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DidascaliaImmagine: SuperJet International, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
Mentre le persone attraversano continenti in aerei, i virus dell’influenza sembrano seguire le loro stesse rotte. È quanto emerge da uno studio italiano che mette in relazione i flussi dei viaggi aerei con la diffusione dei diversi sottotipi influenzali, offrendo nuovi strumenti per prevedere l’andamento delle stagioni epidemiche.
La ricerca, condotta da un team di Padova e Milano e pubblicata sulla rivista Nature Health, mostra come i sottotipi influenzali tendano a circolare in proporzioni simili soprattutto nei Paesi maggiormente connessi dai collegamenti aerei. Lo studio è coordinato da Chiara Poletto, del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova, e da Francesco Bonacina, attualmente ricercatore all’Università Bocconi e all’epoca dello studio affiliato all’Istituto nazionale francese della sanità e della ricerca medica e all’Università Sorbona di Parigi.
Il virus influenzale comprende principalmente tre varianti: l’influenza di tipo B e i due sottotipi H3N2 e H1N1 dell’influenza di tipo A, ciascuno con caratteristiche specifiche. Durante le stagioni influenzali, i sottotipi possono circolare in proporzioni simili oppure uno di essi può prevalere, con differenze significative tra un Paese e l’altro e da una stagione all’altra. Per monitorare questa circolazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccoglie settimanalmente dati sui campioni positivi ai diversi sottotipi nei laboratori di riferimento di oltre 150 Paesi nel mondo.
«Partendo da questi dati – spiega Poletto – abbiamo utilizzato un approccio statistico specifico, noto come “Analisi dei Dati Composizionali”, per analizzare l’evoluzione della composizione percentuale dei sottotipi influenzali a livello globale tra il 2000 e il 2023. Il metodo ci ha permesso di confrontare in modo coerente Paesi e stagioni diverse, evitando distorsioni legate alla natura percentuale dei dati».
I risultati hanno anche implicazioni pratiche per la previsione delle epidemie. «Se si utilizzano le informazioni delle stagioni precedenti per prevedere la composizione dei sottotipi di una stagione futura, i modelli che tengono conto della struttura geografica globale offrono previsioni più accurate rispetto a quelli basati esclusivamente sui trend temporali locali», osserva Bonacina.
Secondo il team di ricerca, «lo studio mette in luce una struttura globale nella circolazione dei virus influenzali finora nascosta». Conoscere questa rete di diffusione potrebbe aiutare a individuare in anticipo quali sottotipi saranno predominanti nelle stagioni future, fornendo alle autorità sanitarie strumenti più efficaci per pianificare la prevenzione e la gestione dell’influenza stagionale.
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