L'indagine
Per nove italiani su dieci la scienza è un motore di progresso e sviluppo
  • Immagine
    La scienza medica corre
Michele Musso
Secondo la ricerca realizzata dall'Istituto Piepoli per La Federazione degli ordini dei medici, l’86% degli italiani ha fiducia nella medicina, l’81% nel medico di famiglia, il 62% nel Servizio sanitario nazionale. Presentata la Campagna “La scienza medica corre”

Nove italiani su dieci considerano la scienza come un motore di progresso e sviluppo e quasi altrettanti dichiarano fiducia nella scienza medica. Elevata anche la fiducia nel medico di famiglia, che si assesta all’81%, in linea con i sondaggi precedenti e superiore a quella verso ogni altra figura e Istituzione.

Sono questi alcuni dei principali risultati dell’indagine “Il rapporto tra gli italiani e la scienza”, condotta dall’Istituto Piepoli per la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). I dati, raccolti su un campione di mille persone rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, sono stati illustrati giovedì 27 novembre da Livio Gigliuto, presidente dell'Istituto Piepoli, in occasione del Convegno La scienza medica al servizio dell'umanità organizzato dalla Fnomceo il 27 e 28 novembre a Roma.

«Sono dati che, letti insieme, ci trasmettono un messaggio fortissimo – commenta il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – un messaggio che comunica fiducia. Ci dicono che l’Italia non è un Paese diffidente. Al contrario: è un Paese che riconosce nella scienza una bussola e nella medicina un presidio di sicurezza, di equità, di ordine».

Quasi due italiani su tre dichiarano di avere fiducia nel Servizio sanitario nazionale, con percentuali che vanno lievemente a decrescere al Sud.

Sul piano etico e culturale, gli italiani percepiscono la ricerca come centrale per la qualità della vita: l’87% sa che la scienza permette di vivere più a lungo e il 67% vede nelle innovazioni mediche ad alta tecnologia un’opportunità straordinaria per la salute.

Non mancano, però, le aree di dubbio: due italiani su tre pensano che a volte la tecnologia sembra troppo orientata al business e che la scienza parli un linguaggio distante dalla vita delle persone.

Questa fiducia nella scienza, nota Anelli, «sembra però incrinarsi quando la conversazione tocca un punto preciso: i vaccini, in particolare quelli a mRNA, utilizzati con successo contro il Covid. È qui che la quota di diffidenza cresce, arrivando a coinvolgere un terzo della popolazione. È una incrinatura che non può essere ignorata, ma che non può neppure essere letta come rifiuto della scienza».

Si tratta, sostiene il presidente della Fnomceo, «della grande confusione del nostro tempo: una sovrapposizione continua tra informazioni corrette, mezze verità, narrazioni distorte, rapide e aggressive, amplificate all’ennesima potenza da canali che non distinguono la competenza dalla rumorosità ovvero l’arte di sommergere l’interlocutore con una quantità di dati, affermazioni e pseudo-evidenze tale da impedirgli qualsiasi verifica immediata. È un metodo collaudato per creare l’illusione della competenza e spostare sull’altro l’onere della confutazione».

In questo scenario emergono anche segnali straordinari: l’87% degli italiani è consapevole che la ricerca scientifica gli ha allungato la vita; il 67% vede nelle tecnologie mediche un’opportunità da cogliere; il 68% sarebbe disposto a ricorrere a un vaccino a mRNA contro i tumori se ne avesse bisogno e l’84% considera un traguardo importante lo sviluppo di vaccini oncologici, anche se la maggioranza ammette che preferirebbe aspettare di vedere cosa succede agli altri prima di assumerlo. In prospettiva genetica, l’88% ritiene giusto garantire a tutti i neonati il farmaco per la Sma (che ha costi elevatissimi) e oltre sei italiani su dieci sarebbero disposti a contribuire a questo attraverso il pagamento di una tassa di scopo. Anche le terapie geniche raccolgono l’approvazione degli italiani: per l’83% “ogni vita conta” e se esiste la possibilità di intervenire sulla genetica per prevenire malattie dobbiamo farlo. Il 63% dice sì alle terapie geniche per i bambini, percentuale che sale al 70% quando si tratta dei propri figli o nipoti. Qualche titubanza rimane però in circa un italiano su quattro, che teme un eccessivo impatto dell’uomo sulla natura. La sensibilità etica si coniuga con quella ambientale: l’84% vede un legame diretto tra la tutela dell’ambiente e la salute e quasi nove italiani su dieci ritengono prioritario integrare la dimensione ambientale nella sanità pubblica. La vecchia narrazione di una tecnologia nemica della natura sembra ormai abbandonata: la maggioranza degli italiani, soprattutto, un po’ a sorpresa, i meno giovani, vedono nell’innovazione un alleato della sostenibilità. Forte anche il sostegno alla governance della ricerca: l’86% ritiene utile una Agenzia nazionale della ricerca in sanità. Il 72% immagina che nei prossimi dieci anni vivremo in un mondo più protetto dalle malattie. A pensarlo, in questo caso, sono i più giovani. E protagonista e fautore di questo progresso sarà, per nove italiani su dieci, proprio il medico.

