Garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale l’accesso ai dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia per le persone con diabete di tipo 2 che ne abbiano indicazione clinica, indipendentemente dalla terapia in corso. È questa una delle principali richieste emerse dalla 44ª assemblea nazionale della Federazione delle associazioni italiane delle persone con diabete (Fand), svoltasi a Verona dal 17 al 19 aprile, che ha riunito associazioni di pazienti, rappresentanti istituzionali e mondo scientifico.
Nel documento finale, l’associazione chiede che le Regioni recepiscano con rapidità le nuove raccomandazioni elaborate dalla Società italiana di diabetologia e dall’Associazione medici diabetologi per il diabete di tipo 2, garantendo l’accesso ai sistemi di monitoraggio continuo della glicemia, la diffusione dei farmaci innovativi secondo criteri di appropriatezza clinica e il superamento delle disomogeneità territoriali. L’obiettivo, sottolinea Fand, è assicurare un livello di assistenza uniforme e ridurre le attuali differenze tra Regioni nella presa in carico dei pazienti.
L’assemblea, ospitata con il patrocinio della Regione Veneto e del Comune di Verona, ha rappresentato anche un momento di confronto sul futuro dell’assistenza diabetologica in Italia. Tra i temi centrali, la definizione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale nazionale e la costruzione di una rete stabile tra i diversi attori del sistema sanitario, considerata fondamentale per garantire continuità e qualità delle cure.
Un passaggio rilevante è stato dedicato anche al ruolo delle associazioni dei pazienti nel sistema sanitario. In questo contesto, è stata richiamata la collaborazione con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che sta promuovendo il coinvolgimento delle realtà associative nei percorsi di programmazione e monitoraggio dell’assistenza.
Particolare attenzione è stata riservata al disegno di legge sulla semplificazione delle procedure per il rilascio della patente di guida alle persone con diabete, su iniziativa del senatore Antonio De Poli. Il provvedimento interviene sull’articolo 119 del Codice della strada, aggiornando le norme sui requisiti fisici e psichici necessari per conseguire o rinnovare la patente. Secondo Fand, la proposta risponde a un cambiamento significativo nella gestione della patologia, che negli ultimi anni ha ridotto in modo rilevante il rischio di eventi ipoglicemici gravi alla guida.
Tra le iniziative illustrate durante l’assemblea anche il progetto del “Diabetico Guida”, un percorso formativo avviato nel 2021 e rivolto a persone con diabete chiamate a svolgere attività di educazione tra pari. Il programma, già attivo in diverse edizioni, è stato presentato come modello di riferimento per il sostegno all’autogestione della malattia e per il supporto alle famiglie.
«L’educazione terapeutica è un aspetto fondamentale, di cui troppo spesso ci si dimentica, e che oggi diventa invece ancora più essenziale per quanto riguarda le persone con diabete di tipo 2, per la necessità che siano dotate di nuovi strumenti per il monitoraggio continuo della glicemia, oltre che di nuovi farmaci. Ecco perché Fand, proprio puntando sull’educazione, continua a promuovere il proprio Corso in “Diabetico Guida” e si impegna per la sua istituzionalizzazione attraverso l’elaborazione di una proposta di legge che integra il diabetico guida al fine di essere riconosciuto a livello normativo nazionale», ha dichiarato la presidente Fand, Manuela Bertaggia.
Nel complesso, dall’assemblea emerge una richiesta di maggiore uniformità nell’accesso alle tecnologie, di rafforzamento dei percorsi assistenziali territoriali e di riconoscimento del ruolo attivo delle persone con diabete all’interno del sistema sanitario. Una prospettiva che punta a ridurre le disuguaglianze regionali e a rendere più omogeneo il percorso di cura, in un contesto in cui la gestione del diabete è sempre più legata all’integrazione tra innovazione tecnologica, organizzazione dei servizi e formazione dei pazienti.
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