e gennaio 2025 in quattro comunità urbane e tre rurali della provincia di Hubei, in Cina. Ogni partecipante ha fornito tre campioni: uno di sangue mestruale raccolto tramite un ‘minipad’, una striscia di cotone sterile inserita in un normale assorbente, un campione cervicale prelevato dal clinico e un ulteriore campione cervicale per l’analisi di laboratorio.
I risultati mostrano che i campioni raccolti con il minipad hanno raggiunto una sensibilità del 94,7% nell’identificare le lesioni CIN2+, un valore paragonabile a quello dei campioni clinici (92,1%). Idem per la specificità: 89,1% contro 90,0%.
A supporto del percorso di screening è stata utilizzata anche un’app mobile, Early Test, che ha consentito alle partecipanti di ricevere risultati e consulenze sanitarie, migliorando la fattibilità di un’implementazione su larga scala.
Pur essendo cauti, i ricercatori ritengono che «i risultati di questo studio su larga scala mostrano l’utilità dell’impiego del sangue mestruale raccolto tramite minipad per il test dell’Hpv come alternativa o sostituto standardizzato e non invasivo dello screening del cancro cervicale». E concludono: «I risultati di questo studio supportano l’integrazione del test dell’Hpv basato sul sangue mestruale nelle linee guida nazionali per lo screening del cancro cervicale».
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