occhiello
Il Convegno
Medicina della longevità: non esistono ricette miracolose per vivere più a lungo
Redazione
Corpo

Integratori, test genetici, protocolli anti-aging. L'offerta promette molto, però la scienza avverte: la vera medicina della longevità non vende formule magiche, ma parte dalla persona, studia i meccanismi profondi dell'invecchiamento e costruisce percorsi basati su evidenze. In un mercato affollato di soluzioni miracolose, distinguere la ricerca seria dal rumore di fondo è diventato urgente.

A questi temi è stato dedicato il convegno "Vivere meglio, vivere più a lungo. Le opportunità cliniche vs i falsi miti" di mercoledì 11 marzo a Roma nel corso del quale sono intervenuti numerosi esperti di aree specialistiche diverse.

«Vivere meglio non significa rendere il corpo performante e iperattivo per tutta la durata della vita» spiega Salvatore Pennisi, medico specializzato in medicina funzionale e dei sistemi integrati, promotore dell'iniziativa «Solo attraverso la conoscenza dei meccanismi molecolari, biochimici e fisiologici – aggiunge - è possibile far funzionare a lungo questa macchina progettata per essere perfetta». Una conoscenza che è anche la migliore difesa da predatori commerciali e divulgatori improvvisati: «Confondere il desiderio di vivere più a lungo con quello di vivere meglio – avverte – è un errore concettuale che mescola presunzione e ignoranza».

Fare chiarezza è dunque una priorità anche nel campo della genetica applicata alla longevità. L’invecchiamento, infatti, non dipende da un singolo “gene della vecchiaia”, ma nasce dall’interazione complessa tra genoma, epigenoma (l’insieme delle modifiche chimiche che regolano l’attività dei geni) e fattori ambientali. Gli esperti indicano tra i principali meccanismi molecolari i cosiddetti “segni distintivi dell’invecchiamento”, come l’instabilità genomica, l’usura dei telomeri che proteggono i cromosomi e le alterazioni epigenetiche. Comprendere questi processi rappresenta la base per sviluppare strategie di intervento scientificamente fondate. In questa prospettiva viene ridimensionato anche il determinismo genetico: la medicina della longevità non può ridursi a un semplice test del Dna, ma richiede una valutazione complessiva della persona, in cui i dati genetici costituiscono solo uno degli elementi utili alla comprensione del quadro generale.

Un ruolo centrale nel processo di aging è attribuito dagli esperti alla senescenza cellulare, considerata oggi uno stato biologico specifico indotto da fattori interni ed esterni. Questo stato è caratterizzato dal blocco del ciclo cellulare e da particolari segnali molecolari che indicano l’arresto delle funzioni proliferative. Lo studio dei diversi meccanismi coinvolti potrebbe aprire la strada a interventi capaci di modulare selettivamente le diverse forme di senescenza.

Tra i fattori biologici rilevanti rientra anche l’architettura energetica della cellula, in particolare il ruolo dei mitocondri. L’equilibrio dello stress ossidativo è fondamentale: se presente a livelli fisiologici contribuisce alla regolazione dei processi cellulari, mentre un eccesso può compromettere l’integrità delle strutture biologiche. Per questo l’analisi del metabolismo mitocondriale rappresenta uno dei punti chiave per distinguere approcci scientificamente fondati da soluzioni semplificate.

Allo stesso modo, cresce l’attenzione verso il microbiota intestinale. L’analisi dell’enterofenotipo consente di comprendere meglio come l’intestino risponda a fattori come stile di vita, farmaci, ritmi circadiani e fumo, offrendo nuovi elementi per interpretare i processi di invecchiamento in una prospettiva integrata.

La ricerca mostra inoltre che l’invecchiamento biologico non è un processo unico, ma il risultato di più alterazioni progressive: infiammazione cronica di basso grado, declino della funzione mitocondriale, perdita di flessibilità metabolica e accumulo di cellule senescenti. In questo contesto si inserisce la nutrigeroscienza, che studia come alimentazione e composti bioattivi possano modulare alcuni di questi meccanismi.

Anche la pelle rappresenta un indicatore importante, poiché riflette l’impatto dell’esposoma, cioè l’insieme dei fattori ambientali e comportamentali che influenzano l’organismo. Parallelamente, nella chirurgia vascolare e nella medicina rigenerativa si sviluppano approcci basati su terapie cellulari e biomateriali per favorire la ricostruzione dei tessuti.

Infine, la prevenzione delle malattie neurodegenerative resta una priorità. Le evidenze scientifiche indicano che attività fisica regolare, dieta mediterranea e stimolazione cognitiva e sociale rappresentano strumenti efficaci per sostenere la salute cerebrale e favorire un invecchiamento più sano e consapevole.

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

La genetica ha un ruolo determinante nella longevità umana: fino al 50%. A confermarlo sono i risultati di ricerche presentate a Roma nel corso della seconda edizione della Aging and Longevity Conference (ALC, 9-10 aprile) dal gruppo di lavoro di Annibale Puca, neurologo, professore di Genetica all’Università di Salerno. A determinare una… Leggi tutto

Con l’avanzare dell’età la memoria tende a diventare meno affidabile. È una convinzione diffusa, quasi un luogo comune. Eppure non è una regola universale: alcune persone restano mentalmente lucide anche a cento anni, mentre altre iniziano a sperimentare difficoltà già nella mezza età. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica… Leggi tutto

Rafforzare le difese naturali del cervello attraverso lo sviluppo di una piccola molecola “smart”. È questa, in sintesi, la nuova strategia nella lotta all'Alzheimer proposta da uno studio coordinato dall’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Icb), pubblicato sul Journal of… Leggi tutto