«Quella scattata dall’Istituto Piepoli – commenta infine Anelli – è una fotografia nitida e non è quella di un Paese impaurito o intimorito dalla scienza e dalle sue innovazioni. È piuttosto quella di un Paese che chiede di essere accompagnato nel cambiamento, di un Paese che accetta e accoglie l’innovazione quando riesce a intravederne la relazione, l’intenzione, il senso».

La Campagna

Nell'occasione la Fnomceo ha presentato anche la nuova Campagna: “La scienza medica corre”, che sarà diffusa su stampa, web, social media, tv e cinema. Con il payoff “Ogni giorno un passo avanti, ogni giorno una nuova scoperta. Ogni giorno, con i medici, la scienza diventa cura”, la Campagna intende raccontare una scienza in continuo movimento, che corre veloce grazie all’impegno quotidiano di chi dedica la propria vita alla salute delle persone. L’obiettivo è di valorizzare il contributo dei medici al progresso della ricerca e alla traduzione delle innovazioni scientifiche in terapie disponibili per i pazienti

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Partecipare a uno studio clinico significa confrontarsi con paure concrete e aspettative profonde, ma anche scoprire che la ricerca non è solo un percorso scientifico: è un’esperienza condivisa, fatta di scelte consapevoli e responsabilità reciproche. 

È questo uno dei temi emersi con maggiore chiarezza durante l’evento “People in… Leggi tutto

In Italia in 15 anni, dal 2009 al 2023, gli studi clinici no profit, cioè non sponsorizzati dall’industria, sono diminuiti del 57%: erano il 40,3% del totale delle sperimentazioni nel 2009, sono calati fino al 17,3% nel 2023. Poche cifre che evidenziano la crisi della ricerca clinica indipendente, in cui l’oncologia svolge un ruolo predominante… Leggi tutto

Al via il secondo Bando di ricerca indipendente 2025 promosso dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Dopo il primo Bando dedicato alle malattie rare, questa nuova iniziativa si concentra sul contrasto all’antimicrobico-resistenza e sulla medicina di precisione, mettendo a disposizione 20 milioni di euro con l’obiettivo di finanziare studi… Leggi tutto

Entro la scadenza del 23 luglio sono stati inviati all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) cento progetti di ricerca su malattie rare, per un finanziamento complessivo di 17,8 milioni di euro.

Le proposte provengono principalmente da Aziende ospedaliere, sanitarie e Policlinici universitari (41), Università (20), Istituti di ricovero e… Leggi tutto

Le sperimentazioni di Fase I in oncologia nel nostro Paese sono state 500 da inizio 2012 a fine 2021, mentre nello stesso periodo sono state 960 in Spagna, 873 in Francia, 812 nel Regno Unito e 597 in Germania.

Dopo le prime positive sperimentazioni in laboratorio, questi studi sono il primo livello per trovare nuovi trattamenti… Leggi tutto

Rafforzare l’informazione sull’importanza del dono, veicolare messaggi che promuovano la cultura di comportamenti solidali e stili di vita corretti, sostenere le rispettive attività di comunicazione e volontariato sul tema della donazione e del sostegno alla ricerca scientifica.

Sono alcuni degli obiettivi contenuti nel Protocollo d’… Leggi tutto

La lunga strada che porta un nuovo trattamento dal laboratorio al letto dei pazienti è segnata da tante specifiche tappe, tutte fondamentali. Una di queste, però, viene molto spesso trascurata e ignorata: la pubblicazione dei risultati degli studi clinici sui registri pubblici entro i dodici mesi dalla fine del trial, uno standard richiesto… Leggi tutto

È stato lanciato oggi il nuovo bando per il finanziamento di progetti di ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica promosso da Fondazione AriSLA 

Il bando, aperto fino al 26 marzo 2024, prevede la selezione delle proposte progettuali più innovative e di alta qualità scientifica presentate da ricercatori italiani, nelle aree di… Leggi tutto

In un solo anno, tra il 2021 e il 2022, gli studi clinici indipendenti, cioè non sponsorizzati dall’industria farmaceutica, sono passati in Italia dal 22,6% al 15% del totale; e nel 2023 prosegue il trend in calo. Una diminuzione di oltre il 7% in soli 12 mesi, che rischia di impoverire fortemente il sistema della ricerca no profit del nostro… Leggi tutto