Il rapporto 
OMS: un miliardo di persone nel mondo soffre di un disturbo mentale
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    Immagine: Christiaan Tonnis, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
È la fotografia più dettagliata della salute mentale della popolazione mondiale del XXI secolo. Ci sono i dati divisi per età, genere, e tipologia di disturbo. I dati sulla mortalità e sui suicidi. I dati sull’impatto della pandemia. E non sono dati rassicuranti

Un miliardo di persone nel mondo, soffre di un disturbo mentale, il 14 per cento degli adolescenti ha un problema di salute mentale, più di un decesso su 100 è dovuto a un suicidio e nel 58 per cento dei casi a togliersi la vita sono le persone con meno di 50 anni. 

Sono alcuni dei dati non certo rassicuranti contenuti nel rapporto World Mental Health dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’indagine più esaustiva sulla salute mentale nel mondo dal 2000 a oggi. 

I dati si riferiscono per lo più al 2019, ma sono presenti diversi focus sul periodo pandemico. 

La prevalenza

Nel 2019 si stima che a convivere con una malattia mentale fossero 970 milioni di persone nel mondo, l’82 per cento delle quali residenti in Paesi a basso e medio reddito. Tra il 2000 e il 2019 i casi di disturbi mentali sono aumentati del 25 per cento, ma tenendo conto dell’incremento  della popolazione, la prevalenza è rimasta stabile al 13 per cento. 

Il tipo di disturbo varia a seconda del genere e dell’età. L’ansia e la depressione sono i problemi più diffusi, con l’ansia che ha un esordio più precoce rispetto alla depressione, una condizione molto rara prima dei 10 anni di età. La fase della vita più a rischio per i due disturbi più comuni è quella tra i 50 e i 69 anni. 

Negli adulti, la depressione è il problema di salute mentale più diffuso 

Nel 2019, 301 milioni di persone nel mondo vivevano con disturbi d'ansia e 280 milioni vivevano con disturbi depressivi (inclusi sia il disturbo depressivo maggiore che la distimia).

La schizofrenia (che colpisce 24 milioni di persone nel mondo), nei suoi stati acuti, è la più dannosa di tutte le condizioni di salute e quella con un impatto maggiore sui servizi sanitari. Chi ne soffre vive in genere 10 o 20 di meno rispetto alla popolazione generale. Convivono con il disturbo bipolare 40 milioni di persone nel mondo, circa un adulto su 150. 

Depressione e ansia ai tempi di Covid

Prima della pandemia, il disturbo depressivo maggiore colpiva circa 193 milioni di persone nel mondo (2.471 casi ogni 100mila abitanti). Dopo Covid-19, i casi sono saliti a 246 milioni (3.153 casi ogni 100 000 abitanti), con un aumento del 28 per cento. Il disturbo d’ansia ha avuto un andamento simile: nel periodo pre-Covid ne erano affetti 298 milioni di individui, nel periodo post-Covid le stime parlano di 374 milioni di persone con disturbo d’ansia (+26%). In entrambi i casi, i Paesi più colpiti dalla pandemia hanno registrato i maggiori incrementi nella prevalenza del disturbo. In tutto il mondo, sono state le donne a esser maggiormente colpite da ansia o depressione, probabilmente perché più esposte alle conseguenze sociali ed economiche della pandemia. Ed è sulla salute mentale dei giovani che Covid-19 ha avuto il maggior impatto. Hanno pesato sui ragazzi la chiusura delle scuole e l’isolamento. 

Differenze di genere nella salute mentale

I disturbi d’ansia e depressivi sono più comuni tra le donne rispetto agli uomini, mentre gli uomini hanno maggiori probabilità di sviluppare un disturbo da uso di sostanze. I disturbi mentali sono comuni tra le donne in gravidanza e le donne che hanno appena partorito, spesso con gravi ripercussioni sia per le madri che per i bambini. In tutto il mondo, oltre il 10 per cento delle donne in gravidanza e delle donne che hanno appena partorito soffre di depressione. La violenza domestica, come è prevedibile, aumenta il rischio di disturbi mentali nelle donne, ma vale anche il contrario:  le donne che vivono con un disturbo mentale grave hanno molte più probabilità di subire violenza domestica e sessuale durante la loro vita rispetto ad altre donne

Bambini e adolescenti

Circa l’8 per cento dei bambini nel mondo di età compresa tra 5 e 9 anni e il 14 per cento degli adolescenti di tutto il mondo (di età compresa tra 10 e 19 anni) vive con un disturbo mentale.  Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti la metà dei disturbi mentali presenti nell'età adulta si sviluppa intorno ai 14 anni e i tre quarti intorno ai 24 anni.

I disturbi dello sviluppo sono il tipo più comune di disturbo mentale nei bambini piccoli, colpendo 1 bambino su 50 di età inferiore ai cinque anni. Il secondo disturbo mentale più diffuso nell’infanzia è il disturbo dello spettro autistico, che colpisce 1 bambino su 200 di età inferiore ai cinque anni. 

Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e i disturbi della condotta sono particolarmente comuni nell'adolescenza, soprattutto tra i ragazzi più giovani (4,6% e 4,5% rispettivamente nei ragazzi di età compresa tra 10 e 14 anni). L'ansia è invece il disturbo mentale più diffuso tra gli adolescenti più grandi (4,6%), con una maggiore prevalenza tra le ragazze rispetto ai ragazzi (5,5%). Tra le adolescenti sono anche maggiormente diffusi i disturbi alimentari (0,6% nelle donne di età compresa tra 20 e 24 anni rispetto allo 0,3% negli uomini nella stessa fascia di età). 

La salute mentale negli anziani

Nel 2019 circa il 13 per cento degli adulti di età pari o superiore a 70 anni viveva con un disturbo mentale, soprattutto depressione e ansia. Le stime di prevalenza per la schizofrenia sono inferiori negli adulti di età superiore a 70 anni (0,2%) rispetto agli adulti di età inferiore a 70 anni di età (0,3%), in parte a causa della mortalità prematura. 

La mortalità 

Arrivare a una stima affidabile della mortalità per condizioni di salute mentale è complicato. I disturbi mentali, infatti, vengono raramente registrati come causa del decesso sui certificati di morte o inseriti nelle statistiche sulla mortalità dei Paesi. Eppure è noto che le persone con problemi di salute mentale hanno tassi di mortalità sproporzionatamente più elevati rispetto alla popolazione generale. Le persone con gravi condizioni di salute mentale, tra cui schizofrenia e disturbo bipolare, muoiono in media da 10 a 20 anni prima rispetto alla popolazione generale. La maggior parte di queste morti sono dovute a malattie cardiovascolari, malattie respiratorie e infezioni, che sono più comuni nelle persone con problemi di salute mentale. Il disturbo mentale, cioè, potrebbe non essere la causa diretta della morte, ma un fattore determinante. Anche gli effetti collaterali dei farmaci possono avere un ruolo nella mortalità prematura contribuendo, ad esempio, all'obesità, all'intolleranza al glucosio e alla dislipidemia. Inoltre, le persone con problemi di salute mentale hanno maggiori probabilità di avere uno stile di vita poco sano. Fumo, cattiva alimentazione, abuso di alcol e sedentarietà sono abitudini frequenti tra chi è affetto da un problema psichiatrico. 

Il suicidio

Il suicidio è responsabile di più di un decesso su 100 nel mondo. E per ogni suicidio ci sono più di 20 tentativi di suicidio. Nel 2019, circa 703 mila persone di tutte le età nel mondo si sono tolte la vita. 

Circa tre quarti (77%) di tutti i suicidi si verificano nei Paesi a basso e medio reddito, dove vive la maggior parte della popolazione mondiale. Ma i Paesi ad alto reddito hanno i tassi di suicidio più alti pari a 10,9 per 100mila. Le donne hanno maggiori probabilità di tentare il suicidio rispetto agli uomini. Ma i casi di suicidio tra gli uomini sono il doppio rispetto a quelli tra le donne. Sia nei maschi che nelle femmine, il suicidio è una delle principali cause di morte tra i giovani. Nel 2019 il suicidio è stata la terza causa di morte nelle donne di età compresa tra 15 e 29 anni  e la quarta principale causa di morte nei maschi della stessa fascia di età. Complessivamente, il suicidio è la quarta causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 29 anni e rappresenta circa l’8 per cento di tutti i decessi in questa fascia di età. Più della metà (58%) dei suicidi avviene prima dei 50 anni.

Servizi carenti

La discriminazione e le violazioni dei diritti umani nei confronti di persone con problemi di salute mentale sono diffusi ovunque. In 20 Paesi il tentato suicidio viene punito come un crimine. Anche prima della pandemia di COVID-19, solo una piccola parte delle persone con disturbi mentali aveva accesso a un'assistenza sanitaria di qualità. Il il 71 per cento delle persone con un disturbo psicotico nel mondo non riceve alcuna assistenza. Le lacune nella copertura dei servizi riguardano tutti i Paesi: anche nei Paesi ad alto reddito, solo un terzo delle persone con depressione riceve un'assistenza sanitaria efficace. Nei Paesi a basso e medio reddito solo il 3 per cento delle persone con depressione accede a un percorso terapeutico. 

«Ogni paese ha ampio margine di miglioramento per favorire la salute mentale della sua popolazione. Che si tratti di sviluppare politiche e leggi più forti sulla salute mentale, far rientrare la salute mentale nei regimi assicurativi, sviluppare o rafforzare i servizi di salute mentale della comunità o integrare la salute mentale nell'assistenza sanitaria generale, nelle scuole e nelle carceri, i cambiamenti strategici possono apportare una grande differenza», ha commentato Dévora Kestel, Direttore del Dipartimento per la salute mentale e l'uso di sostanze dell’OMS.

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