Benessere
Mangiando noci si invecchia meglio
Giovanna Dall’Ongaro
Abbassano il colesterolo, migliorano la flora batterica, controllano il senso di fame, riducono il rischio di malattie cardiache. Insomma, sono loro, le noci, e non la classica “mela al giorno” a togliere il medico di torno

Il consiglio va aggiornato: non è la mela, ma sono le noci a “togliere il medico di torno” se vengono assunte ogni giorno.  Così dicono i risultati di uno studio durato due anni e interamente dedicato a comprendere i benefici sulla salute del consumo quotidiano di noci. 

Eloquentemente intitolata “Walnuts and Healthy Aging” (Waha), la ricerca, condotta dall’Hospital Clinic di Barcellona e dalla Loma Linda University in California, si chiedeva infatti se le persone appassionate di questo tipo di frutta di secca invecchiassero meglio delle altre. Perché le proprietà positive delle noci sono conosciute da tempo, ma agli scienziati mancavano i dati che le dimostrassero inequivocabilmente e che rispondessero anche una volta per tutte alla consueta obiezione: le noci fanno bene, ma ingrassano. 

Ebbene, il dubbio viene chiarito sin da subito: i risultati preliminari dello studio Waha hanno dimostrato che le persone che hanno consumato  quotidianamente noci per un anno non hanno avuto alcuna brutta sorpresa dalla bilancia.  

 

L’esperimento ha coinvolto 707 persone in salute, con un’età più che adulta. A una parte di loro è stata consigliata una dieta ricca di noci, pari al 15 per cento dell’apporto calorico quotidiano.  

Dopo un anno le analisi del sangue hanno parlato chiaro: chi ha seguito le indicazioni degli scienziati arricchendo i pasti con la frutta secca ha mostrato livelli di colesterolo Ldl più bassi rispetto a chi ha preferito una dieta “nut-free”. Senza, tra l’altro, prendere chili in più. Un bel vantaggio per chi, data l’età non più giovane, deve tenere sotto controllo i classici fattori di rischio per le malattie legate all’invecchiamento.

«È incoraggiante vedere che mangiare noci possa dare vantaggi sulla salute anche in questa particolare popolazione di individui», ha dichiarato Emilio Ros, direttore del Lipid Clinic, Endocrinology & Nutrition Service all’ Hospital Clinic di Barcellona. «Nel proseguimento dello studio scopriremo se il consumo di noci abbia un impatto anche sul declino cognitivo e sulla degenerazione maculare dovuta all’età, patologie tra le più preoccupanti per la salute pubblica». 

Ma non finisce qui: le noci fanno bene all’intestino, riducono il senso di fame e aiutano il metabolismo. Lo dicono i dati di altre ricerche sui benefici di questo alimento che confermano i risultati di Waha. Tutti questi studi saranno presentati al congresso annuale Experimental Biology 2016 (San Diego, 2-6 aprile). 

I ricercatori dell’ Agricultural Research Service presso l’United States Department of Agriculture (USDA), per esempio, hanno dimostrato che il consumo quotidiano di noci  è un toccasana per la flora batterica intestinale da cui dipende anche la salute del cuore. Così, agendo sui batteri dell’intestino, le noci riducono anche il rischio di malattie cardiache. Dall’Università della Georgia arrivano altre buone notizie per gli amanti delle noci: mangiandole si controlla il senso di fame e di sazietà. Infine, le analisi condotte sugli animali alla Oregon State University lasciano sperare che un maggiore consumo di questa frutta secca possa tenere lontano i problemi dovuti alla sindrome metabolica. 

Sembra che le noci debbano le loro “miracolose” proprietà a una caratteristica che le distingue dall’altra frutta secca: sono le uniche a essere composte prevalentemente da grassi polinsaturi tra cui l’acido alfa-linolenico che fa parte della serie degli omega-3.

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