Esplorare il rapporto delle nuove generazioni sulla convivenza, toccando aspetti come il rapporto con le diversità, il senso di comunità, la convivenza con gli altri, con se stessi e quindi anche il rapporto con la solitudine e l’incertezza per il futuro. È questo l’obiettivo della prima indagine condotta con e sui giovani da NewGenera-… Leggi tutto

Nelle Rsa ogni anziano assume in media circa otto farmaci al giorno, che espongono il 42% di loro ad almeno un’interazione pericolosa, con casi che arrivano fino a sette interferenze contemporanee. Ma rischi rilevanti derivano anche dalla pratica di manipolazione dei farmaci da assumere per bocca, soprattutto pillole. L'avvertimento viene da… Leggi tutto

In Italia, oltre 300 mila anziani hanno bisogno di cure palliative, ma solo il 15% le riceve. Ritenute erroneamente di pertinenza solo di hospice e unità domiciliari sono invece necessarie anche per i pazienti ricoverati in ospedale o in Rsa. Per questo, in occasione della Giornata nazionale delle cure palliative (11 novembre) la Società… Leggi tutto

L'alimentazione può fare la differenza tra un invecchiamento in salute e il declino fisico e cognitivo. Secondo recenti studi illustrati durante il Congresso nazionale della Società italiana di nutrizione clinica (Sinuc; a Napoli dal 20 al 22 ottobre), una dieta ricca di proteine e nutrienti essenziali, ma povera di calorie e zuccheri, è l'arma… Leggi tutto

Antonio Cherubini, è il nuovo presidente deletto della European Geriatric Medicine Society (EuGMS), l’organizzazione europea di riferimento per la medicina geriatrica. 

Cherubini, autore di oltre 500 pubblcazioni scientifiche, è direttore dell’Unità di Geriatria, accettazione geriatrica e centro di ricerca sull’invecchiamento dell'… Leggi tutto

Ogni anno in Italia si registrano oltre 188 mila casi di infezioni respiratorie ogni 100 mila abitanti, un dato superiore alla media europea. Ogni cittadino si ammala quasi due volte l’anno, con un’incidenza particolarmente elevata nei bambini (323.000 casi per 100.000) e significativa negli over-50 (140.000 casi per 100.000). Nell’ultimo anno… Leggi tutto

Difficile vederci un’opportunità; per il 75% degli italiani l’invecchiamento della popolazione è un problema serio per le generazioni future. La crisi demografica che ha portato il nostro Paese al record negativo di appena 370mila ha causa profonde: per il 43% la paura del futuro, per il 29% l’instabilità lavorativa, per il 22% ai costi troppo… Leggi tutto

In Italia, una persona con malattia rara attende fino a sette anni per una diagnosi e un simile ritardo per una persona anziana spesso significa rinuncia alle cure o esclusione.

Sul tema delle malattie rare negli anziani si è tenuto mercoledì 18 giugno a Roma il secondo incontro del ciclo APCO Health Talks: esplorando il sistema salute.… Leggi tutto

Le persone di età superiore ai 65 anni, sebbene rappresentino circa il 25% della popolazione italiana, assorbono circa il 60% della spesa sanitaria nazionale. Un dato che potrebbe salire nei prossimi decenni, considerando l’aumento della speranza di vita e delle malattie croniche. A questo dato del Rapporto Meridiano Sanità di TEHA, si… Leggi tutto

Un Premio dedicato ai giovani laureati e laureandi impegnati nell’innovazione per la longevità, l'invecchiamento attivo e il miglioramento della qualità della vita nella società longeva: è il Premio Longevitas, promosso da Fondazione Longevitas, che ha visto il 12 marzo la cerimonia di conferimento della sua prima edizione.

Leggi tutto

È una delle più importanti sfide che sta affrontando la sanità e in futuro è destinata diventare ancora più complessa con il progressivo invecchiamento della popolazione. Oggi in Italia Italia, si stima che la fragilità riguardi il 17% della popolazione sopra i 64 anni, con picchi del 33% negli over 85. 

Quello della fragilità è un… Leggi tutto

Lo scorso anno oltre 18 milioni di over-60 erano eleggibili alla vaccinazione antinfluenzale e anti-Covid-19, ma se ne è vaccinato rispettivamente solo il 47% e il 18%, a dispetto di una copertura minima raccomandata del 75%. Sottoutilizzata anche la vaccinazione per proteggersi dalla polmonite pneumococcica, cui ha aderito poco più del 25%… Leggi tutto

Una nuova rilevazione nazionale sulle infezioni correlate all’assistenza (Ica) nelle Rsa, un censimento dei bisogni formativi e delle buone pratiche per la prevenzione che portino alla realizzazione di un vero e proprio manuale, la realizzazione di un corso online di formazione per almeno 5 mila operatori.

Sono alcuni degli obiettivi… Leggi tutto

Lo squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus), un abitante delle profondità dell'Atlantico settentrionale e dell'Oceano Artico, è il vertebrato più longevo al mondo, con una durata di vita stimata di circa 400 anni. Un team internazionale di studiosi ne ha mappato per la prima volta il genoma, facendo così luce sui meccanismi molecolari… Leggi tutto

È partita a settembre la campagna "Più Informati, Più Protetti”, promossa da Federcentri, che ha come obiettivo principale sensibilizzare le persone di età superiore ai 65 anni sull'importanza della prevenzione vaccinale per proteggere dalle malattie infettive e dalle relative complicanze e di adottare comportamenti corretti per l’… Leggi tutto